30 dicembre 2016

Valencia-Prandelli, tutti i retroscena dell'addio

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Cesare Prandelli (Getty)

L'ex Commissario tecnico azzurro conclude la sua esperienza come allenatore del club spagnolo: insanabile la frattura con la società, a causa di alcune promesse non mantenute relativamente al mercato di gennaio

'Cesare Prandelli ha dicho... basta'. Chiara, la stampa spagnola. Perché Prandelli chiude la sua esperienza come allenatore del Valencia dopo appena tre mesi dall'inizio del suo operato: l'ex ct della Nazionale ha presentato al club spagnolo le sue dimissioni irrevocabili. Che ha ufficializzato la separazione con questa nota: "Cesare Prandelli ha presentato le sue dimissioni irrevocabili come allenatore del Valencia. ‘Voro’ González sarà il suo sostituto. Sabato 31 dicembre, il consigliere Anil Murthy e il direttore sportivo Jesús García Pitarch compariranno dinnanzi ai media per una conferenza stampa". La motivazione dell'addio? Il mercato. Prandelli ha chiesto cinque giocatori di esperienza, con un'età superiore ai 25 anni, il consigliere esecutivo Murthy gli ha risposto picche, e senza alcun tipo di margine di manovra. 

Prandelli al Valencia: fine della corsa - Dall'entusiasmo delle prime settimane alle dimissioni presentate: nelle ultime settimane Prandelli non ha mai nascosto il suo disappunto, in particolar modo verso alcuni elementi della rosa, a suo dire poco 'legati' alla maglia del Valencia. Chiedeva maggior partecipazione da parte di tutti, maggior serietà, maggior impegno. Più cuore. Ma anche parecchi rinforzi dal mercato invernale. Il proprietario Lim inizialmente gli ha detto sì dopo una riunione fiume a Singapore. Poi qualcosa non è andato come Prandelli si aspettava. Fino alla rottura totale nella giornata di oggi venerdì 30 dicembre. Prandelli lascia il Valencia con un bilancio di otto partite in Liga, una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. Quasi impossibile, a questo punto e senza Prandelli in panchina, un eventuale arrivo di Zaza in Liga. 

Tutti i retroscena dell'addio - Alla fine Cesare Prandelli ha detto basta. Da signore, rinunciando a tutti i soldi e venendo via da una società che non era più con lui. Non si sentiva più appoggiato, nelle sue idee e nei suoi progetti: i motivi dell'addio al Valencia, da dimissionario e senza transazioni economiche, sono tutti qui. E nascono da un rapporto mai sbocciato con il direttore sportivo del club spagnolo, quel Jesus Garcia Pitarch (per tutti semplicemente Suso) che nelle ultime settimane non aveva gradito il crescente potere di Prandelli che riscontrava un grandissimo gradimento anche tra i tifosi e l'opinione pubblica. È da circa un mese che il rapporto tra i due ha iniziato a deteriorarsi, le conferenze "dure" di Prandelli non erano piaciute a Suso. L'allenatore italiano ha attaccato una squadra costruita male e senza personalità, di fatto attaccando anche il lavoro del ds. Il resto lo ha fatto il mercato, quello su cui Cesare non aveva pretese ma solo richieste precise e specifiche. Ne aveva parlato meno di un mese fa con Peter Lim a Singapore (quando i proprietari chiamavano addirittura Mourinho per chiedere consigli e consulenze), chiedendo quattro rinforzi e dando priorità ad una punta (che la stessa società quando ha firmato il suo contratto gli aveva indicato come rinforzo sicuro) e ad un centrocampista. Zaza era un'idea della proprietà che lo aveva trattato già in estate con la Juve nell'affare (poi sfumato) André Gomes, a Prandelli "bastavano" anche dei prestiti. Non chiedeva la Luna, solo rinforzi per una squadra che non lo seguiva. Era solo contro tutti, anche per questo aveva chiedo una figura societaria sempre al suo fianco e sempre presente al centro sportivo (cosa che Suso raramente faceva). L'ultima goccia è stata la trattativa per il giovane Maksimovic, nazionale serbo U21 che andava in scadenza a giugno e che il Valencia vorrebbe prendere adesso per 5 milioni di euro. Senza il benestare di Prandelli, che voleva e aveva chiesto giocatori pronti da subito. Non si sentiva più appoggiato neppure quando si sfogava con la squadra, era un uomo solo contro tutti, e quando la società (nonostante lo ascoltasse sempre in tutti gli incontri) gli ha fatto capire che non avrebbero preso nessuno dei quattro rinforzi richiesti se ne è andato. Il rapporto con la proprietà è sempre stato positivo, è stato quello con Suso a far rompere gli equilibri. E a spingere Prandelli alle dimissioni.

Le accuse del Valencia - Il club spagnolo non ci sta. E dopo il primo comunicato sulle dimissioni, eccone un secondo che va dritto al cuore di Cesare Prandelli. Tutto in nove punti. "Cesare Prandelli ha presentato le sue dimissioni in un modo sorprendente e in un momento delicato considerata la situazione sportiva della prima squadra. L'allenatore ha messo in luce il fatto di non essere in grado di migliorare i risultati della prima squadra. La decisione è stata ancor più inaspettata in questo momento storico della stagione, a pochi giorni dall'apertura del mercato invernale: il club stava lavorando per rinforzarsi. A margine di questa sua decisione personale, il Valencia vuole riporre la sua massima fiducia nelle capacità dei giocatori della rosa al fine di ottenere i migliori risultati". 

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