15 novembre 2016

Frosinone forza 4: i numeri di una cavalcata

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Frosinone calcio

L'esultanza del Frosinone dopo una delle quattro vittorie consecutive in Serie B (Getty)

La squadra di Marino, dopo una partenza al rallentatore, ha messo il turbo e si è presa il secondo posto in Serie B dietro al Verona di Pecchia. Per molti è l'unica che può insidiare i veneti, viaggio nei numeri (e nei segreti) di Ciofani & co

Dicono che i numeri non possano rappresentare il rendimento di una squadra, ma a volte (spesso) aiutano eccome. Basta guardare quelli del Frosinone di Pasquale Marino che dopo il 3-1 all’Ascoli vola in Serie B, si tiene stretto il secondo posto e continua a sognare un’altra, storica, promozione in A dopo quella con Stellone. In fondo il gruppo è sempre lo stesso, i leader anche: Daniel Ciofani, Dionisi, Soddimo, Paganini. La squadra e lo spogliatoio, soprattutto. Quello dove Pasquale Marino è entrato in punta di piedi l’estate scorsa, dopo il suo addio al Vicenza e quello del Frosinone all’allenatore dell’impresa di due stagioni fa. Ha portato le sue idee di calcio, ma ha capito ascoltare anche lo spogliatoio. Ma soprattutto ha firmato la “rivoluzione Soddimo”: da esterno puro a mezzala, i risultati gli danno ragione. Rendimento altissimo, due gol in 14 partite per uno dei “titolarissimi” del Frosinone di Marino: sempre presente, lui come i fratelli Ciofani, Bardi, Sammarco e Paganini.

Doppia faccia - Ad inizio stagione c’era pure qualcuno che storceva il naso, poco convinto che il Frosinone potesse tornare subito protagonista in B dopo la retrocessione. E forse il dodicesimo posto dopo sette giornate di campionato aveva rafforzato le convinzioni di chi pensava che la favola fosse già finita. Inizio al rallentatore, due sole vittorie nelle prime sette partite. Otto gol subiti, appena cinque fatti. E tre sconfitte: a Brescia, a Verona ed in casa contro il Perugia. Proprio alla settima, il momento della svolta. Perché il Frosinone scivola al dodicesimo posto, ma lì è iniziata anche la rinascita. Una cavalcata da record nelle ultime sette. Un Frosinone a due facce, perché su 21 punti la squadra di Marino ne ha presi ben 19. Imbattuti proprio dalla gara contro il Perugia, 15 gol fatti (il triplo della prima parte di campionato), sei subiti e ben sei vittorie. L’ultima, il 3-1 al Matusa contro l’Ascoli, ha certificato il quarto successo consecutivo. E’ un record eguagliato nella storia giallazzurra, perché solo Cavasin nel 2007 in Serie B aveva fatto così bene.

La certezza Ciofani - Forse non è un caso che la rinascita del Frosinone sia coincisa con quella del suo bomber, Daniel Ciofani. Nelle prime sette giornate soltanto un gol (alla prima contro l’Entella al Matusa), nelle ultime sette invece addirittura sei. Una macchina. Si ispira a Van Basten e va pazzo per il fantacalcio, religiosissimo lui come il fratello. Credente, anche nel suo Frosinone. E’ voluto rimanere anche in B, nonostante le richieste - dopo il primo anno di Serie A - non mancassero. Lui che salvò Sarri al Pescara con un gol che evitò l’esonero dell’attuale allenatore del Napoli, adesso a suon di reti ha messo le ali al Frosinone di Marino. Dionisi e Paganini al suo fianco, quando non ha segnato (come a Bari) ha messo lo zampino sull’assist. Per il Frosinone è imprescindibile, per Marino anche. Nonostante in estate fosse arrivato anche Cocco, un suo pupillo già al Vicenza. Gerarchie estive ribaltate, ritorno al passato. Perché la certezza è sempre Daniel Ciofani.

Dionisi ed il Matusa - Le altre certezze del Frosinone sono loro due, Federico Dionisi e la casa della città: il Matusa. L’attaccante ha saltato soltanto una partita, per il resto il suo apporto non è mai mancato. Gol (6) ed assist (3 nelle ultime tre gare), talento imprescindibile per la squadra di Marino che a lui ha affidato l’estro offensivo del Frosinone. Tifosissimo giallorosso, quasi un ultras. E quando può scappa all’Olimpico per seguire la sua Roma dalla Curva Sud. Ma in campo il cuore torna giallazzurro, come la squadra che lo ha riportato in Italia dopo la parentesi in Portogallo all’Olhanense. E’ tra gli idoli del Matusa, l’altra forza della cavalcata del Frosinone. Uno stadio mai sotto i 5000 presenti e che ha sempre sostenuto la squadra. L’applauso dopo la retrocessione di pochi mesi fa resta un’immagine bellissima, come quella della festa sotto la Curva dopo ogni vittoria quest’anno. E sono quattro di fila, i numeri (e i record) di un Frosinone che sogna di nuovo la A.

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