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21 luglio 2017

Il generico del campione: Teo, cresta alla Belotti

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Belotti, Teodorczyk

A segno più di Belotti, il 26enne Lukasz Teodorczyk è stato riscattato dall'Anderlecht lo scorso marzo

Prima scelta per l'attacco del Milan, il Gallo promette gol e muscoli nel tridente di Montella. Attenzione a Teodorczyk, vice di Lewandowski nella Polonia, centravanti da 30 reti nell'ultima stagione con l’Anderlecht. Meno celebrato del collega italiano, rappresenta un'alternativa da non trascurare

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Per ogni farmaco esiste un medicinale equivalente, soluzione dai medesimi effetti che gode tuttavia di una spesa inferiore. Così come nei principali mercati farmaceutici mondiali, seppure oscurate dal fuoriclasse del momento, operazioni e trattative riservano alternative di pari efficacia ma dal costo decisamente minore. Non ci credete? Attraverso “Il generico del campione” vi indichiamo una proposta parallela al nome più chiacchierato tra i rumors di mercato: meno appeal, magari, ma il risultato è garantito.

Margherita alla mano, Fassone e Mirabelli sfogliano i petali dell’attacco che verrà. Promette un nuovo colpo lo scatenato Milan, protagonista con 10 nuovi acquisti nella finestra estiva di mercato. Già accolto il talentuoso André Silva, i rossoneri animano il casting per un centravanti assoluto da regalare a Montella: se Morata vestirà la maglia del Chelsea, l’ex Aubameyang resta il sogno proibito per costi e strategie complice il muro alzato dal Borussia Dortmund. Più agevole l’operazione Kalinic favorevole al trasferimento, chissà che non sia Andrea Belotti ad alzare la cresta a San Siro: classe 1993 e tifoso dichiarato del Diavolo, il Gallo stuzzica le fantasie di tifosi e società. Meno esperienza internazionale rispetto agli altri candidati, tuttavia l’ultimo campionato da 26 reti e la presenza in Azzurro lo spingono verso una big. Patrimonio del Torino e di Urbano Cairo irritato dal forcing del Milan, l’attaccante bergamasco resta la prima scelta per atletismo, carattere e naturalmente senso del gol. Ai vertici delle classifiche per falli subiti e commessi nell’ultimo torneo, dati che testimoniano un agonismo agli estremi, Belotti rappresenta il '9' ideale per "testa" intesa come mentalità e abilità nel gioco aereo (10 centri, record nella top 5 europea). Chiave quest’ultima che premia un altro bomber dal cartellino abbordabile, reduce dalla migliore stagione realizzativa di sempre.

LUKASZ TEODORCZYK

Ruolo: Attaccante
Data di nascita: 3 giugno 1991
Altezza/Peso: 185 cm/78 kg
Nazionalità: Polacco
Squadra: Anderlecht
Valutazione: 12,5 mln €
Scadenza contratto: 2020

Magari non farà al caso del Milan già rivoluzionato sul mercato, certo è che un centravanti da 30 gol complessivi può riservare sorprese a tutte le latitudini. Persino Monchi, direttore sportivo della Roma e Re Mida in materia di plusvalenze, si è interessato al vice di Lewandowski in Nazionale come alternativa a Dzeko. Due anni più anziano di Belotti ma la cresta è la stessa: centimetri e muscoli, entrambi dominanti di testa nonché ottimi riferimenti sul campo per sponde, sacrificio e finalizzazione. Non mancano le pretendenti sul mercato per Teodorczyk, scioglilingua che a Bruxelles è diventato sinonimo di goleador.

L'erede di Lewa

Contesto familiare delicato, il calcio come evasione: attaccante per necessità nel Wrka Zuromin, club della sua città, Teodorczyk scatena l’interesse del Polonia Varsavia che lo aggrega nel 2010 nel settore giovanile. Nemmeno una frattura del perone frena la sua parabola: giocatore dell’anno e capocannoniere in Primavera (15 gol in 21 gare) fino all’avvento in prima squadra con l’impatto da sogno nelle selezioni giovanili (doppiette all’esordio in U-20 e U-21). Dieci reti e 7 assist più tardi lo acquista il Lech Poznan, trampolino che fu di Robert Lewandowski nel frattempo devastante al Borussia Dortmund. Lo stadio Miejski e la maglia biancoblù, l’approdo in Nazionale (altro bis al debutto) e la staffetta con "Lewa" che produce gli ultimi due titoli del Lech ai danni del Legia: Lukasz segue le orme del più celebre connazionale e confeziona 28 centri e 13 assist in una stagione e mezza. I tempi diventano maturi per salutare la Polonia a 23 anni.

