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27 agosto 2017

Fassone: "Senza Champions via un big, ma il futuro è garantito"

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Marco Fassone, amministratore delegato del Milan (Lapresse)

L'amministratore delegato rossonero parla al Guardian di tutto, piani presentati all'Uefa, futuro del club e obiettivo: "La Champions, che è nel nostro dna. Senza potremo considerare di cedere uno dei nostri top"

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Parte l'era del nuovo Milan: Biglia, Bonucci, Kalinic, Andrè Silva, Conti e tutti gli altri. La Serie A, il ritorno in Europa e i grandi obiettivi: "Siamo il club più internazionale d'Italia". Attraverso un'intervista al "The Guardian", Marco Fassone (amministratore delegato rossonero) ha parlato di diversi temi.

Il debito con il fondo Elliott 

"Stiamo già lavorando per rimborsarli e lo faremo davvero presto, possibilmente all'inizio del 2018. Il tasso di interesse che il Milan sta pagando sui 120milioni è alto ovviamente, ma non tremendo. Se consideriamo il tasso nel debito che l'Inter o la Roma hanno avuto con Goldman Sachs al momento del loro finanziamento, attorno al 6,5%. Naturalmente il nostro è alto ma non qualcosa di terribile. Per la popolazione cinese vedere tassi di interesse in doppia cifra nei debiti è completamente normale".

Sul futuro del club

"Nel peggiore degli scenari, perché tanti tifosi mi hanno chiesto questo, nel mese di ottobre del prossimo anno il proprietario del Milan sarà Elliott. Questo è davvero il peggiore dei casi ma, giusto per rassicurazione, il futuro del club non è nebuloso. Andremo avanti con Mr Li e speriamo che il nostro progetto abbia successo: nel peggiore dei casi, bisogna stare tranquilli perché ad Elliott non sono dei disperati. E' uno dei più grandi fondi di investimento nel mondo che potrebbe tenere il club o rivenderlo. Pagherebbero solo 300 milioni, un prezzo davvero basso, e potrebbero fare business, il loro lavoro"

Sui piani presentati all'Uefa 

"Come potrete immaginare, ho un piano A e un piano B: all'Uefa ho presentato un piano più conservativo che mostra una progressione del club anche se non raggiungerà la Champions League in questa stagione. In quel caso, l'investimento sul mercato non potrebbe essere alto e dovremmo pensare anche di vendere uno dei nostri top player. Ma abbiamo anche uno scenario che dice: "Marco, cosa succede se il club non raggiunge la Champions?". Gli investitori ed io vogliamo arrivare a quel traguardo, ma siamo preparati se non lo raggiungeremo e assicureremo la piena protezione e sicurezza del club".

L'obiettivo stagionale

"Siamo con ogni probabilità il club più internazionale in Italia. La Juventus ha più titoli nazionali, ma il calcio europeo è nel Dna del Milan. Siamo fortunati perché questa è la prima stagione in Italia in cui quattro club si potranno qualificare alla competizione (per il 2018-19): l'obiettivo è difficile, ma non impossibile. Rappresenta il traguardo minimo che vogliamo raggiungere. Il nostro club è un gigante che ha dormito per due o tre anni, ma è come una Ferrari che è stata tenuta in un garage, e devi metterla in pista per farla sentire libera".
 

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