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10 novembre 2018

Atalanta-Inter, le chiavi tattiche della sfida

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I precedenti degli ultimi anni e il buon momento di forma di entrambe le squadre fanno immaginare un'altra sfida imprevedibile. I principali temi tattici dell'incrocio tra due dei migliori interpreti della scuola italiana contemporanea, Gasperini e Spalletti

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La storia recente della rivalità tra Atalanta e Inter racconta di una grande complicità sui tavoli di trattativa (numerosissime le operazioni concluse tra le parti soltanto negli ultimi due anni: da Gagliardini a Bastoni passando per Bettella, Eguelfi, Carraro, Rizzo Pinna) e, soprattutto, di una accesa competizione sui campi da gioco.

Nella passata stagione, Atalanta-Inter terminò con un pareggio a reti inviolate che fece scivolare l’Inter al quinto posto a poche giornate dalla fine. L’anno precedente, con una dominante prova di forza della prima Atalanta di Gasperini (che vinse 2-1 a Bergamo), che in sostanza segnò la fine della breve gestione de Boer, e che fu poi vendicata da Pioli al ritorno con un roboante 7-1. Insomma, tutti gli indizi disseminati nel passato ci potrebbero indurre a pensare che anche quest’anno Atalanta-Inter potrebbe essere una partita all’insegna dell’imprevedibilità e della varietà tattica.

Quali accorgimenti adotteranno i due allenatori?

La sfida tra Atalanta e Inter merita di essere analizzata e seguita soprattutto in virtù della sfida tra Gasperini e Spalletti, due dei migliori allenatori del campionato. Il bilancio in Serie A è fermo a 5 vittorie di Spalletti, 2 pareggi e 3 vittorie di Gasperini, quest’ultime tutte arrivate tra le mura casalinghe, dato che rende ulteriormente interessante il lunch match domenicale (che si giocherà a Bergamo, per l’appunto).

Tra i due allenatori c’è grande rispetto reciproco. A marzo, Spalletti ha detto di aver votato Gasperini per il premio Panchina d’Oro 2017 (poi vinto da Allegri) giustificando così la scelta: «So bene cosa deve fare un allenatore per concorrere per certi premi, mi avrebbe fatto piacere se avesse vinto Gian Piero. L'anno scorso ha fatto un grandissimo lavoro». Lo stesso rispetto lo ha dimostrato nella preparazione delle partite: nel confronto più recente tra i due, per coprire meglio il campo dagli attacchi in ampiezza dell’Atalanta, Spalletti sperimentò un’inedita difesa a tre. Poi Gasperini non si risparmiò una battuta amara, forse ripensando alla sua fugace esperienza sulla panchina nerazzurra: «Pensavo che all’Inter fosse un’eresia».

Gasperini e Spalletti sono maestri nel trovare piccoli accorgimenti all’avversario o al momento della partita con cui adeguare un impianto di gioco strutturato. Le due squadre però stanno vivendo un momento molto positivo (l’Atalanta viene da 3 vittorie consecutive, l’Inter addirittura da 7) e, come spesso ripete Spalletti, quando le cose vanno bene non è il caso di correre rischi. Quindi è probabile che le due squadre si schiereranno entrambe con il modulo con cui siamo abituati a vederle: il 3-4-3 di Gasperini contro il 4-2-3-1 di Spalletti.

inter genoa

Soltanto una settimana fa, l’Inter ha giocato contro una difesa a 3 che marcava gli avversari tra le linee in maniera molto aggressiva, ed è riuscita benissimo a sfruttarne le debolezze, attaccando lo spazio alle spalle della difesa con gli esterni.

Il 4-2-3-1 di solito costringe Gasperini a modellare lo schieramento in fase di non possesso, per conservare le marcature a uomo a centrocampo e la superiorità numerica in difesa. Nello scenario più comune, i tre attaccanti (presumibilmente Gómez, Ilicic, e un redivivo Zapata) salgono in pressione sulla linea di difesa, le due mezzali De Roon e Freuler vanno a ridosso dei due mediani avversari, e i due esterni di fascia Hateboer e Gosens restano un po’ più bassi a impedire le ricezioni delle ali, che l’Inter ricerca con insistenza.

È possibile anche però che Gasperini disegni un pressing asimmetrico per sfruttare alcune delle carenze strutturali dell’Inter, per esempio provando ad indirizzare il possesso a destra, dove il pallone transita con maggiore fatica rispetto alla fascia di Asamoah.

L’Inter è in grado di sfuggire al pressing dell’Atalanta?

Spalletti ha ripetutamente battuto il chiodo della capacità di gestione come viatico per diventare una grande squadra, nel tentativo di infondere ai suoi giocatori il coraggio di giocare la palla anche in spazi stretti, in zone rischiose, in momenti delicati. Attraverso il palleggio, l’Inter costruisce i presupposti per attaccare il campo in velocità, cosa che non le riesce sempre facilmente contro difese organizzate. La pressione dell’Atalanta di Gasperini, per di più nel suo stadio di fronte al suo pubblico, rappresenta il test ideale per capire a che punto è arrivato il percorso di crescita.

atalanta sampdoria

Marcature a uomo, pressione fin dentro l’area di rigore, 15 giocatori negli ultimi 25 metri: una situazione che potremmo rivedere anche contro l’Inter.

