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23 gennaio 2018

Calciomercato, non solo Sanchez: quando il fenomeno sceglie la squadra rivale

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Non solo Alexis Sanchez, lo scontro sul mercato per un giocatore tra due squadre già rivali è un classico del mondo del calcio. Da Berbatov a Robinho. Da Stankovic e Suazo. Dieci casi in cui sono state due acerrime nemiche a contendersi un futuro acquisto  

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Alexis Sanchez è diventato ufficialmente un giocatore del Manchester United, che ha vinto il derby di mercato col City per il cileno. Non è la prima volta però che nel mondo del calcio un giocatore viene conteso da due rivali, cittadine o storiche che siano, finendo inevitabilmente per fare una scelta netta. L’una esclude l’altra, e la tensione tra i due club non può che aumentare. Quali sono gli altri casi storici?

Romelu Lukaku (Manchester United-Chelsea)

Per rispondere alla domanda basta inizialmente fare soltanto un passo indietro di appena sei mesi. Romelu Lukaku è definitivamente esploso con la maglia dell’Everton segnando (lo scorso anno) 25 gol in Premier League. Lo scontro di mercato della scorsa estate è tra il Chelsea (dove il belga aveva già giocato, ma senza successo, tra 2012 e 2013) e il Manchester United. I Blues erano sul giocatore, oltreché campioni in carica d’Inghilterra, convinti di averlo in pungo, quando sarà però lo United a vincerla con un’offerta monstre da 85 milioni di euro.

Robinho (Manchester City-Chelsea)

Era il settembre del 2008, e la gaffe fece il giro dei tabloid inglesi: Robinho è in conferenza stampa, pronto ad essere presentato dal Manchester City. Una delle sue prime dichiarazioni è indimenticabile: “Nell’ultimo giorno di mercato il Chelsea mi ha fatto una grande proposta e io ho accettato” - disse il brasiliano. Salvo poi rifarsi dallo strafalcione correggendo il nome della squadra in quello del City. Già, ma qualcosa di vero sotto c’era, eccome. Infatti il brasiliano era destinato proprio ai Blues, ma fu il Real Madrid (suo vecchio club) e bloccare le trattative coi londinesi e dirottandole verso Manchester. Il motivo? Le magliette, quelle del Chelsea, con il nome di Robinho, che il club aveva già iniziato a commercializzare. I Blancos valutarono il gesto come una scorrettezza e decisero di far saltare tutto.

Dimitar Berbatov (Manchester United-Manchester City)

Quello di Berbatov fu un autentico colpo di teatro messo in piedi da Sir Alex Ferguson. Era il 2008, primo settembre, col mercato ormai prossimo alla chiusura. Il bulgaro del Tottenham ha il City nel suo destino, pronto ad essere coperto d’oro dalla nuova dirigenza araba che è in arrivo. Sta volando verso Manchester per parlare con gli emissari dei Citizens, quando proprio Ferguson, a bordo della sua Bentley, lo intercetta prima dei rivali. “Fui onorato del tempo che mi stava dedicando. Era venuto a prendermi personalmente all’aeroporto, rimasi scioccato, ma fu un vero piacere”. Decisione presa immediatamente: Berbatov scelse lo United (che, doppia beffa, aveva anche offerto meno dei rivali cittadini per il cartellino).

Cristiano Ronaldo (Manchester United-Arsenal)

Come spesso è capitato alla fine la vince sempre lui: Sir Alex Ferguson. Anche con un fenomeno come Cristiano Ronaldo. Nell’estate del 2003 l’ex Sporting Lisbona è conteso da tutti i top club europei. Damien Comolli, scout dell’Arsenal, rivelerà a posteriori di come Ronaldo fosse stato a un passo dai Gunners.: “Era venuto al centro allenamento dell’Arsenal per ben due volte. Questo non lo sa nessuno. Aveva conosciuto il suo idolo, Henry. Ma al momento di chiudere l’affare non se ne fece nulla, non c’erano soldi”. E il portoghese volò a Manchester (anche lui).

