20 gennaio 2015

Mercato story: quando Nagatomo arrivò all'Inter in motorino

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Yuto Nagatomo il suo primo giorno all'Inter. Sullo sfondo Marco Branca, uno degli ideatori dell'operazione "pony express" (Foto Getty)

AMARCORD. Gennaio 2011, il mercato sta chiudendo quando i nerazzurri definiscono uno scambio di prestiti con il Cesena che porta il terzino giapponese a Milano. Per depositare il contratto in Lega prima del gong ci si affidò a... un pony express

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Nuovo appuntamento con "Mercato story", la rubrica con cui ripercorriamo la storia delle sessioni invernali del calciomercato, ricordando trattative particolari, aneddoti o personaggi che hanno segnato il mercato di gennaio.

di Vanni Spinella

Sarebbe bastato un semaforo rosso in più e forse oggi Yuto Nagatomo non giocherebbe nell’Inter. Non ridete, è proprio così. Perché la storia di come arrivò in Lega il contratto che l’avrebbe legato ai nerazzurri è di quelle che, quando hanno finito di raccontartela, sorridi e poi chiedi: “Ma sei serio?”. Protagonisti della vicenda il terzino giapponese Nagatomo, appunto, Davide Santon nei panni della comparsa e… un pony express.

Gennaio 2011, l’Inter è di Leonardo da circa un mese, fresca di Mondiale per club con annesso esonero di Benitez. Dopo le uscite del tecnico spagnolo, che si è lamentato del mercato estivo praticamente inesistente, Moratti ha risposto indicandogli la porta e accogliendo l’ex-rossonero, per il quale viene imbandita la tavola negata a Rafa. Pazzini e Ranocchia sono le portate principali, ma arrivati al 31 gennaio, ultimo giorno di mercato, Leo ha ancora un languorino. La sua non è proprio fame, ma più voglia di qualcosa di esotico: e allora ecco che viene individuato Nagatomo, terzino ambidestro portato in Italia a inizio stagione dal Cesena e che in bianconero ha dimostrato una rapida capacità di ambientamento al calcio italiano (non al cibo: alle piadine preferisce ancora le prugne salate, una specialità giapponese che lo farebbe correre il doppio).

Detto, fatto; o quasi. Perché il Cesena, in realtà, ha riscattato Nagatomo solo qualche giorno prima e, con i soliti tempi della burocrazia, non si riesce a stendere rapidamente un nuovo contratto che lo renda nerazzurro a titolo definitivo. Intanto l’orologio del mercato inizia a ticchettare e c’è bisogno di inventarsi qualcosa. Ecco che entra in scena Santon. Il ragazzo, che nell’Inter non trova più spazio, viene convinto ad accettare Cesena come destinazione ideale per il suo rilancio e i due club si accordano per un più snello scambio di prestiti, che a livello di burocrazia richiede tempi di digestione ridotti. Per acquistare Nagatomo a titolo definitivo ci sarà tutta l’estate successiva, per adesso bastano la parola e una stretta di mano negli uffici dell’Inter.

Ci sembra quasi di immaginare la soddisfazione dei dirigenti di entrambi i club, fino a quando qualcuno non ha il coraggio di chiedere: “Bene, adesso chi porta i contratti in Lega?”. Ormai manca poco al gong e rischiare di rimanere imbottigliato in macchina nel traffico milanese con il contratto sul sedile del passeggero non è esattamente il sogno di Marco Branca.
“Un motorino!”, esclama qualcuno. “Sì, lo sappiamo che in fascia corre come un matto grazie alle prugne salate, ma ora pensiamo a come far arrivare il contratto in Lega…”, risponde un altro. “No, ci vuole un motorino! Un pony express…”. Ecco: adesso dimenticate il dialogo finale, quello è solo immaginario. Tutto il resto però è vero, compreso il gran finale con il pony express che, come nei film, arriva in Lega pochi minuti prima della chiusura delle serrande. “Ma sei serio?”. “Sì”.

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