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16 maggio 2019

Mihajlovic, la sua versione sulla lite all'Olimpico: "Zingaro di m..." da un agente

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L'allenatore del Bologna è stato protagonista di una lite all'esterno dello stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia. La discussione, però, non sarebbe avvenuta con un tifoso bensì con un agente in divisa, stando alla versione fornita dal serbo

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Tra i tanti personaggi del mondo del calcio accorsi all'Olimpico per assistere alla finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio, c'era anche Sinisa Mihjalovic. L'allenatore del Bologna, però, è stato protagonista di un pre-partita abbastanza movimentato. Il serbo si trovava su un'auto in compagnia del direttore sportivo rossoblù Bigon, quando si è fermato per chiedere informazioni a un agente in divisa sulla via per l'accesso allo stadio. A un certo punto, però, è partito un diverbio molto acceso, con protagonista lo stesso Mihajlovic. Ma l'allenatore del Bologna non avrebbe litigato con un tifoso della Lazio, come inizialmente si pensava, bensì proprio con un rappresentante delle forze dell'ordine. Il motivo? L'agente lo avrebbe mandato a quel paese, ricevendo la reazione del serbo e rispondendo successivamente con un offensivo "Zingaro di m...", per poi dileguarsi tra i colleghi.

La ricostruzione della moglie

Questa la ricostruzione dell'accaduto fornita dallo stesso Mihajlovic, poi confermata successivamente dalla moglie Arianna Rapaccioni sul proprio profilo Instagram: "In seguito ad alcune verifiche, occorre fare una doverosa correzione in merito a quanto accaduto ieri sera a Roma nei pressi di Ponte Milvio prima della finale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. A insultare Sinisa Mihajlovic non è stato un tifoso biancoceleste, scenario che in effetti lasciava piuttosto perplessi vista la lunga e fruttuosa militanza del serbo nel club capitolino, bensì un rappresentante delle forze dell’ordine (probabilmente un vigile, ma sono in corso accertamenti) addetto al controllo dei varchi d’accesso allo stadio Olimpico. Dopo un breve battibecco, sorto per futili motivi, il soggetto in questione ha utilizzato il non edificante epiteto “zingaro”, e da lì la reazione del tecnico rossoblù, poi allontanato da quattro poliziotti".

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