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01 agosto 2017

Soriano-Napoli, l’affare che saltò per 4 minuti

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Nell’estate 2015 il giocatore della Sampdoria si ritrova al centro di una trattativa estenuante, con una serie di colpi di scena concentrati nelle ultime 24 ore. Ecco la ricostruzione di una frenetica giornata di mercato contraddistinta da intoppi di ogni genere

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Due mesi di trattativa per ridursi all’ultimo secondo a firmare… e non fare in tempo. È successo anche questo, nella pazza storia del calciomercato, e a Napoli ricordano bene quello spietato countdown che impedì a Roberto Soriano di vestire la maglia azzurra nell’estate 2015.

Partiamo dalla fine, per una volta, tralasciando la fase del primo approccio e del corteggiamento. Il 31 agosto 2015, giorno della chiusura del mercato, Napoli e Sampdoria hanno finalmente raggiunto un’intesa al termine di un vertice all’hotel Gallia di Milano, subito dopo pranzo. Soriano al Napoli per 13 milioni di euro più il prestito di Zuniga, con l’ingaggio del colombiano (1,8 milioni di euro) coperto per metà da De Laurentiis. È tutto apparecchiato: mancano solo le firme. L'avete mai sentita, questa frase?

Il Milan di mezzo

A questo punto, però, il primo colpo di scena lo riserva proprio Roberto Soriano, che al momento di prendere in mano la penna e con i due club già d’accordo, tentenna. Fermi tutti, l’affare salta: il perché del dietrofront sta nell’interessamento del Milan, che avrebbe sondato il terreno chiedendo tempo. E Soriano, che spinge per la soluzione rossonera, glielo concede. Intanto, però, passano le ore. Verso le 18 il Milan si fa di nuovo vivo: “No grazie, non siamo più interessati”. Per i dirigenti della Samp ci sono una trattativa con il Napoli da ricucire, un ragazzo deluso da convincere, una marea di scartoffie da firmare: e mancano solo 5 ore al gong.

L'immagine è tutto

In realtà basta un’ora per strappare l’ok a Soriano, finalmente deciso ad affrontare la nuova stagione con la maglia del Napoli: adesso serve la firma. Penna in mano e si chiude, stavolta sul serio. Sembra quasi di vederla, la scena. Soriano ha il contratto davanti e una schiera di dirigenti dietro, quando interviene De Laurentiis con il suo “tormentone” in sede di mercato: “E per i diritti d’immagine è tutto a posto, vero?”. Alt, non avevamo considerato i diritti d’immagine: si sa quanto ci tenga il presidente. Nuovo intoppo, nuove discussioni, altra sabbia nella clessidra che scivola via.

Dove sta l'errore?

Ore 21.16, ci siamo. Questione diritti d'immagine risolta. Tutti sono d’accordo su tutto: Soriano, De Laurentiis, Ferrero, Zenga, Giuntoli, Zuniga. Chi ha qualcosa da dire lo faccia ora o mai più: nessuno fiata. Ecco le firme, finalmente. Meno di due ore alla chiusura del mercato, ma ce l’abbiamo fatta. Bisogna solo rileggere bene il contratto e… no, non è possibile. Un errore. Testa bassa e via, i legali dei due club si mettono a riscrivere i documenti in fretta e furia. Adesso è veramente una corsa contro il tempo. Tic tac, tic tac: l’orologio del mercato non aspetta nessuno.

Finito! Ecco i documenti: corretti, riscritti, riletti, firmati. “Che ore abbiamo fatto?”. “23.04”. Significa che Soriano resta un giocatore della Sampdoria. Quattro minuti di ritardo: 4 minuti al termine di due mesi di sondaggi e di una giornata intera di trattative. Ad un certo punto si fa largo anche una 'speranziella' legata alla possibilità di far valere l’accordo nel caso i documenti fossero stati inviati per tempo in Lega attraverso la posta elettronica certificata, ma basta un incrocio di sguardi per rendersi subito conto che quella mail non l’ha mandata nessuno.

Ferrero è infuriato ma riesce a contenersi (“Sono per così dire incavolatissimo”), De Laurentiis non può regalarsi il botto finale di mercato ma promette: "Lo prenderemo a gennaio". Pazienza: una stretta di mano e ci si rivede alla prossima sessione. Magari, però, ci troviamo 4 minuti prima.

Non esatttamente un'ultima giornata di grandi affari, con il senno di poi...

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