24 dicembre 2016

Pisa in festa con Corrado, è 0-0 contro lo Spezia

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L'anticipo della 20^ giornata della Serie B regala un punto alla squadra di Gattuso, rilevata dal nuovo proprietario dopo una telenovela infinita. L'abbraccio dell'Arena Garibaldi resta l'immagine più bella di un match sentito ma privo di sussulti, utile solo ad alimentare la classifica dei toscani

PISA-SPEZIA 0-0

Non poteva che regalare una festa il passaggio di proprietà del Pisa, telenovela che ha sconvolto la città e non solo dalla scorsa estate. L’operazione archiviata tra Petroni e Corrado, nuovo presidente nerazzurro dopo l’acquisto della società per una cifra compresa tra i 9 e i 10 milioni di euro, riporta il sorriso all’Arena Garibaldi proprio alla vigilia di Natale. Se gli strascichi della vicenda costeranno verosimilmente 4 punti di penalizzazione (scaduto il 16 dicembre il saldo di debiti e contributi vari), la squadra di Gattuso strappa un punto nel “derby” contro lo Spezia tra gli applausi del suo pubblico. Resta questa l’immagine più bella dell’anticipo della 20.a giornata della Serie B, match in scena dopo 10 stagioni ma povero di squilli e occasioni tanto da scivolare al 90’ sullo 0-0. Poco cambia per una piazza dalla serenità ritrovata.

Figlio d’arte a Pisa - Sfida davvero sentita all’Arena Garibaldi tra Pisa e Spezia, confronto che per contenuti e rivalità rappresenta un derby tra città separate da 60 chilometri. Senza vittorie da 3 turni complice la sterilità offensiva (7 gol in stagione, digiuno che dura da 282’), Gattuso fa i conti pure con le tante assenze alla vigilia del match: difesa priva di Lisuzzo, Crescenzi e Avogadri, fuori anche Montella e Varela oltre agli squalificati Di Tacchio e Sanseverino. Ecco quindi che nel 4-3-2-1 toscano trova spazio Samuele Birindelli, classe 1999 e terzino destro come papà Alessandro per 11 stagioni alla Juventus. Scelte meno complicate per Mimmo Di Carlo, ancora privo di pedine importanti (Sciaudone, Nené, Errasti ed Okereke) ma votato all’undici in grado di ribaltare il Perugia al Picco eccezion fatta per il baby Maggiore, rimpiazzato dal rientrante Signorelli. Vertice del 4-3-3 ligure non può che essere ‘El diablo’ Granoche, determinante nello scorso weekend per una squadra dalle chiare velleità playoff.

Nulla di fatto in 45’ - Clima di festa a Pisa, atmosfera favorita dal lieto fine del passaggio di proprietà, ma in campo i ritmi sono subito ridotti negando occasioni nitide. Toscani aggrappati al fattore interno che ha propiziato i 4 successi in stagione, trend esterno che volta invece le spalle allo Spezia vittorioso solo ad Ascoli. Superiorità ligure in fase di possesso, ma i troppi errori degli uomini di Di Carlo impediscono di spezzare il consueto equilibrio tattico imposto da Gattuso. Proprio il pragmatismo del Pisa, squadra votata a guastare il gioco avversario prima di imbastire il proprio, inchioda gli avversari dopo aver già bloccato tra le altre big come Verona, Frosinone e Carpi. Nessuna conclusione in porta nei primi 45’ ad eccezione del timido tentativo di Piccolo, piccolo sussulto per un match che non decolla e va in archivio al 45’ senza sussulti.

Pochi brividi - Positivo l’atteggiamento del Pisa in avvio di ripresa, più smaliziato come gli avversari che ci provano con Pulzetti dalla distanza. Applausi per l’infortunato Birindelli sostituito da Mudingayi, Di Carlo risponde con il baby Maggiore al posto di Signorelli. L’intensità dell’avvio viene tradita dai ritmi blandi già registrati nel primo tempo, pecca che solo la cornice dell’Arena rende meno soporifera. Gli ingressi di Cani da una parte e Deiola dall’altra, seguiti dal giovanissimo Favale (classe 1998), non stravolgono il copione di un match dalla sceneggiatura già scritta. I cambi di Gattuso suggeriscono l’assalto ma a pungere è De Col, alto nel colpo di testa che non spaventa Ujkani a differenza della conclusione di Migliore. Nemmeno Eusepi per due volte trova il guizzo decisivo in area ligure. L’ennesimo punto strappato dal Pisa ribadisce la solidità del gruppo (11 gol al passivo, miglior difesa come il Benevento) eppure pretende nuove soluzioni offensive dal mercato. Questo sarà il prossimo compito di Corrado, già artefice della serenità ritrovata.

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