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21 gennaio 2019

Calciomercato Milan, i motivi del fallimento di Higuain: il parere del Club di Sky Sport

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Alessandro Costacurta, Beppe Bergomi e Esteban Cambiasso hanno analizzato al Club di Sky Sport i motivi del fallimento di Gonzalo Higuain, pronto a lasciare il Milan per passare al Chelsea. Fino al 31 gennaio tutte le sere su Sky Sport Football e Sky Sport 24 "Calciomercato, L'Originale", con Bonan, Di Marzio e Fayna

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Dentro Piatek, fuori Higuain. Il Milan cambia volto in attacco e “scarica” il Pipita, pronto a tornare da Maurizio Sarri al Chelsea. Una decisione presa in virtù della rottura tra l’argentino e la squadra, fatto che ha obbligato Gattuso e la società a cambiare repentinamente idea. Higuain sarà prestato dalla Juventus ai Blues fino a fine stagione, accordo pronto a rinnovarsi obbligatoriamente al raggiungimento di determinate condizioni per ulteriori 12 mesi. Il tutto dopo il benestare del Milan, club che la scorsa estate aveva prelevato Higuain dalla Juventus con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto.

Higuain-Milan, i motivi del fallimento secondo il Club

L’avventura di Higuain al Milan è durata solo una manciata di mesi e il rapporto con la squadra si è sfilacciato progressivamente. I motivi del fallimento dell’argentino, che era chiamato a trascinare la rosa di Gattuso, possono essere molteplici e i talent del Club di Sky Sport hanno provato a dare una spiegazione alla situazione.

Costacurta: "Da Higuain ci si aspettava un carattere diverso"

“Penso che Higuain abbia perso un po’ il filo nella partita con la Juventus, nella quale è stato espulso - ha analizzato Alessandro Costacurta - Ho l’impressione che si aspettasse di più dalla squadra e credo che il cambio dalla Juve gli abbia creato ansia e tensioni che prima non conosceva. Gonzalo è un tipo emotivo, forse troppo. Di conseguenza non ha saputo reggere il peso. Se sei in una squadra che è una macchina da guerra va bene, ma al Milan bisognava avere un carattere diverso. In questi mesi non ha dimostrato di averlo, nonostante la sua carriera in grandi club. Doveva essere trascinatore ed esempio e non lo è stato”.

Bergomi: "È mancata la scintilla"

Questione di carattere anche secondo Beppe Bergomi: “Il suo calo può essere il risvolto di avere una posizione di grandissima responsabilità. A Bonucci era stata data anche la fascia di capitano: ha sbagliato all’inizio, ma il suo finale di campionato era stato discreto ed era cresciuto. Secondo me con Higuain è mancata la scintilla, non è scoccato l’amore nonostante ci abbiano provato. Penso sempre che non sia quel giocatore che è trascinatore, ma ha bisogno di qualcuno che lo aiuti”.

Cambiasso: "I cambi societari hanno influito"

Più articolata, infine, l’analisi di Esteban Cambiasso: “Credo che il momento storico della società fosse diverso a quello della Juventus - ha spiegato - Non penso che la situazione sia molto diversa da quella che ha vissuto Bonucci lo scorso anno. Anche i trascinatori nei momenti di cambiamento fanno fatica ed è difficile che a essere trascinatore sia uno nuovo che arriva in una squadra. La risposta è creare un blocco, questo lo puoi fare in due o tre anni. Il Milan può avere questo periodo di transizione, ricordiamoci i due cambi societari in due anni, è difficile in queste situazioni intervenire sulla squadra. E poi trovare un centravanti che trascini la squadra comunque non è facile, io ho giocato con Ibrahimovic ma quelli come lui sono pochi. Normalmente il motore della squadra si trova nei difensori, nei centrocampisti o nel numero 10. Higuain avrebbe potuto esserlo, ma forse gli è stato chiesto troppo come con Bonucci”.

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