09 giugno 2017

CR7? Un baccalà. Le "tapas" di un mercato... Real

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Il Mercado de San Miguel a Madrid, "regno" delle tapas (foto SkySport.it)

A Madrid sembrerebbero più appassionati alle tapas... che alle voci di calciomercato - se fossero confermate - sulla clamorosa offerta da 200 milioni dei cinesi per Ronaldo. E allora siamo andati a fare un giro nello storico Mercado de San Miguel per scoprire cosa hanno in comune Cristiano (e altri "craques" nella storia del Real) e il cibo. Con una sorpresa speciale per "Masterchef" Zidane...

"Hola Mesian, que le pasa a Cristiano?". "Nada...". Non basterebbero tutti i soldi del mondo a scalfire la secolare nobiltà delle ruvide maestranze di Plaza Major. E a scambiare due chiacchiere con un monumento vivente del barrio, ne ricaverai - al massimo - che persino al Mercado de San Miguel i prezzi non sono più quelli di una volta. I 200 milioni dei cinesi per Ronaldo sbattono contro la porta di una giustificata indifferenza. La vecchia scuola ha ammirato Zamora e Puskás; e il presidente del Real Florentino Perez in questi anni si è mantenuto in linea con la tradizione, non badando a spese per assicurarsi una squadra regolarmente al top: da Figo a Bale, passando per il Fenomeno, Zidane, Beckham, Kakà e CR7, non è tramontata estate nel regno di Juan Carlos che il club iberico non abbia sborsato fior di quattrini per portare i migliori campioni sulla piazza. O meglio, sulla galassia...

Missione Decimotercera

E non scandalizza nessuno l'interessamento per il "nostro" Gigio Donnarumma o per l'attaccante del Monaco Kylian Mbappé a cifre universalmente considerate spropositate (per non dire folli, la Cina è un caso a parte). Non per loro. È la norma. Perché "Nos somos el Real Madrid". Qui están hambrientos, di default, convivono con una fame atavica, sono già proiettati alla tredicesima, e non quella che intendiamo noi comuni mortali dell'extra natalizio: vogliono la "decimotercera" Champions League, che la Duodécima sollevata appena una settimana fa a Cardiff in faccia alla Juventus è già bella che infagottata nel "caveau" del Bernabeu, buona - se non altro - per i selfie da museo. 

 

Vamos!

Ma al museo siamo già stati (selfie compreso) e allora non ci resta che fare un salto al Mercado (un minuto a piedi da Plaza Mayor) e lasciare il vecchio Mesian alla sua caricatura di Zidane, torneremo a conversare con lui più tardi, quando l'avrà completata ("Sarà sorprendente" ci preannuncia l'artista). Che a forza di bazzicare con i madrileni un po' di fame è venuta anche a noi.

 

Casa de bacalao

Il Mercado de San Miguel è un bazar di colori, profumi, sapori dimenticati e riconquistati nel pieno centro della capitale spagnola. Uno spazio aperto alle nuove frontiere del gusto e a piacevolissimi incontri, fino a notte fonda. Un gioco di assaggi, che ci siamo divertiti ad abbinare ai fuoriclasse che hanno scritto la storia recente del Real. Se Cristiano fosse una tapas? Sarebbe senz'altro quella al Foie de bacalao islandes ahumado (affumicato). Tra le varie che abbiamo spizzicato ci è sembrata la più sofisticata: avvolgente nel tocco (palla/palato), inebriante nell'assaporarne la cremosità come la dolcissima, quasi estatica attesa di un sicuro gol del ragazzo di Madeira. Nati poveri, diventati gourmet. Entrambi. Il baccalà - che poi è un piatto tipico portoghese - e Ronaldo. Con la sottilissima differenza che la nostra tartina è costata la "miseria" di un euro, il 32enne lusitano - secondo quanto "strillato" da alcuni quotidiani - riceverà presto un'offerta monstre dalla Chinese Super League di 120 milioni a stagione (oltre ai 200 per il cartellino). Immaginate Piazza Tienanmen ricoperta di tapas...

 

Luis Figo

Pulpo alla Gallega

Per il modo in cui fu strappato al Barcellona e l'accoglienza "muy caliente" che gli venne riservata di ritorno al Camp Nou (sfiorato dalla celebre testa di maiale) l'acquisto di Luis Figo - il primo colpo della gestione Perez, che nel 2000 aprirà ufficialmente la saga dei Galacticos - si potrebbe paragonare a una tapas con il pulpo alla gallega: piccante il giusto, ma duretta, lenta da masticare... come la rabbia dei tifosi catalani verso il loro ex idolo.

 

Ronaldo e Roberto Carlos

Anchoas con pimientos e Tortillas (da leggenda)

Se pensiamo invece al Fenomeno interista del 2002 e al connazionale brasiliano Roberto Carlos (che in realtà arriverà in Spagna ancora prima di Figo, nel 1996, sempre gentile omaggio dell'Inter...) è inevitabile - quanto impietoso - il confronto con quelli là e i loro "fratelli" di oggi, gli stessi (?) che questa domenica parteciperanno al Corazón Classic Match2017 Latidos por Africa, una partita di beneficenza tra le leggende di Real e Roma. Roberto e Ronie erano delle Anchoas con pimientos (acchiughe con i peperoni) e si sono trasformati in delle Tortillas. Per carità, buonissime: ma un po' più sostanziose...