La fonte primaria del gioco dell’Inter è Marcelo Brozovic, l’unico ponte di collegamento tra la difesa e l’attacco, la soluzione ai problemi di scollamento che hanno afflitto l’Inter negli ultimi anni (e se gli avversari sono disuniti, le squadre di Gasperini tendono a prevalere: 4 vittorie contro l’Inter nelle ultime 5 stagioni, tutte in casa propria). Per questi motivi Spalletti fatica a concedere al croato un turno di riposo, anche se nelle ultime apparizioni ha dato l’impressione di averne bisogno: fin qui ha giocato tutte le partite da titolare a eccezione di quella contro la SPAL. In sua assenza, Spalletti potrebbe riproporre il centrocampo a tre con Gagliardini davanti alla difesa con cui ha chiuso l’ultimo turno contro il Genoa.

In quell’occasione, e in particolare negli ultimi 15 minuti, si è intravista un’Inter diversa, per la prima volta senza ali di ruolo, con tre giocatori di grande intensità come Nainggolan, Keita e Martínez a spaziare lungo il fronte d’attacco, e due mezzali di possesso e geometrie come Borja Valero e João Mário a dettare i tempi e le direzioni delle azioni offensive. Con un assetto simile, un centrocampo leggero composto da Gagliardini, Borja e Rafinha dietro il solo Icardi, Spalletti si era già presentato a Bergamo qualche mese fa, ma allora finì sopraffatto dall’intensità degli atalantini.

Questa volta potrebbe fare tesoro di quell’esperienza e chiedere un ultimo sforzo prima della pausa a Vecino (probabile), Nainggolan (poco probabile), o allo stesso Brozovic (più che probabile, quasi inevitabile), per pareggiare fisicamente il centrocampo dell’Atalanta.

L’Atalanta si può considerare ormai uscita dalla crisi?

I nove punti nelle ultime tre partite hanno riportato l’Atalanta a ridosso dei piazzamenti europei. Nelle partite precedenti, aveva peccato soprattutto di brillantezza, poi il ritorno di Ilicic ha reso le cose più semplici. Almeno sul piano dell’organizzazione tattica, comunque, ha tutte le carte in regola per bloccare le fonti di gioco dell’Inter e costringerla a una partita di sterili attacchi sulle fasce.

bologna atalanta

Appunti per le ali dell’Inter: il movimento centrifugo di Palacio è sufficiente a mandare in crisi il sistema di scalate del 3-4-3. Santander rimane isolato uno contro uno e propizia il gol di Mbaye. Icardi può fare anche più male.

È sempre affascinante seguire le contromosse di Gasperini per contenere i trequartisti avversari: di base affida il compito ai difensori, che salendo in avanti cercano di impedire che si girino fronte alla porta tra le linee, ma non è detto che non possa cambiare la forma dell’attacco, ad esempio portando Ilicic o Zapata in marcatura sul regista dell’Inter, per liberare in fase di non possesso uno tra Freuler e de Roon. Considerando la carenza di uomini e quindi di rodaggio nel reparto arretrato, potrebbe essere un’opzione interessante per garantire una maggiore solidità difensiva.

Oltre a Tumminello, infatti, nella lista degli infortunati figurano solo difensori: Toloi (che ha solo un fastidio alla caviglia, ragionevolmente Gasperini aspetterà fino all’ultimo per decidere), Masiello, e il giovane Varnier. Nel caso il brasiliano non dovesse recuperare, Gasperini sarebbe costretto a riproporre la linea composta da Mancini, Djimsiti e Palomino già sperimentata nel rocambolesco pareggio all’Olimpico contro la Roma, con risultati contrastanti: un grande primo tempo, in cui l’Atalanta aveva schiacciato la Roma, seguito da un calo nervoso e atletico nel secondo, risolto da alcuni episodi favorevoli ai giallorossi.

Questo è il nodo principale intorno a cui si avvolgerà la partita. L’Inter è ormai una squadra abilissima nel cavalcare i cali nervosi e atletici degli avversari, e soprattutto nel decidere le partite negli ultimi minuti. Certo, in questo momento non sembra avere tutti gli uomini migliori nella migliore condizione possibile, ma ha ormai raggiunto quella combinazione tra forza mentale e talento individuale che le permette di restare sempre in partita. Al contrario, l’Atalanta dipende, soprattutto per la sua pericolosità offensiva, dal grado di ispirazione di Gómez e Ilicic, e senza le loro intuizioni fatica ad avvicinarsi alla porta avversaria.

Non è un caso che le due squadre fino ad adesso abbiano costruito i propri successi soprattutto sulla solidità difensiva. Secondo gli expected goals, infatti, Atalanta-Inter sarà soprattutto la sfida tra la terza e la quarta miglior difesa del campionato per pericolosità delle occasioni concesse. In fondo è prevedibile quando ad affrontarsi ci sono due dei principali rappresentanti della scuola tattica italiana contemporanea.

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