26 novembre 2016

Pecchia chiede equilibrio: "Verona non è la Juve"

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Fabio Pecchia (lapresse)

Obiettivo: ripartire. Dopo il doppio ko tra Novara e Cittadella, il Verona di Fabio Pecchia punta il Bari alla ricerca della serenità. L'allenatore dei gialloblù però chiede equilibrio in conferenza

La rifinitura del Verona in vista del match casalingo con il Bari è lo specchio dell’amore di una piazza intera nei confronti della squadra gialloblù. Nonostante i ragazzi di Pecchia arrivassero da due sconfitte consecutive, l’entusiasmo all'Antistadio è stato lampante, caloroso. Sotto gli occhi anche del presidente Setti, accompagnato da Luca Toni. E Fabio Pecchia lo rimarca, in conferenza stampa: "L’abbraccio con la gente è stato bello, il clima che si è creato intorno alla squadra è meraviglioso e questo ci fa ancora più rabbia dopo le due sconfitte nelle ultime due giornate. Non vogliamo più deluderli. E’ stata una bellissima sensazione, una grande emozione". Dal particolare, al generale. Pecchia analizza il momento. "Quando le cose vanno male o comunque ci sono risultati negativi necessariamente qualcuno pensa che ci sia qualcosa di negativo sotto. Ne ho sentite tante ma per me sarebbe troppo semplice dire che è un gruppo forte. Ma chi vive intorno a noi vede e capisce quello che dico. Una sconfitta fa male, ovvio. E dire che siano state ‘brutte’ non ha senso perché per me una sconfitta è una sconfitta. Possono essere state eclatanti per come sono arrivate ma noi vogliamo rispondere solo sul campo, con gli atteggiamenti e con il risultato giusto. Bari? Dobbiamo pensare alla nostra prestazione, il nostro obiettivo è fare 100’ ad altissimo livello. Per il Bari parla la storia. Da Cittadella al Bari sono passati 10 giorni lunghi ma che ci hanno permesso di lavorare bene. Dalla prima partita con il Foggia a oggi ho sempre indirizzato la mia squadra sulla gara, solo su quella. Abbiamo fatto quattro mesi di lavoro ad altissimo livello e i risultati ottenuti fino ad ora sono frutto di quel lavoro lì. Ma occhio: noi siamo una squadra di B e non siamo la Juve di Higuain e Mandzukic. Ci vuole il giusto equilibrio, tranquillità per quanto possibile. Ma sempre equilibrio. Il campionato di B è talmente lungo che… eravamo primissimi ad ottobre, ma era ottobre. Il nostro percorso di crescita deve continuare".

Dove migliorare - "Dopo Cittadella ho lavorato su ogni cosa. Lavorare sulle vittorie è semplice; dopo una sconfitta bisogna migliorare l’attenzione perché ovvio, abbiamo subito dei gol che non dobbiamo subire più. Mai subito un gol su palla inattiva e… ne prendiamo cinque a Cittadella. Non stravolgo nulla però ne abbiamo parlato, ci vuole maggiore attenzione e capacità a gestire l’evento negativo. La possibilità della difesa a tre? Non cambio tanto per cambiare, voglio inserire questo modulo solo al momento giusto. Noi in queste partite abbiamo provato a reagire ma è stato un colpo dietro l’altro: vedi Cittadella. Giochiamo noi e segnano loro, poi torniamo a giocare e ne fanno un altro, e via così. Adesso abbiamo bisogno di dare delle risposte.

I singoli - "Pisano come sta? Sarà a disposizione. Niente di grave dopo il problema in rifinitura. Zaccagni è sempre entrato alla grande, è in crescita. Sono contento di lui e della sua crescita. Bene così".

 

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