 

David Beckham

Salmon con caviar roho 

Anche le tapas non sono tutte economiche come quelle al baccalà che menzionavamo a proposito di Cristiano. Quelle al caviale, per esempio: più belle da vedere che indispensabili in campo, come si diceva di David Beckham, arrivato nel 2003 a Madrid, che lo prelevò dal Manchester United per 35 milioni di euro. Ma fu un'operazione di merchandising senza precedenti per l'epoca. La rivista Forbes quantificò in 600 milioni di dollari gli introiti derivati dal suo ingaggio, in un quadriennio, tra sponsor e vendita di gadgets e magliette (con la 7 occupata da Raul l'inglese scelse la numero 23, in omaggio a Michael Jordan, mossa che si rivelerà geniale). Voto 10 all'impiattamento.

 

Antonio Cassano

Cucuruchos de Jamon e pescado frito

Tra le decine di stand che occupano il Mercado non manca l'angolo dei "regalos", una sorta di souvenir gastronomici take away. Dai "cucuruchos" di Jamon (coni di embutidos ibéricos , una specie di soppressata calabrese) ai chicharrones (salamini), tutta roba di altissima qualità, ma per questo abbastanza salati (alle tasche). Un "capriccio", diciamo così, esattamente come si dimostrò l'acquisto dalla Roma nel 2004 di Antonio Cassano, che Fabio Capello utilizzò con il bilancino... "El gordito" - come fu soprannominato per differenziarlo dal "gordo" Ronaldo - ne portava spesso a casa di questi regalini, ma i maligni sostenevano che non arrivassero mai a destinazione, specialmente i cartocci di pescado frito, che se non li mangi caldi...

 

Cambiasso, Sneijder e Samuel

Triplete alla Bufala

Sempre nel 2004 il Real si privò di un giocatore che all'Inter avrebbe fatto "leggermente" comodo per un decennio: Esteban Cambiasso arriverà a Milano "svenduto" a parametro zero, insinuando il sospetto che fosse una "bufala"; qualche anno più tardi - nel 2009 - le merengues ripeteranno l'esperimento con Wesley Snejider, "spacciato" per una burrata. Insieme all'altro ex Walter Samuel (un'altra ricotta...) formeranno un triplete che non sfigurerebbe nella vetrinetta del "Mozzarella Bar".

 

Arenque marinado con aguacate (Benzema)
Taco de Bonito del norte (Kakà)
Lomo de Sardina (Xabi Alonso)
Foie de bacalao islandes ahumado (Cristiano)

Il 2009 è stata l'annata più "loca" in termini di investimenti per il Real Madrid. Oltre 260 milioni, ma spesi decisamente bene... Per l'occasione ci siamo permessi di creare un piattino speciale di tapas: il già citato Foie de bacalao per Cristiano (pagato 94); Lomo de sardina per l'aguzzo Xabi Alonso (35); l'Arenque marinado con aguacate (aringa marinata con avocado) per l'esotico Karim Benzema (35); e un Taco de Bonito del norte (tonno) per il più morbido Ricardo Kakà (65 milioni). "Masterchef" di quella squadra era Carlo Ancelotti, con Zidane aiuto cuoco...

 

Gareth Bale

L'arroz

"Si el oro fuese comestible se parecería mucho a nuestro arroz". Prendiamo in prestito un "post" del Mercado da Instagram per Mister 100 milioni Gareth Bale, il "cocco" del presidente Perez: "Se l'oro si potesse mangiare assomiglierebbe molto al nostro riso". Quello utilizzato per la Paella, il piatto principe della cucina spagnola che non poteva mancare sul nostro menù. Scegliete voi se accompagnarla con una birra, un vino rosso o la Sangria (meglio evitare il triplete, in questo caso).

 

L'Atletico Madrid

Le olive di Fernando

Se il Real spende e spande, c'è una Madrid che "piange": l'Atletico non potrà permettersi operazioni in entrata nella sessione estiva di calciomercato per le irregolarità riscontrate nel tesseramento di alcuni giovani calciatori. Ciò significa che Diego Simeone dovrà arrangiarsi con l'attuale rosa (c'è di peggio nella vita) provando a trattenere i suoi "craques", vedi Antoine Griezmann, nelle mire dei top club di mezza Europa. Ai saluti Fernando Torres che, prima di partire per la sua nuova avventura in Messico, è passato dal parrucchiere e dal Mercado, a fare scorta di olive farcite.

 

La lezione del Maestro  

Su Madrid, intanto, è calata la sera. Come promesso torniamo in Plaza Mayor dal nostro amico Mesian, intento a completare il suo ritratto di Zizou. Ci presentiamo con delle Roquillas de Alcalà, dolci all'uovo tipici castigliani di cui il pittore ci aveva confessato essere ghiotto. L'allenatore francese è rappresentato insieme alla Coppa, con lo sfondo blu, verde e giallo. "Sono i colori della bandiera berbera - ci spiega Mesian - anch'io sono di origine algerina, come il Maestro (Zidane ndr), abitavo a 50 km dalla casa di suo padre. Questo quadro non lo vendo, ma gli dica che se vuole glielo regalo. Da tifoso del Real e uomo libero. Non sono sul mercato, io...".

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