12 gennaio 2018

Calciomercato, i peggiori flop della sessione di gennaio: altro che "riparazione"

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A gennaio le squadre tornano sul mercato alla ricerca di quel colpo che possa dare un qualcosa in più. Eppure i flop sono sempre dietro l’angolo, José Mari e Maniche, Fabio Junior e anche Esnaider. Ma chi c’è al primo posto della classifica?

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Lo chiamano mercato di riparazione perché a gennaio puoi sistemare ulteriormente la squadra, e mettere a posto qualche abbaglio dato dal sole della sessione estiva. Già, ma cosa succede se poi c’è da riparare i danni proprio per quei colpi siglati a gennaio? È una storia di flop questa, di otto calciatori che hanno fallito dopo aver firmato il contratto nel primo mese dell’anno. Pochi gol e mai un vero aiuto alla squadra, e spesso facilmente accantonati. Vero, ma chi c’è in cima alla classifica?

8- Maniche all’Inter, gennaio 2008

Passaporto portoghese, corsa e qualità in mezzo al campo. Maniche aveva vinto tutto col Porto di Mourinho: il campionato, la coppa nazionale e anche la Champions League. All’Inter ci arriva dopo essere passato da Mosca (Dinamo), Londra (Chelsea) e in Spagna dall’Atletico Madrid. La formula è quella del prestito con diritto di riscatto, fissato a 6 milioni di euro, una cifra che l’Inter dopo quei sei mesi non pagherà affatto. In Serie A gioca infatti soltanto 8 volte, e se i nerazzurri a fine anno vincono il campionato è più che altro merito di un certo Ibrahimovic. Il portoghese invece segna solo una volta, contro la Juve, ma la squadra perde. Destino?

7- Marcio Amoroso al Milan, gennaio 2006

Con Marcio Amoroso basta ravvolgere il nastro di altri due anni e cambiare sponda del Naviglio. Il Milan in quegli anni è in piena lotta scudetto contro la Juventus, in un campionato che solo successivamente sarà segnato dalla scandalo di Calciopoli. A gennaio 2006 arriva il brasiliano ex Udinese e Parma. La cifra è bassa, solo 3 milioni. Il numero dei gol, però, lo è ancora di più: 1, anche se pesante. Nell’ultima giornata di campionato contro la Roma tira e segna il rigore della vittoria all’ultimo minuto, col campionato ancora in palio. Risultato? Nulla di fatto in realtà, la Juve stava già vincendo contro la Reggina, ed ogni speranza di sorpasso era già sfumata.

6- Hernanes all’Inter, gennaio 2014

Ancora un brasiliano, e di nuovo cambiando squadra di Milano. Lo chiamavano il Profeta Hernanes a Roma, dove con la Lazio vince la Coppa Italia nel 2013. I nerazzurri lo pagano 20 milioni ma la patria forse era quella sbagliata. Gioca Hernanes, quello sì, 14 presenze in A in quei sei mesi, che diventeranno 42 in totale, vero, ma senza però mai lasciare il segno. Nel 2015 passa alla Juve, oggi gioca in Cina.

5- José Mari al Milan, gennaio 1999

Con lo spagnolo, che vestì la maglia del Milan per tre anni, bisogna necessariamente partire dall’investimento: 40 miliardi di lire. E considerando i prezzi di allora suona ancora di più come un’enormità, visto anche e soprattutto il suo rendimento. Col Milan gioca in totale 75 partite ma segna solo 14 gol, appena 5 in Serie A, non un granché per un bomber come avrebbe dovuto essere.

4- Fabio Junior alla Roma, gennaio 1999

Fabio Junior chi? Ecco, più o meno la reazione di molti potrebbe suonare così. Brasiliano di Manhuaçu, arriva in giallorosso per 30 miliardi nello stesso - infausto - mese e anno di José Mari al Milan. Storico un titolo apparso ai tempi su un quotidiano sportivo: “Mi chiamano ‘O Uragan’, sono più forte di Ronaldo”. Già, non proprio… e dire che quell’anno Zeman aveva fatto un’altra richiesta alla società per il mercato, un giovanotto che giocava a Kiev nella Dinamo, tale Andriy Shevchenko. Lui in rossonero vincerà anche un Pallone d’Oro, Fabio Junior alla Roma solo 16 presenze e 4 gol.

3- Edu Vargas al Napoli, gennaio 2012

È questo un cruccio un po’ da sempre del Napoli più recente, il fatto di pescare anche dei campioni dal mercato al primo colpo (Cavani, Higuain, Insigne, Mertens) e poi, quando c’è da acquistare ancora per rinforzarsi ulteriormente, ecco il flop. Nel gennaio del 2012 si chiama Edu Vargas, cileno costano 14,8 milioni di euro. Potenziale campioncino, finirà nel dimenticatoio con 10 presenze in quei sei mesi, mai da titolare e 0 gol. Altri sei mesi dopo verrà venduto.

2- Esnaider alla Juventus, gennaio 1999

Vero, qualcosa deve essere andato necessariamente storto in quel gennaio, l’ultimo dell’intero millennio. A iscriversi al registro dei flop c’è anche la Juventus, squadra che i colpi di mercato in realtà li indovina quasi sempre. Già, quasi… In bianconero l’argentino ci arriva come vice Del Piero, out per infortunio, e costa circa 12 miliardi di lire. Il risultato è però deludente, e di gol ne fa appena uno.

1- Doumbia alla Roma, gennaio 2015

Quello di Doumbia alla Roma oltre che un flop è anche un autentico “caso”. Già, perché nel gennaio del 2015 viene prelevato con più di qualche dubbio dal CSKA Mosca, dove però ha sempre segnato tanto. In giallorosso però non viene mai amato, gioca 14 partite e segna la miseria di due reti. A quel punto l’ivoriano viene rispedito al mittente, sì, ma con la formula del prestito, rinnovabile anche per la stagione successiva. A fine 2016 eccolo però rientrare alla base, e cosa ne sarà di lui? Nuovo prestito, ovvio, al Newcastle, dove non gioca praticamente mai, e il riscatto non viene pagato dagli inglesi. Dunque ecco il Basilea: ancora prestito e diritto di riscatto nuovamente non esercitato. Oggi gioca allo Sporting Lisbona, e con che formula sarà mai stato completato il suo trasferimento, se non quella del prestito? Già, un po’ flop e anche un po’ pacco postale Doumbia, sempre con annesso viaggio di ritorno.

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