25 giugno 2017

Calciomercato Torino, Iago Falque: "Questa la mia giusta dimensione"

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Iago Falque, attaccante del Torino

Iago Falque, attaccante del Torino (getty)

L'attaccante granata sulla sua stagione e sul futuro: "Torino è il mio habitat naturale, non penso a spostarmi in un top club europeo. Voglio solo giocare e qui sto bene". Su Ljajic: "È diverso dagli altri, un piacere giocare con lui"

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“Il Toro è una squadra molto riconosciuta in Italia, con la sua storia, la Tragedia di Superga e altro. Ci sto molto bene”. Così Iago Falque, attaccante granata, ha parlato della sua prima stagione con il Torino, terminata a quota 12 gol e 8 assist. “Ho trovato il mio habitat naturale, il mio miglior livello. Non penso a un movimento in un top club. Se la chance arriverà, lo si valuterà in quel momento. La possibilità di giocare in una grande non mi ossessiona come un tempo. Quello che oggi mi ossessione è giocare, essere contento e vedere la mia famiglia stare bene come succede a Torino. Ho 27 anni e ho già vissuto esperienze positive come giocare la Champions”. Sul modo di giocare: “Qui è dove mi hanno valorizzato di più. Certamente nel Genoa e nel Torino ho fatto due stagioni importanti, con 13 e 12 gol. Per un esterno, sono numeri buoni. E sono stato anche alla Roma. In Spagna ho fatto bene nel Rayo. Ero più giovane, fu una stagione con tre gol e sei assist. Altri numeri”.

"La Serie A è cambiata"

Nell’intervista rilasciato a un quotidiano spagnolo, Iago ha raccontato anche delle differenze tra Liga e Serie A: “La differenza è che in Italia le squadre non si scompongono mai. Anche se perdono 2-0, continuano a mantenere l’equilibrio difensivo. Non vedi mai il terzino galoppare in attacco. Però il calcio italiano ha cambiato molto e non è più difensivo come un tempo. La Liga ha più intensità, la Serie A più tattica, la Premier League più forza. Ma non saprei dire perchè alcuni giocatori segnano più in un paese piuttosto che in un altro. Dipende molto dalle sue caratteristiche. In Serie A ci sono sempre stati grandi fantasisti: Recoba, Rui Costa, Kakà… Questi giocatori sono sempre piaciuti in Italia, anche se continua a essere un campionato dove prima di tutto viene l’equilibrio difensivo. La Liga è più aperta e più spettacolare, ma i giocatori di qualità sono sempre piaciuti ovunque e continueranno a esserlo”.

"Ljajic? Giocatore diverso dagli altri. Su Totti..."

Su Ljajic: “Ha un grandissimo talento. È un giocatore diverso dagli altri. Se sta bene, in Serie A ce ne sono pochi come lui. Sembra che al Torino, un po’ come me, abbia trovato la sua dimensione. È un piacere giocare con elementi di questa qualità”. Totti ha chiuso poche settimane fa la sua carriera: “È come lo si vede. Alcune volte questi giocatori vengono divinizzati dall’esterno, ma poi son persone come altre. Lui è tranquillo, una brava persona. È giusto che sia così: semplicemente è uno che gioca a calcio meglio di altri. Si tende a divinizzarlo e questo dà impressioni sbagliate. La sua carriera? Per lui è valsa la pena di rimanere alla Roma tutta la vita per il rispetto che gli hanno sempre portato lì. Ma non penso che chi cambia tante maglie sia da disprezzare. Anzi, anche questo ha il suo lato positivo, perché magari conosci più posti, più persone, fai più esperienze”.

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