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23 giugno 2018

Venezia, Vecchi: "Noi non più una sorpresa, saremo aggressivi"

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Stefano Vecchi - Venezia

Stefano Vecchi, allenatore del Venezia (Getty)

Queste le parole del nuovo allenatore del Venezia: "Ho parlato con Domizzi, non credo di averlo convinto io a restare qui, nessuno vorrebbe perdere un professionista tanto importante in campo e fuori"

Il Venezia inizia un nuovo corso. Da Pippo Inzaghi a Stefano Vecchi, ormai la squadra non è più una sorpresa, parole sue. In un'intervista sul Gazzettino, il neo allenatore ha parlato della stagione che verrà, facendo leva sull'entusiasmo di Tacopina, il calciomercato e la sua idea di squadra: "Voglio un Venezia aggressivo e solido". Il pensiero di Vecchi è molto chiaro. 

"Contento per il rinnovo di Domizzi"

Così Vecchi, alla domanda su come è stato convinto a sposare la causa del Venezia: "L'entusiasmo del presidente Tacopina, il volersi assestare e costruire un Venezia sempre più importante e competitivo. In questa piazza respiro freschezza e serietà. Ero stanco di giocare davanti a 50 persone, magari a pochi metri dagli stadi veri. Mi mancano anche le pressioni avvertite quando ho portato l’Inter a San Siro in 4 gare di A vincendone tre". Testa alla prossima stagione: "Ho parlato con Domizzi, non credo di averlo convinto io a restare, nessuno vorrebbe perdere un professionista tanto importante in campo e fuori. Il 3-5-2 di Inzaghi ha dato frutti e da lì ripartiamo, provando ad aggiungere dinamismo e aggressività". 

"Dovremmo sostituire Pinato e Stulac"

E ancora, continua Vecchi: "Vorrei un Venezia propositivo, che domini la gara nella metà del campo avversaria senza perdere solidità". Si dovrà ripartire dai playoff: "Non sono stati nè acquisiti e nè scontati, il Venezia non sarà più una sorpresa e bisognerà alimentare un nuovo entusiasmo". Capito mercato, Stulac e Pinato sono sempre più vicini alla cessione. Sul primo c'è il Parma, sull'altro il Bologna. Vecchi non teme la cessione: "No, perché accadrà, l’importante sarà sostituirli al meglio". Chi dopo Audero infine? "Vicario, ci pensiamo". 

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