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21 gennaio 2018

Calciomercato, Sanchez sarà l'undicesimo giocatore allenato sia da Guardiola che Mourinho

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Con Alexis Sanchez sempre più vicino allo United, il cileno diventerebbe l’undicesimo giocatore allenato sia da Pep Guardiola che da José Mourinho. Da Eto’o a Ibra. Da Robben a De Bruyne. Gli altri dieci ad aver giocato per entrambi gli allenatori sono divisi in due gruppi: chi ha fatto bene con entrambi e chi, coi due, ha coltivato un rapporto fatto di amore e di odio

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Real Madrid, Barcellona, Bayern Monaco, Chelsea, Inter, ed ora anche Manchester City e Manchester United. Non si può certo dire che le squadre allenate da Mourinho e Guardiola in carriera siano di basso livello e, ovviamente, i calciatori non fanno eccezione. Vere e proprie superstar del pallone, che però - esattamente come i due allenatori -  di maglie ne hanno vestita più di una nella loro storia. Della rivalità Guardiola-Mourinho, iniziata nel 2010 e proseguita, prima nei Clasico in Spagna, dunque nella fredda Manchester, se ne è parlato tantissimo (e ancora se ne parlerà). E con l’ultimo colpo United di Alexis Sanchez, il cileno diventerà l’undicesimo giocatore allenato sia dal catalano che dal portoghese. Ma quali sono gli altri dieci?

Samuel Eto’o (Barcellona e Inter)

Il camerunese è stato prodigioso con entrambi, e fa parte del primo lotto - di cinque giocatori - di chi ha dato soddisfazioni, piccole o grandi che siano, tanto a Guardiola, quanto a Mourinho. Eto’o viene allenato dai due super rivali solo un anno a testa, ma tanto basta per collezionare due Triplete consecutivi, una cosa pazzesca. Nel 2008-09 vince tutto con Pep al Barça, l’anno dopo vince tutto con Mou in nerazzurro.

Arjen Robben (Chelsea e Bayern Monaco)

Anche l’olandese volante ha fatto bene con entrambi gli allenatori, per quanto separato da molti anni nelle due esperienze con Guardiola e Mourinho. Prima si trova come allenatore il portoghese, che ne fa uno dei protagonisti per il back-to-back in Premier tra il 2004 e il 2006. Robben incontra invece Pep in Baviera, dove vince tre volte su tre la Bundesliga.

Eidur Gudjohnsen (Chelsea e Barcellona)

L’attaccante islandese faceva parte della stessa squadra di Arjen Robben, e - ovviamente - quelle due Premier consecutive di Mourinho le vince anche lui, segnando per il portoghese 19 gol in totale. Al Barcellona ci gioca invece per tre anni, e incrocia Guardiola solo nel 2008: Triplete sì, ma con appena 4 gol in tutta la stagione.

Xabi Alonso (Real Madrid e Bayern Monaco)

Anche lo spagnolo vince con entrambi, sempre però in patria e mai in Europa (lui che in realtà di Champions ne ha vinte due, e pure con due squadre diverse). Con Mourinho al Real vince un campionato nel 2012, spezzando proprio il dominio del Barça di Pep. Il catalano lo incontra dunque al Bayern, dove continua a vincere in campionato, ma non in Europa.

Maxwell (Inter e Barcellona)

Non è un mistero che il brasiliano sia il miglior amico di Ibra, e in squadra insieme ci si sono ritrovati praticamente ovunque tranne che allo United. Come lo svedese gioca nell’Inter tra il 2006 e il 2009, solo un anno con Mou, e uno scudetto. Con Pep al Barcellona vincerà invece la Champions nel 2011.

Zlatan Ibrahimovic (Inter, Barcellona e Manchester United)

Dalle soddisfazioni alle delusioni, almeno con uno dei due. A capitanare i cinque dal rapporto asimmetrico con Mou e Pep c’è proprio Zlatan, e il suo percorso con i due allenatori è ben noto. Amore e odio. Inteso però come amore per Mourinho e odio per Guardiola. Basti infatti leggere la sua autobiografia - o riguardare il film prodotto sulla sua vita “Ibrahimovic - Diventare Leggenda” (nella programmazione Sky Cinema) per coglierne ogni sfumatura. Con Mourinho all’Inter vince lo scudetto nel 2009, dunque salpa per Barcellona all’inseguimento della Champions. Con Guardiola il rapporto si logora in breve tempo e l’addio è prossimo. Ritrova Mou nel 2016 allo United, e vince finalmente il suo primo titolo continentale: l’Europa League. 

Kevin De Bruyne (Chelsea e Manchester City)

Altro giocatore, altro rapporto impari con Mou e Pep, ma questa volta - a differenza di Ibra - sbilanciato verso Guardiola. Al Chelsea con il portoghese De Bruyne gioca solo un anno nel 2014, scartato e sempre fuori dai titolari: “Mou non mi ha mai spiegato perché non giocavo al Chelsea - ha detto recentemente il belga - mi ha parlato solo due volte, e non capivo perché non andassi mai nemmeno in panchina”. Tutta un’altra storia invece al City con Pep, che per i giocatori come lui impazzisce. De Bruyne quest’anno è il vero mattatore della cavalcata Citizens in Premier, con già 8 gol e 13 assist all’attivo.

Pedro (Barcellona e Chelsea)

Anche Pedro fallisce con Mou e vince Guardiola, ma con un percorso inverso. Nel 2008 - zitto, zitto dalla Cantera blaugrana - esplode in prima squadra proprio col catalano in panchina. Tanto da finire per segnare almeno un gol in tutte le finali giocate (Champions League, Coppa del Re, supercoppe varie e Mondiale). Al Chelsea ci arriva invece nell’estate del 2015, coi Blues campioni in carica. Lo spagnolo però non convince, il Chelsea sprofonda in classifica e Mou verrà esonerato.

Claudio Pizarro (Chelsea e Bayern Monaco)

Parentesi breve quella del peruviano con il portoghese. L’attaccane arriva al Chelsea nel luglio 2007, e solo il settembre successivo Mou viene esonerato. Con Pep segna invece venticinque gol in tre stagioni, e vince altrettante Bundes nel Bayern Monaco.

Cesc Fabregas (Barcellona e Chelsea)

Il Barcellona era da sempre nel suo destino, anche quando in realtà era capitano e bandiera dell’Arsenal. In Catalogna ci arriva finalmente nel 2011, quando però il ciclo di Pep è ormai esaurito. È poi il 2014 quando ritorna nella capitale inglese, ma sponda Chelsea, e con Mourinho vince proprio quella Premier che gli era sempre sfuggita coi Gunners.

Alexis Sanchez (Barcellona e Manchester United)

Il cileno atterra a Barcellona nel luglio del 2011, con 26 milioni a finire nella casse dell’Udinese. Ma è l’anno sbagliato per giocare con Pep, proprio lo stesso di Fabregas, quello dove non arriverà né una Champions né una Liga. La rivalità è dunque apparecchiata per essere rinnovata, con lo United di Mou (per il colpo Sanchez manca ormai solo l'ufficialità) pronto con un'ala in più a dar battaglia proprio al super City di Guardiola fino a fine stagione.

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