24 gennaio 2017

Calciomercato, Milan: Niang 'aspetta' la Premier

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Mbaye Niang - Milan

Mbaye Niang, attaccante del Milan (getty)

Era già arrivato l'ok rossonero per lo scambio di prestiti Niang-Ocampos con il Genoa. Poi, il dietrofront del francese, che ora è deciso ad aspettare un'offerta dalla Premier League per tentare una nuova avventura all'estero

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Dietrofront improvviso: Mbaye Niang vuole aspettare la Premier League. Si allontana dunque per il Milan l’ipotesi di scambio con Ocampos del Genoa. Il francese non è convinto di tornare dove già ha giocato una stagione e per il suo futuro vorrebbe provare l’avventura in Inghilterra. Continua, comunque, il pressing di Preziosi per portarlo in rossoblu (il Milan già dato l’ok lunedì), ma l’esterno rossonero sembra fermamente convinto della sua scelta. Fosse dunque confermato il no al Genoa, salterebbe definitivamente la trattativa tra i club. 

Ore di riflessione - Il giocatore classe 1994 - che in questa stagione ha totalizzato 18 presenze segnando 3 gol e fornendo 3 assist - potrebbe dunque partire in prestito per ritrovare la forma e maggiore spazio; la società e lo stesso calciatore stanno valutando questa possibilità. L’idea che era nata nelle ultime ore portava, come detto, allo scambio di prestiti col Genoa tra Ocampos e, appunto, Niang. Il pressing della società rossoblu, però, sembra essere stato vano. Nonostante l’ok del Milan, l’esterno rossonero si è tirato indietro. Niang che, peraltro, ha già giocato in Liguria nella seconda metà della stagione 2014/2015 e proprio lì aveva segnato il primo gol in Serie A, prima di fare ritorno a Milano. Il francese è dunque allettato dalla Premier League inglese, pista che preferirebbe di gran lunga: su di lui ci sono Everton, West Ham e Crystal Palace.

L’esclusione di Montella - “Si è deciso di non convocarlo in modo che potesse analizzare con serenità la sua situazione. Non so quello che succederà, ma se resta da parte mia avrà sempre la massima considerazione”, ha detto l’allenatore rossonero. ”Ovviamente sono stato coinvolto dalla società nel momento in cui abbiamo aperto a una sua eventuale cessione, è un ragazzo che ha avuto alti e bassi e non è ancora un giocatore perso. Poi però molto dipende dalla sua volontà. Sta provando a crescere per ottimizzare il suo talento, e a un certo punto eravamo tutti strafelici, poi si è fermato ed è regredito. Perché? Un po' faccio finta di non saperlo e un po' non lo dico… Può anche essere che San Siro a volte non l'abbia supportato. Ma di certo l'approccio a Torino non mi è piaciuto”.

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