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25 novembre 2017

Avellino, Novellino: "Non capisco perché ci siamo adagiati"

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Walter Novellino, allenatore dell'Avellino (Getty)

Così l'allenatore dopo la sconfitta col Palermo: "Abbiamo sofferto l’uno contro uno del Palermo, venivamo dall’ottima prova di Frosinone e fin quando non abbiamo fatto l’autorete non avevamo rischiato nulla. Con l’espulsione poi l'avversario ha avuto più determinazione e noi ci siamo seduti"

Giornata storta per l'Avellino di Walter Novellino, sconfitto in casa al Partenio Lombardi dal Palermo. 3-1 il risultato finale, si interrompe così la striscia di risultati positivi che aveva portato ai biancoverdi tre punti in altrettante partite frutto di tre pareggi. Resta così ferma a quota 19 la formazione campana che nel prossimo turno affronterà ancora in casa il Carpi, domenica alle 15:00. A decidere la gara odierna l'autogol di Molina e quelli di Gnahoré e di Nestorovski, inutile la rete di Asencio. Al termine del match Novellino ha commentato la prestazione del gruppo e ha detto la sua sul momento della sua squadra.

L'analisi dell'allenatore

"Avevamo tutto per poter far bene e abbiamo anche creato parecchie occasioni - ha iniziato dicendo in conferenza stampa - dobbiamo guardarci in faccia tutti ed assumerci le responsabilità, ognuno di noi e non soltanto io come allenatore. Abbiamo sofferto l’uno contro uno del Palermo, poi quando siamo passati al 4-4-2 i cross dovevano essere chiusi e sfruttati in maniera migliore. Venivamo dall’ottima prova di Frosinone e fino a quando non abbiamo fatto l’autorete non avevamo rischiato nulla. Il Palermo ha trovato quella fortuna che gli serviva per poterci farci male. Il secondo gol che abbiamo preso ci ha condizionati psicologicamente e dovevamo, forse, gestirla al meglio".

Sulle scelte a gara in corso

Poi, sulle scelte di cambiare uomini a gara in corsa, Novellino ha aggiunto: "Ho sostutito Paghera perché era a rischio espulsione dopo il cartellino giallo. Ardemagni? Penso di aver giocato la partita perché la nostra gara c’è stata e si è visto grazie al fatto che ho messo quattro giocatori in avanti. Dentro di me ero molto arrabbiato perché non ho visto quella cattiveria agonistica che ci rende forti e temuti da chiunque. Il Palermo, con l’espulsione, ha avuto più determinazione mentre noi ci siamo adagiati. Non capisco perché sia accaduto questo. L’assenza di Di Tacchio? E’ un giocatore che ha struttura e oggi volevo un giocatore che restasse basso perché era inutile andare a prendere alti il Palermo. Francesco è un profilo capace di fare questo".

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