Alfredo Di Stefano (Real Madrid-Barcellona)

Il nastro si riavvolge qui ancora di più, fino al 1953. Alfredo Di Stefano, autentica leggenda del Real Madrid, sarebbe infatti potuto diventare un giocatore del Barcellona. Qualche anno prima la Saeta Rubia passò infatti dal River Plate ai colombiani de Los Milionarios. Nel 1953 il Barcellona raggiunse un accordo con il River per il suo trasferimento ma non fece altrettanto con il club colombiano cui spettava il 50% del cartellino. Accordo coi colombiani che invece raggiunse proprio il Madrid. La contesa fu ampia, specie in assenza di tutte le norme che regolamentano oggi il calciomercato. La Fifa studiò una bizzarra mediazione, decretando che Di Stefano avrebbe dovuto giocare alternativamente un anno con il Real e un anno con il Barcellona. La decisione non convinse però i catalani che decisero di cedere la metà del calciatore in loro possesso al Real Madrid. Lanciando la carriera nei Blancos di un fenomeno da 8 campionati e 5 Coppe dei Campioni.

Dejan Stankovic (Lazio-Roma)

Non ci sono però solo casi esteri di rivalità di campo sfociate nel mercato. Anche l’Italia non è da meno. Dejan Stankovic ne è un esempio. Nell’estate del 1998 era stata infatti proprio la Roma ad aver adocchiato un giovane centrocampista della Stella Rossa di Belgrado. L’affare sembrava fatto, ma fu la Lazio ad inserirsi e a strapparlo ai giallorossi. La Roma, per tutta risposta, virò sui rivali cittadini del Patizan Belgrado, assicurandosi Ivan Tomic. Scelta disastrosa. Alla Roma giocherà appena 15 partite in quattro anni, lasciando il club soltanto nella stagione 2000-01, quella dello scudetto.   

David Suazo (Inter-Milan)

La storia di David Suazo, velocissimo attaccante del Cagliari, è una di quelle fatta di continui colpi di scena, tra una sponda e l’altra del Naviglio. È l’estate del 2007, e il 13 giugno l’Inter sembra aver raggiunto un accordo con tutte le parti, e l’onduregno va anche ad Appiano per le visite mediche. Cinque giorni dopo, però, il primo colpo di scena: il Milan annuncia sul proprio sito web l’ufficialità di Suazo, soffiandolo all’Inter. Cellino conferma l’accordo, ma la stretta di mano c’è stata solo col club, e non col giocatore. Altri tre giorni dopo sarà lo stesso Suazo a mettere un punto alla trattativa, scegliendo definitivamente l’Inter dove segnerà 8 gol in 27 presenze vincendo una scudetto. 

Zlatan Ibrahimovic (Inter-Milan)

Vero, di duelli rosso-nero-azzurri di mercato ce ne sono stati tanti altri, oltreché di famosi scambi con chi ha finito per vestire entrambe le maglie. Ibra era conteso dai due club milanesi dopo la retrocessione in B della Juventus post Calciopoli. I bianconeri quell’estate - era quasi metà agosto - avevano in agenda prima un incontro con l’Inter, dunque col il Milan a distanza di qualche giorno per lo svedese. Successe però che i nerazzurri chiusero anzitempo la trattativa, anticipando proprio i rossoneri e soddisfacendo le richieste della Juventus. Quando? La sera del 9 agosto, mentre tutto lo stato maggiore del Milan era a San Siro per seguire l’andata dei preliminari di Champions contro la Stella Rossa di Belgrado. 

Alessandro Nesta e Fabio Cannavaro (Milan-Inter)

A riprendere i titoli dei giornali di quell’estate, anno 2002, si poteva leggere più o meno di tutto. Da “Il Milan stringe per Cannavaro” e “Inter-Nesta sempre più vicini”. Eppure le cose andranno esattamente all’opposto. Con i due club milanesi a seguire entrambi la coppa di centrali titolare della Nazionale. Finirà con Nesta al Milan dalla Lazio e Cannavaro all’Inter dal Parma.

Carlos Tevez (Juventus-Milan)

È stata una rivalità a distanza quella tra Juventus e Milan con Tevez. Non fu certo l’argentino a scegliere l’una piuttosto che l’altra, quanto i rossoneri a farselo sfuggire. Galliani viene pizzicato a cena con l’Apache nel gennaio del 2011, con il giocatore ormai in pugno. Poco dopo arriva il colpo di scena: Pato (in partenza, e pronto ad essere sostituito) rimane in rossonero, e l’accordo sfuma. Due anni dopo l'argentino finirà in bianconero, a vincere scudetti su scudetti.

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