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06 aprile 2018

Avellino, nessuna rivoluzione tattica per Foscarini: l'obiettivo è il recupero di Ardemagni

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Il neo allenatore dell'Avellino Foscarini, foto Getty

Il neo allenatore dell'Avellino Foscarini, foto Getty

Il neo allenatore dell’Avellino, subentrato all’esonerato Novellino, si affiderà ad un prudente 4-4-1-1 provando a recuperare Matteo Ardemagni, da tempo ai margini della rosa

Nove giornate per costruire la salvezza, nove finali per difendere la serie B evitando lo spettro di una retrocessione divenuto più che reale nelle ultime settimane. L’Avellino si affida a Foscarini per risalire la china, in vista di gare davvero delicate che rischiano di compromettere la corsa verso la salvezza. Il calendario non aiuta i biancoverdi, costretti ad incontrare Perugia, Frosinone, Cittadella e Spezia in casa e Virtus Entella, Palermo, Carpi, Ascoli e Ternana fuori. Escludendo l’ultimo impegno con gli umbri, che potrebbero essere già retrocessi, le altre gare vedranno l’Avellino confrontarsi con formazioni impegnate per i playoff e i playout. Dal punto di vista tattico non ci sarà nessuno stravolgimento, Foscarini si affiderà al 4-4-1-1 per trasmettere alla squadra la giusta dose di organizzazione e spensieratezza, che potrebbe risultare decisiva in questo periodo particolare della stagione. Uomini giusti nel posto giusto, con l’obiettivo principale di recuperare Ardemagni, ai margini della rosa dopo quanto accaduto in passato con il pubblico. Foscarini potrebbe essere l’uomo giusto per rilanciarlo, visto che i due in passato si sono già incontrati a Cittadella, dove l'attaccante milanese riuscì a realizzare ben 22 reti in campionato. Un precedente a cui l'Avellino prova ad aggrapparsi per raggiungere l’obiettivo minimo stagionale rappresentato dalla salvezza.

Le new entry della 33^ giornata

La 33^ giornata e i recuperi di Pasquetta hanno certificato due cambi in panchina in casa Pescara e Avellino precipitate nella zona che scotta. Solo un punto raccolto in 5 incontri da Epifani ovvero l’erede di Zeman in Abruzzo, magro bottino che lamenta una solo lunghezza di margine sui playout. Inevitabile il suo ritorno alla guida della Primavera e l’avvento di Bepi Pillon, allenatore che mancava in Serie B da quattro anni con l’ultimo incarico svolto a Carpi. A lui il compito di centrare la salvezza come Claudio Foscarini chiamato a sostituire l’esonerato Novellino, reduce da 6 gare senza gioie e vincolato al quintultimo posto. L’Avellino riparte quindi dall’allenatore già apprezzato in categoria tra Cittadella e Vercelli.

Parla Foscarini

Si attende la scossa in vista del match del Perugia, un cambio di rotta che la società ha cercato di dare esonerando Walter Novellino e puntando su un profilo come Foscarini che in conferenza stampa ha dichiarato di essere entusiasta di questa nuova avventura: "Sono venuto qui con tanta voglia ed entusiasmo perché sono convinto che questa squadra possa risollevarsi. La rosa ha qualità importanti, anche morali. In B bisogna correre, inoltre occorre serenità. La tensione deve andare via, poi tocca a me. Ho già vissuto queste situazioni. Certo, Avellino è un ambiente diverso da Cittadella. La piazza è importante, cerco una sfida e non un contratto. Farlo qui mi mette tanto entusiasmo. La squadra ha ottenuto 2 punti nelle ultime 5 partite, siamo piombati in zona play out. Nelle restanti 9 partite abbiamo 3 scontri diretti e altri match contro club che lottano per la Serie A. Non è un calendario in discesa. Ci vuole anche un po’ di incoscienza. Dirò ai giocatori di divertirsi".

L’ex Novellino: "Avrei centrato la salvezza"

Un’avventura finita anzitempo, un esonero che Novellino non si sarebbe aspettato anche perché, in cuor suo, era e resta certo che l’obiettivo salvezza sarebbe stato centrato. L’ormai ex allenatore dell’Avellino ha parlato del suo allontanamento, esprimendo il proprio punto di vista: "Sono più che convinto che avremmo centrato la salvezza, non me la toglie nessuna questa certezza. Aspettavo con ansia la partita di lunedì prossimo contro il Perugia, in campo scenderanno le mie due squadre del cuore, Perugia ed Avellino. Avrei tifato per l’Avellino, per i miei ragazzi, scelti insieme ad una grande persona, il direttore De Vito, con il quale ho un grande rapporto umano. Purtroppo è finita così. Ci tenevo a salvare ancora una volta questa squadra, a regalare un sorriso alla mia gente. Quando giochi per i tuoi colori e per la tua terra diventa tutto più difficile. L'anno scorso riuscii nell'impresa e salvai la squadra, ma sono sicuro che ci sarei riuscito anche quest'anno nonostante le numerose difficoltàNon rimpiango nulla della mia carriera, né da calciatore e né da allenatore. Certo da allenatore non ho avuto molta fortuna visto che non ho mai allenato grandi squadre ma per me una salvezza corrispondeva alla vittoria di uno scudetto. Sampdoria, Perugia, Venezia ed Avellino le mie migliori esperienze".

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