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13 aprile 2018

Virtus Entella-Avellino, Foscarini: "Dobbiamo fare una partita tosta, non una gita"

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L'allenatore dell'Avellino Foscarini, foto Getty

L'allenatore dell'Avellino Foscarini, foto Getty

L’allenatore dell’Avellino ha presentato in conferenza stampa la partita contro l’Entella, sottolineando come serva una gara tosta per riuscire a portare a casa i tre punti

La vittoria ottenuta contro il Perugia ha restituito smalto ed entusiasmo all’Avellino, incappato nelle ultime settimane in un momento negativo che ha indotto la società ad esonerare Novellino e chiamare al suo posto Foscarini. Il debutto dell’ex allenatore del Cittadella sulla panchina biancoverde è stato più che positivo, grazie al 2-0 rifilato ad un Perugia in salute. Adesso però si profila un altro difficile impegno per l’Avellino, chiamato a far visita all’Entella. Foscarini predica calma e concentrazione, ponendo l’attenzione sulle insidie del match: "Ci aspetta una gara ricca di pericoli, l’Entella ha molti giocatori di valore e sono sicuro che ci metterà in difficoltà. Voglio vedere come reagirà la squadra dopo la vittoria ottenuta sul Perugia, bisogna avere la stessa mentalità stringendo i denti e combattendo su diversi fronti. Sul turnover non so nemmeno cosa rispondervi. Sul fronte offensivo l’Entella è davvero una squadra pericolosa, sto cercando di dare continuità a questa squadra, sia a livello mentale che sotto tutti gli aspetti. Una squadra in forma fisicamente e mentalmente può battere tutti in questa categoria. Per me è un test molto importante, per cercare di capire se la squadra a recepito i miei messaggi. Negli ultimi giorni la squadra ha dato segnali incoraggianti. Domani si dovrà fare una partita tosta e non una gita. Per ora ho avuto segnali incoraggianti".

Capitolo infortunati

Foscarini poi si sofferma sull’emergenza infortuni, sottolineando come chi andrà in campo saprà ben rimpiazzare i compagni assenti: "Dobbiamo fare di necessità virtù, non so la causa di tutti questi infortuni ma stiamo valutando dei dati, al momento però non ho una risposta ben precisa. Ardemagni? Ci parlo ogni giorno, lo conosco bene. Sa che arriverà il suo momento. Lavoriamo insieme in vista di questo giorno. Guardo come si comporta e quello che mi dà sul campo ogni giorno. Non voglio perdere nessuno, soprattutto sotto il piano psicologico. Deve avere sempre gli atteggiamenti giusti e dare il massimo in campo. Parlo molto con i calciatori, per cercare di capire le loro sensazioni. Gavazzi è diverso da D'Angelo, hanno caratteristiche diverse".

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