30 novembre 2016

Addae: "Ad Avellino sarà guerra. Voglio restare"

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Ascoli

L'Ascoli festeggia con i tifosi dopo una vittoria (foto Lapresse)

Il centrocampista dell'Ascoli torna sulla sconfitta di Brescia e presenta la prossima sfida contro la squadra di Novellino. Poi, un pensiero sull'espulsione contro il Verona: "Ero nervosissimo, non volevo lasciare la squadra in dieci"

La sconfitta di Brescia, l’impegno con l’Avellino e l’espulsione contro il Verona. Parola a Brigh Addae in conferenza stampa, il centrocampista dell’Ascoli parla a 360° in vista della prossima gara di campionato: “A Brescia abbiamo incontrato delle difficoltà e anch’io non ho giocato bene, è mancata la cattiveria e - sottolinea Addae - non siamo riusciti a correre come contro il Perugia. Aglietti e Giorgi erano arrabbiati - svela il centrocampista dell’Ascoli - ma è normale dopo una partita come quella. In questo momento c’è bisogno dell’apporto di tutti perché dobbiamo salvarci”, prosegue Addae.

Un pensiero anche sul suo ruolo: “Nel centrocampo a tre mi trovo bene perché nella posizione di centrale devo dare un aiuto sia alla difesa che ai centrocampisti. Sabato ad Avellino sappiamo che sarà una gara difficile, ma - avverte il centrocampista dell’Ascoli - dovremo andare lì per fare la “guerra” e anch’io dovrò giocare meglio perché a Brescia ho fatto male. Terremoto o no, la squadra deve giocare bene, il terremoto non c’entra nulla”, prosegue Addae. Che poi, parla del suo rinnovo di contratto: “Mi piacerebbe tanto restare perché qui mi trovo bene, il mio procuratore sarà ad Ascoli la settimana prossima e mi auguro che si possa prolungare il mio contratto. A inizio stagione ho avuto qualche difficoltà a trovare spazio, poi ho capito cosa l’allenatore voleva da me e ora sto giocando con continuità, ma so che devo fare meglio”, commenta Addae.

Infine, il centrocampista dell’Ascoli torna sull’espulsione contro il Verona: “Mi ha segnato: l’entrata su Pazzini punita col rosso non era intenzionale, ero entrato per andare sulla palla, ma ho preso anche il piede. Quando l’arbitro mi ha cacciato ero nervosissimo, sapevo che avevo lasciato la squadra in inferiorità numerica quando invece in campo bisogna usare la testa. Poi col passare dei giorni ho reagito e mi sono ripreso”, conclude Addae.

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