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12 giugno 2018

Fassone: "Milan e Inter lontane dalla Juventus. Stadio nuovo? Stiamo valutando se ci convenga"

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L'amministratore delegato del Milan Fassone, foto Getty

L'amministratore delegato del Milan Fassone, foto Getty

L’amministratore delegato del Milan ha parlato della situazione del calcio italiano, sottolineando come Inter e Milan siano ancora lontane dal livello societario raggiunto dalla Juventus

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Il Milan vuole tornare in alto, ma il processo di crescita sarà lento e faticoso. E' questo il fulcro delle dichiarazioni di Marco Fassone, che ha parlato della situazione del club rossonero a margine della presentazione del libro 'La fine del calcio italiano', scritto da Marco Bellinazzo, giornalista del Sole 24 Ore. L’obiettivo è quello di ridurre il gap con la Juventus, ma non sarà facile dopo i cambiamenti a cui la società ha dovuto far fronte negli ultimi mesi: "Il Milan si affaccia adesso a questo nuovo modello di cambiamento, che è estremamente faticoso. La Juventus ha inanellato un filotto fantastico per la propria storia, ma meno per quella del calcio italiano. Milan e Inter sono lontane dai bianconeri che, negli ultimi anni, hanno lavorato benissimo. C'è strada da fare, noi come società dobbiamo seguire quella tracciata dalla Juve. Milan e Inter hanno cambiato proprietà, trovandosi ad affrontare un cambiamento che richiede tempo per essere assimilato".

Capitolo stadio

Per quanto riguarda la questione stadio, Fassone sottolinea: "La città di Milano è pronta per avere due stadi, per quanto ci riguarda stiamo valutando se convenga avere un nuovo stadio o continuare con l'Inter a San Siro. Saremmo l'unica città in Europa ad avere due squadre e un solo stadio, ma dall'altra parte chi lascerà il Meazza deve pensarci bene, perché San Siro è San Siro. Grazie alla nuova normativa, nel giro di 12/18 mesi si può iniziare a costruire: nel 2022-23 potrebbero esserci già alcune novità a Milano".

"Seconde squadre? Siamo pronti"

Infine, Fassone si sofferma sulle seconde squadre: "Non la considero la migliore riforma possibile, ma il commissario ha voluto dare un segnale di cambiamento. Noi siamo pronti, riteniamo che la seconda squadra possa aiutare. Fino alla metà luglio non sapremo se la faremo, ma siamo molto favorevoli. C'è un settore giovanile che è sempre stato un'attenzione e un interesse particolare, speriamo di portare ogni anno due o più giocatori in prima squadra".

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