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18 maggio 2019

Juventus, Agnelli al J1897 Day: "Dobbiamo avere la capacità di guardare avanti"

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Le parole del presidente durante il ricevimento insieme ai J1897 Members: "Il tratto distintivo del nostro club è vedere il futuro prima degli altri. Si vive nell'oggi, ma proiettati nel domani e dopodomani

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Il messaggio di Andrea Agnelli è quello rivolto al futuro: "Guardare avanti, viviamo nell'oggi ma protettati al dopodomani". Parole che arrivano dal J1897 Day, una cena organizzata con 250 Members della Juve (i tifosi associati con la Membership del club), e che si legano inevitabilmente alle vicende d'attualità della panchina bianconera. Allegri non sarà più l'allenatore della Juve, dopo cinque anni e cinque scudetti. Il messaggio è però chiaro: "Il tratto distintivo del nostro club è sempre stato la capacità di innovare, di vedere il futuro prima degli altri. Si vive nell'oggi insomma, ma proiettati nel domani e dopodomani - ha detto il presidente bianconero, come riportato dal sito ufficiale della Juve -. Partire il primo luglio e pensare che vincere lo scudetto sia un dato di fatto è bello, ma non è così, perché dietro ogni successo ci sono lavoro e sudore. Da un lato, in qualità di Presidente dell'Eca, sono concentrato, insieme agli altri soggetti interessati, a ridisegnare il calcio del futuro. La Juventus d'altro canto deve avere la capacità di guardare avanti, consolidando al tempo stesso il proprio parco immobiliare e realtà come l'Under 23 e le Juventus Women, capaci queste ultime di vincere il secondo scudetto consecutivo nei loro due primi anni di vita".

Barzagli: "Non mi vedo lontano dal calcio"

Durante il ricevimento, giunto alla sua sesta edizione, nello scenario del Club "Gianni e Umberto Agnelli" all'interno dell’Allianz Stadium, ospite anche Andrea Barzagli: "Il momento più significativo nella Juve? Forse è stata l'inaugurazione dello stadio - ha detto il difensore -. Lì ho capito cosa c'è davvero dietro a questo club. Ma anche il primo scudetto è stato speciale, così come l'ultimo, che segna la fine della mia carriera. Mi mancherà il lavoro quotidiano, gli scherzi, il preparare le partite, il soffrire e gioire insieme ai ragazzi. Sarà dura, ma ora inizia un nuovo percorso: il prossimo sarà un anno importante per capire che strada intraprendere, ma non mi vedo lontano dal calcio".

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