Lazio, Inzaghi: "Noi fin qui penalizzati, ma gli arbitri sono in buonafede"

Serie A
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L’allenatore biancoceleste ha parlato del momento della sua squadra in un incontro con gli studenti dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Roma: "La classe arbitrale italiana è preparata, noi siamo stati sfortunati ma ora pensiamo solo al campo"

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Dal momento vissuto dalla Lazio, protagonista fin qui di un ottimo campionato e qualificata ai quarti di finale di Europa League, al rapporto instaurato con i propri giocatori, fino alla delusione per qualche episodio arbitrale discutibile. Tanti gli argomenti trattati da Simone Inzaghi, che insieme ad altri tesserati biancocelesti ha incontrato gli studenti dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Roma per un’assemblea formativa voluta dalla società del presidente Lotito. "Siamo molto felici di essere qui per questo incontro – ha detto l’allenatore della Lazio -, ad ogni bambino direi di avvicinarsi al calcio per divertirsi, perché lo sport è la cosa più bella del mondo. Se si riesce a far diventare questa passione un mestiere, come è accaduto a me, diventa fantastico. Ma non è semplice, quindi è bene portare avanti gli studi”. Immediato un commento su alcuni episodi arbitrali che nel corse del campionato avrebbero sfavorito la Lazio: “Di fronte ad alcuni episodi diventa complicato riuscire a mantenere la calma – ha proseguito Inzaghi -, ma noi dobbiamo comunque essere bravi a restare concentrati soltanto sul calcio giocato. Gli arbitri italiani sono preparati e molto professionali, ma alcuni episodi ci hanno penalizzato. In ogni caso non penso alla malafede, perché gli arbitri sanno fare il loro mestiere. Noi, in alcune circostanze, siamo stati sfortunati. Ma lo ripeto, dobbiamo rimanere concentrati e pensare solo al campo". 

Con i calciatori rapporto basato sulla stima reciproca

Rispondendo alle domande degli studenti, Inzaghi ha poi parlato dei tanti impegni stagionali, della propria vita lontana da Formello e del rapporto instaurato con i propri calciatori. "Giocando anche in Europa League, quest’anno siamo parecchio impegnati. Abbiamo fatto bene in tutte le competizioni e può anche capitare di disputare tre trasferte in una sola settimana. Per far andare tutto al meglio sono importanti gli affetti: quando non sono al campo io provo a staccare pensando ad altro, grazie all’aiuto di due figli e di una compagna. A Roma il calcio è molto sentito, tutti parlano sempre di calcio, ma io riesco comunque a portare avanti la mia vita normale di padre. Il rapporto con i miei giocatori? Giochiamo tante partite, abbiamo una rosa di 26 giocatori ma in campo scendono soltanto in 11. La domenica posso schierare solo 14 calciatori, quindi provo a fare le scelte migliori. Ma nelle tre competizioni tutti sono riusciti a giocare, io voglio sempre coinvolgere tutti. Quando si devono giocare 50 partite in una stagione, c’è bisogno di tutti, è necessario avere un buon gruppo dal quale ricevere sempre il massimo. I miei ragazzi mi seguono e tutti aiutano la squadra quando c’è bisogno. Un allenatore deve sempre avere un buon dialogo con i propri giocatori – ha concluso Inzaghi -, per questo con i miei ragazzi ho instaurato un rapporto basato sulla stima reciproca. Il rispetto, per me, è alla base di tutto".

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