25 giugno 2017

Calciomercato, De Ceglie: "Juve, addio senza rancore. Ma che incubo…"

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De Ceglie, Juventus

Paolo De Ceglie saluta la Juventus (Getty)

Dopo 22 anni le strade di Paolo De Ceglie e della Juventus si separeranno, il terzino ammette: "Non ho rancore, salutando questo club mi si stacca un pezzo di cuore. L'ultima stagione però è stata un incubo"

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Un addio al mondo bianconero dopo 22 anni, a partire dal 1 luglio le strade di Paolo De Ceglie e della Juventus si separeranno in maniera definitiva. "L’ultimo anno di Juventus è stato un incubo, finire fuori squadra fa davvero male. Non mi aspettavo di ritrovarmi in una situazione simile e non giudico i modi usati dal club. Vorrei dire una cosa semplice: non ho rancore. Anzi, lasciando il club dopo una vita, mi si stacca un pezzo di cuore. E per me la Juve non è questa cosa conosciuta nell’ultimo anno, ma quella dei 21 precedenti. La Juventus è un riferimento, per sempre. Da quando sono arrivato a 8 anni e ho messo una maglia vista prima solo in tv a quando sono diventato uomo. Fotografo due momenti: l’anno della B, quello dell’appartenenza e dell’orgoglio, e il primo di Conte, con la rinascita. Inutile dire che farò sempre il tifo per i bianconeri", parla così Paolo De Ceglie in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

"Non sono un viziato. Rottura? Non è stato trovato un buon accordo"

Contratto in scadenza il 30 giugno, De Ceglie sarà ora libero di scegliere la sua prossima destinazione. "Purtroppo è passato il messaggio che fossi quasi un viziato che rifiutava le cessioni. Non è così, c’è una spiegazione a monte: la rottura è arrivata perché non è stato trovato un buon accordo, non si sono tenute in considerazione tutte le parti in causa. È mancata una intesa generale sul mio futuro. Ora è il tempo di tornare a giocare, non di fare polemica. Rimproverarmi qualcosa? Certo, si può sempre fare qualcosa in più: allenarsi meglio, giocare meglio. Ma vi racconto come è andata davvero a Marsiglia: fino a gennaio ho giocato, prestazioni discrete in una squadra che non andava bene. A gennaio mi era stata garantita la cessione in Liga e, invece, mi hanno tenuto là. E come reazione, non mi hanno fatto più giocare", ha aggiunto De Ceglie.

"Futuro in MLS? Può essere una soluzione"

Un anno senza respirare il profumo del campo, per De Ceglie però adesso è arrivato il momento di tornare a pensare al calcio giocato: "Nonostante tutto sono ancora in forma, anche se è stato un anno difficilissimo. Senza il campo, senza la possibilità di giocarsi il posto, è un incubo che non auguro a nessuno. Allenarsi con la prima squadra non avrebbe avuto molto senso: non puoi stare stabilmente in un gruppo di cui non fai parte. E in cui non sei voluto. Ora – prosegue il terzino nel corso dell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport - giocherò, che è quello che più manca. Una sensazione che ho desiderato per un anno intero. Dove? Ascolto tutte le proposte, non ho preclusioni. Mls? L’America può essere una soluzione per un viaggiatore come me: parlo francese e spagnolo, migliorare l’inglese non sarebbe male", ha concluso De Ceglie.

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