Archiviato uno stop di sei mesi per la lesione dei legamenti della caviglia, "Teo" diventa un amuleto-scudetto pure in Ucraina: lo blinda la Dinamo Kiev per 4 milioni di euro e 5 anni di contratto, trasferimento macchiato da un nuovo infortunio che ne condiziona l’avventura. In bacheca aggiunge due titoli consecutivi e la Coppa del 2015, accumula 16 reti complessive lasciando il segno anche in Europa League prima d’inciampare contro la Fiorentina. Se nella Polonia del ct  Nawalka diventa la prima alternativa al tandem Milik-Lewandowski, Rebrov gli preferisce Kravets e Junior Moraes come centravanti della squadra che beffa lo Shakhtar giunto al capolinea con Lucescu. Alti e bassi tutt’altro che coerenti con le aspettative, ecco perché il 30 giugno 2017 passa in prestito con diritto di riscatto in Belgio all’Anderlecht.

Scelto dal nuovo allenatore René Weiler per sostituire Stefano Okaka, ceduto al Watford dopo 17 gol a Bruxelles, Teodorczyk scalzerà l’attaccante italiano mai così prolifico come in bianco-malva. Diversi i fattori che propiziano la migliore annata di sempre: la fiducia dell’ambiente e l’intesa con capitan Hanni, un fisico definitivamente integro e il 4-2-3-1 di partenza che esalta le sue doti da finalizzatore. Scordatevi colpi ad effetto e movenze raffinate, d’altronde il polacco risponde solo al cinismo in area avversaria: buoni fondamentali pur non eccelsi, una struttura slanciata ma potente che ne facilita il gioco di sponda nonché il corpo a corpo con gli avversari. Versatile e generoso senza perdere lucidità negli ultimi 16 metri, approccio che piuttosto lo tradisce con qualche ammonizione di troppo ed eccessi da censurare (vedi il dito medio riservato ai tifosi del Bruges). Ciò nonostante il battesimo in Belgio è a dir poco esaltante: guardare per credere.

Teo-gol-czyk!

Il bilancio finale recita 30 gol e 5 assist tra campionato, Coppa ed Europa League, competizione quest’ultima dove archivia 5 reti nella fase a gironi arrendendosi solo ai supplementari contro il Manchester United poi vincitore. In Belgio addirittura esagera: 22 centri nella Jupiler League, finalmente capocannoniere e campione nazionale per la quarta volta in carriera. Un talismano in quanto a scudetti, trionfo quest’ultimo da lui stesso propiziato in partnership con i vari Tielemans e Hanni, Chipciu e Acheampong. Da rimarcare il peso specifico nel gioco aereo con 9 gol realizzati di testa e circoscritti nel bottino di "Teo", bomber riscattato in primavera: 4,5 i milioni di euro versati dall’Anderlecht nelle casse della Dinamo Kiev per rilevarne interamente il cartellino, prima strategia verso l’asta di mercato destinata a prendere forma. Lui fa muro a rumors e sirene, proprio come addomestica i difensori avversari facendo leva sullo strapotere fisico.

Ritrovato il gol in Nazionale a distanza di tre anni, Teodorczyk scatena l’interesse di mezza Premier League e della già citata Roma oltre che del Siviglia, club disposto a investire 15 milioni di euro per assicurarlo a Eduardo Berizzo. Intanto la stampa belga lo etichetta come il degno erede di Lewandowski alla faccia di Milik, lui che ha fatto dell’efficacia sotto porta il tratto distintivo colmando così i gap tecnici. A segno ogni 131' con la maglia dell’Anderlecht, media coerente con Andrea Belotti anch’egli interprete di un ampio ventaglio di soluzioni, forse lontano dai canoni estetici eppure abile a compensare i suoi limiti in pregi riconosciuti. Il curriculum internazionale premia addirittura "Teo" a discapito di Belotti: 13 gol in 29 gare tra Champions ed Europa League escludendo i numeri in Nazionale dove paga una concorrenza terribile. Sono 81 i centri accumulati dai tre tenori polacchi nell’annata 2016/17, sfortunata per il napoletano Milik tradito dalla rottura del crociato. Certo è che dopo l’ultima stagione si alza eccome la cresta di bomber Lukasz, uno che non risparmia nemmeno la linguaccia e l’esultanza da gallo. Vi ricorda qualcuno?

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