Pescara, Pillon deve lavorare sulla difesa

Serie B
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Dopo l’esonero di Zeman i numeri della retroguardia biancazzurra sono notevolmente peggiorati - così come i risultati che ora costringono gli abruzzesi a lottare per la salvezza. "Squadra non abituata a lottare per questo obiettivo? Dovremo abituarci per forza", ha detto l’allenatore

Una media punti che nel 2018 si è fatta sempre più preoccupante con il passare delle settimane, una vittoria che manca da troppo tempo e due cambi in panchina che - finora, dal punto di vista dei risultati - non hanno dato la scossa desiderata. Così il Pescara si avvicina all’importante partita contro lo Spezia, i biancazzurri dovranno cercare di trovare un successo anche per cancellare la brutta sconfitta dell’ultimo turno contro la Pro Vercelli ultima in classifica. Nelle ultime ore l’allenatore Giuseppe Pillon si è concentrato in particolare sul reparto arretrato, che con i tre gol incassati martedì a Vercelli, è diventato il secondo peggiore del campionato di Serie B insieme al Cesena. Peggio ha fatto solo la Ternana e il cammino è andato peggiorando dopo l’esonero di Zdenek Zeman - a cui in più occasioni era stato rimproverato di non prestare sufficiente attenzione al reparto offensivo. Nelle ultime undici gare con lui in panchina, il Pescara aveva una media di 0.81 gol subito a partita. Con Epifani la media è salita a 2,25 a partita e infine, nelle tre gare della gestione Pillon, si parla di una media di 2 reti a partita nonostante le importanti prestazioni di Fiorillo.

Per questo occorre innanzitutto sistemare la retroguarda, in modo da evitare di peggiorare ancora un cammino che nelle ultime settimane ha completamente ribaltato la stagione. In vista del match contro lo Spezia saranno da valutare le condizioni di Vincenzo Fiorillo, Andrea Cocco e Hugo Campagnaro - che nelle scorse ore non si sono allenati per alcuni problemi fisici. Ci sarà invece Fiorillo che ieri non si è allenato per precauzione ma che è pronto a prendere il posto tra i pali e guidare ancora la difesa biancazzurra. Problemi da risolvere e voglia di risalire, come lo stesso Pillon si è augurato nelle scorse ore: ”Non so se è per l’ansia, ma le nostre partenze sono sempre un po' sofferte e dobbiamo analizzare questo aspetto. Nel caso specifico di Vercelli, poi, l’essere rimasti in dieci ha avuto il suo peso per il grande dispendio di energie mentali e fisiche, da qui il calo nel finale. Sono molto rammaricato perché la squadra ha dato tutto. La squadra non è abituata a lottare per l’obiettivo salvezza? Non significa niente, adesso siamo qui e dovremo abituarci tutti per forza”.

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