Calciomercato, l'Inter cerca rinforzi a gennaio. Gli affari e i flop del passato

Calciomercato

L'Inter, in crisi di risultati, cerca rinforzi sul mercato. Nelle ultime sessioni di gennaio per i nerazzurri affari ma anche qualche flop

CALCIOMERCATO - TUTTE LE TRATTATIVE - IL TABELLONE - LO SPECIALE

Il pareggio di Firenze ha acuito le preoccupazioni attorno all’Inter. Non è il risultato che ha creato malumore (un punto a Firenze è ottimo per chi non ha l’obbligo di lottare per lo scudetto), quanto la prestazione offerta dai nerazzurri. Prestazione dettata, in parte, da una scarsezza di risorse in ogni parte del campo. Ma andiamo con ordine e ripercorriamo i temi caldi offerti dalla trasferta del Franchi. Spalletti ha deciso di lasciare Candreva in panchina e puntare su Joao Mario: una mossa subordinata dalla mancanza di imprevedibilità che aveva caratterizzato la manovra offensiva dei nerazzurri nelle precedenti giornate, con appena un gol messo a segno in 4 partite.

Esperimento fallito, nonostante la posizione del portoghese abbia favorito le sovrapposizioni continue di Cancelo, probabilmente il migliore dei suoi nell’anticipo di venerdì. La rete del momentaneo vantaggio è stata siglata dal solito Mauro Icardi e questo apre un altro punto: chi finalizza. Se si passano sotto la lente d’ingrandimento gli ultimi 10 incontri dell’Inter tra campionato e Coppa Italia, si nota che oltre al centravanti argentino sono andati a segno solo altri tre calciatori.

La difesa infine, oltre al terzino in prestito dal Valencia, ha visto come titolari Skriniar, Ranocchia e Santon. Quest’ultimi in estate non erano esattamente al centro del progetto e l’ex centrale del Bari, dopo il suo infortunio, è stato sostituito da Nagatomo, costringendo Santon a sacrificarsi come centrale. Una soluzione che, al netto degli infortuni, pone l’accento su una lacuna di cui si è lamentato lo stesso Spalletti nel dopo partita. “Lo sanno tutti che ci manca un difensore” ha dichiarato con un misto tra rabbia e delusione l’allenatore toscano. Probabilmente a gennaio arriverà con qualche mese di anticipo Bastoni, classe ’99 acquistato dall’Atalanta. Basterà lui, che ha collezionato appena 14 minuti in Serie A, a sopperire all’assenza di Miranda e a rendere di nuovo affidabile il reparto?

A centrocampo poi il rendimento negativo di Joao Mario apre altri scenari. Una cessione in questa sessione di calciomercato dell’esterno lusitano corrisponderà, per forza di cose, con un giocatore in entrata. E se non dovesse partire? L’Inter ha bisogno di un giocatore in grado di rendere imprevedibile la manovra offensiva, una caratteristica che nessuno nel centrocampo nerazzurro al momento possiede appieno. Non dovesse arrivare nessuno le difficoltà nella costruzione di gioco in attacco rischiano di prolungarsi oltre il dovuto. Manca infine una riserva valida in attacco, qualcuno in grado di far rifiatare Icardi perché né Eder né Karamoh hanno convinto l’allenatore di Certaldo.

I precedenti colpi di gennaio: dal Pazzo a D’Ambrosio

L’Inter ha bisogno quindi idealmente di un rinforzo per reparto. Deve fare scelte meditate però perché negli ultimi anni gli interventi dei nerazzurri sul mercato di gennaio non hanno regalato grandi gioie. A partire dal 2011 infatti, primo anno post Triplete, sono stati 20 gli acquisti effettuati nel mercato di riparazione, ma pochi di questi hanno effettivamente alzato la competitività della squadra. Nel 2011 Ausilio e Branca decisero di arricchire la formazione di Leonardo di quattro elementi. Arrivarono Nagatomo dal Cesena, Ranocchia e Kharja dal Genoa e Pazzini dalla Sampdoria, oltre a Castaignos, lasciato però in prestito fino alla fine dell’anno in Olanda. Solo il Pazzo rispose alla grande alle aspettative con 11 gol in 17 partite, prima di perdersi e tramontare nelle stagioni successive.

Memorabile fu il suo esordio contro il Palermo: entrò nel secondo tempo e con una doppietta e un rigore procurato decise la rimonta nerazzurra nel 3-2 finale. L’anno successivo invece la dirigenza concluse uno degli affari meglio riusciti a gennaio. Dal Porto arrivò infatti Freddy Guarin che mise subito in mostra le sue qualità e aiutò la squadra a raggiungere il 6° posto finale. Arrivarono anche Juan Jesus, preso in ottica futura, e Palombo, che non lasciò un ricordo positivo. Nel 2013 un Inter in piena crisi si gettò sul mercato per cercare di cambiare il volto della stagione. Furono comprati Rocchi, Carrizo, Kuzmanovic, Schelotto e un giovanissimo Kovacic, ma nessuno di loro riuscì a incidere in maniera significativa. Il croato garantì tuttavia ai nerazzurri un’eccellente plusvalenza qualche mese più tardi. L’anno successivo invece la dirigenza attuò una strategia diversa, puntellando la squadra con un solo tassello: Danilo D’Ambrosio. Il terzino, dopo un brillante girone d’andata con il Torino, si trasferì a Milano per cinque milioni e, dopo un inizio in salita, vide gradualmente migliorare le sue prestazioni e ancora oggi risulta una delle pedine fondamentali della squadra di Spalletti.

2015-2017: i flop Shaqiri-Podolski e il colpo Gagliardini

Nel 2015 un bagno di folla accolse due dei quattro acquisti invernali: Shaqiri e Podolski. L’ala svizzera fu strappata a una folta concorrenza e sembrava poter essere il top player in grado di risollevare le sorti della squadra che da un paio di mesi aveva cambiato guida tecnica, passando da Mazzarri a Mancini. I 15 milioni versati al Bayern Monaco non furono però ripagati e sei mesi dopo fu ceduto alla stessa cifra agli inglesi dello Stoke City. Neanche l’esperienza di Podolski riuscì a rispettare le aspettative. L’attaccante non convinse mai, chiudendo la sua breve esperienza nerazzurra con un solo gol all’attivo. Nello stesso mese ci fu poi il ritorno, dopo quattro anni, di Santon e l’approdo di Marcelo Brozovic. Solo il centrocampista riuscì a regalare qualche sorriso ai tifosi.

La stagione successiva l’Inter cercava un attaccante da affiancare a Icardi e in grado anche di concedergli qualche partita di riposo. Dalla Sampdoria arrivò così per 11 milioni Eder, reduce da 12 gol nella prima parte di stagione in maglia blucerchiata. In nerazzurro, due anni dopo, non ha ancora raggiunto complessivamente quella cifra. Arriviamo infine allo scorso anno, dove Ausilio, accontentò le richieste di Pioli e prese Gagliardini dall’Atalanta, spendendo 22 milioni più bonus tra prestito e obbligo di riscatto. L’azzurro è oggi un punto fermo di Spalletti, mentre è tornato in Cina e non verrà rimpianto il difensore Sainsbury, protagonista per 19 minuti sui campi di Serie A.