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11 febbraio 2019

Serie A, le migliori giocate della 23^ giornata

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Il gol corale della Juventus, il geniale assist di Dzeko, le grandi parate di Viviano e Musso, e altre grandi giocate dall'ultima giornata di campionato

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La 23esima giornata di campionato ha visto la Juventus aumentare il proprio vantaggio sul Napoli, in un andamento a fisarmonica che sta allungando sempre di più la distanza tra la squadra di Allegri e quella di Ancelotti. Nel frattempo, per quanto riguarda la lotta per ottenere un posto nella prossima Champions League, la situazione appare sempre più aperta e confusa con 4 squadre in un punto, tutte vincenti in questo turno. In campo è stata la giornata dei portieri, che con le loro parate o le loro indecisioni hanno condizionato molte partite. Lafont, Mirante, Donnarumma hanno tutti fornito grandi prestazioni (ma non hanno trovato spazio qui sotto, visto che Musso e Viviano hanno fatto ancora meglio), mentre gli errori di Consigli e Radu hanno limitato le loro squadre. Per il resto ecco i migliori gesti tecnici della giornata.

Il gol corale della Juventus

A metà del minuto 84, Emre Can entra in sostituzione di Matuidi. La Juventus batte una punizione nel cerchio di centrocampo con Pjanic e in sottofondo si sente la voce di Allegri gridare “Giocala, giocala”. La Juventus prova a consolidare il palleggio, ma il Sassuolo fa quello che ha provato a fare per tutta la partita: aggredisce il possesso juventino, con Bentancur che perde palla sulla pressione di due giocatori avversari.

La Juventus però non arretra, nonostante siano gli ultimi minuti della partita e il vantaggio di due gol consigli prudenza, Bentancur e De Sciglio riaggrediscono immediatamente i giocatori del Sassuolo. Il recupero del pallone così alto e immediato permette lo sviluppo di questa azione così pulita e veloce, che consente alla Juventus di risalire il campo in 7 tocchi portando al tiro Emre Can dall’interno dell’area senza opposizione. Una combinazione quasi tutta di prima che vede coinvolti De Sciglio, Pjanic, Dybala e Cristiano Ronaldo prima del gol di Emre Can. Soprattutto il doppio triangolo tra Ronaldo e Dybala dimostra una connessione tecnica tra i due giocatori di altissimo livello, che finora si era vista poco, ma che può essere determinante nel prosieguo della stagione.

La chiusura dell’azione di Emre Can, con un sinistro preciso e angolato a cui Consigli non può opporsi è la ciliegina sulla torta di un'azione di gioco da cui la Juventus deve prendere esempio.

La grande parata di Viviano con il piede

In estate Viviano aveva raggiunto il suo vecchio allenatore, Sinisa Mihajlovic, allo Sporting, in Portogallo. Il repentino esonero del serbo, aveva messo il portiere ai margini della squadra lasciandolo con zero presenze per tutta la prima parte della stagione. A gennaio lo Sporting lo ha finalmente “liberato” e la più rapida ad accaparrarselo è stata la SPAL.

Viviano è un lusso per una squadra che deve salvarsi in Serie A e il suo carico di esperienza (9 stagioni da titolare) e le sue qualità tra i pali potranno essere determinanti per la SPAL. La parata con cui nega l’immediato pareggio ad Alejandro Gomez è davvero incredibile, per quanto poco ortodossa. Viviano sul rigore in movimento del giocatore dell’Atalanta reagisce in una frazione di secondo, ma non lo fa come solitamente fanno i portieri in quella circostanza, ovvero scendendo a terra con la mano, ma si apre in spaccata andando a respingere la conclusione con il tallone del piede sinistro.

L’istinto di Federico Chiesa

Con sette gol nelle ultime partite, Federico Chiesa è uno dei giocatori più brillanti della Serie A. La vicinanza di Muriel gli ha fatto bene, liberandolo di certi compiti e rendendolo più efficace. Tuttavia Chiesa è ancora un calciatore in divenire, i cui possibili sviluppi sono misteriosi. Quello che però è evidente è il suo istinto, la capacità di “creare” superiorità con il pallone (ad oggi è il giocatore con più dribbling riusciti in Serie A, 53).

Sul lancio lungo di Biraghi, Chiesa sembra sul punto di provare il controllo con il sinistro, per tenere lontano il pallone da Hysaj, ma invece all’ultimo anticipa il movimento e con l’esterno sinistro la fa passare oltre il terzino del Napoli tagliando verso l’interno del campo. Un semplice controllo trasforma potenzialmente l’azione: da dover giocare un uno contro uno sull’esterno, Chiesa si trova direzionato verso il centro del campo con spazio per pensare la giocata (purtroppo il tempo sembra il nemico di Chiesa, che controlla troppe volte il pallone e ritarda il passaggio successivo finendo per perderlo).

L’azione della Roma, l’assist di Dzeko

Chievo Verona - Roma non ha solo confermato tutti i problemi della squadra di Di Carlo, che sembra sempre più impantanata in fondo alla classifica, ma ha anche ricordato la superiorità tecnica di Dzeko nel nostro campionato, che quest’anno non si era vista spesso. Il bosniaco ha messo insieme 6 tiri, 3 dribbling riusciti, 1 gol molto bello e 2 passaggi chiave, tra cui questo splendido tocco di suola che libera un’autostrada per Kolarov.

Un’azione che parte da un colpo di testa di Marcano nella propria area e che vede la Roma risalire velocemente il campo con El Shaarawy che, dopo 50 metri palla al piede, serve Dzeko spalle alla porta. All’attaccante basta un tocco per trasformare un contropiede in un gol, un tocco da centravanti intelligente, capace non solo di vedere la porta, ma di leggere lo spazio intorno e i movimenti dei suoi compagni.

La parata di Musso

Juan Musso è arrivato in Italia un po’ di nascosto, dopo un’unica stagione da titolare al Racing, in Argentina. Inizialmente il ruolo di titolare era stato affidato da Vazquez a Scuffet, ma dopo alcune prestazioni sottotono, Musso è subentrato e non ha più lasciato i pali, neanche dopo l’arrivo di Nicola.

Negli anni l’Udinese ha sempre fatto ottimi affari comprando in Sudamerica, anche se questo non accade da un po’. Musso sta dimostrando di essere un buon portiere, incredibilmente reattivo tra i pali nonostante la stazza. In campionato effettua 3.6 parate a partita, di cui la metà (1.8) arrivano da dentro l’area. Qui sul colpo di testa di Belotti, Musso fa due grandi cose: ci arriva, che non è banale nonostante la traiettoria del pallone sia vicino al suo corpo, ma soprattutto riesce ad alzarla sopra la traversa. Spingere quel pallone in alto non era facile, ma era necessario: una semplice respinta avrebbe permesso allo stesso Belotti o a Moretti di ribadire il pallone in gol.

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