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21 agosto 2019

Ribery alla Fiorentina, le cinque cose che non sapete sulla sua grande carriera

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L'incidente stradale avuto all'età di due anni, il record di Bundesliga vinte e gli scherzi ai compagni di squadra: cinque curiosità sulla carriera di Franck Ribery, nuovo giocatore della Fiorentina

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È uno dei grandi colpi dell’estate della Serie A: Franck Ribery è un nuovo giocatore della Fiorentina. Corteggiato, poi convinto dalla nuova società del presidente Commisso: ha firmato un contratto di due anni (guadagnerà 4 milioni più bonus a stagione). Uno dei più forti della sua generazione in Italia, grazie anche al consiglio di Toni, suo amico ed ex compagno al Bayern: “Ho parlato anche con Luca e mi ha detto che questo è un grande club e che la città è molto bella. Mi aspetto grande affetto”, ha detto al suo arrivo a Firenze. Ora, a 36 anni, è pronto alla sua ultima grande avventura della carriera. Ecco 5 curiosità sul talento francese.

1. La cicatrice e le sue radici

Un fenomeno nato dalla strada, Franck Ribery. Cresciuto in un quartiere molto difficile di Boulogne-sur-mer, nel nord della Francia, il classe 1983 ha saputo lottare contro tutto e tutti. Tenacia e carattere, qualità che gli hanno permesso di diventare uno dei giocatori più decisivi della storia del calcio moderno. La sua caratteristica più nota? La cicatrice, ovviamente. Vistosa e distintiva, che percorre l’intero lato destro del suo volto. È un segno di quanto gli è successo all’età di 2 anni, quando rimase vittima di un incidente d’auto insieme ai genitori. La violenza dell’impatto fu tale che Ribery fu sbalzato fuori dall’abitacolo. In Turchia, ai tempi del Galatasaray, era per questo stato soprannominato “Scarface”: l’appellativo nacque quando i tifosi del club di Istanbul prepararono per lui la locandina del celebre film, sostituendolo al protagonista Al Pacino.

2. Un palmarès da favola

Superfluo dire che a Firenze è arrivato uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio moderno. In Germania possiede l’incredibile record di titoli di Bundesliga vinti: ben 9. Mai nessuno come lui nel calcio tedesco. Ma, come testimoniato dalla foto qui sotto, non si è limitato a vincere “in casa”. C’è la sua firma sulla Champions League alzata nel 2013 dall’allora squadra di Jupp Heynckes: in quella competizione segnò un gol e firmò 5 assist, uno dei quali nella finalissima contro il Borussia Dortmund. Ma non finisce qui: ha vinto per 6 volte la Coppa di Germania (più una turca, con il Galatasaray), 5 volte la Supercoppa di Germania. Campione del mondo per club nel 2014, nello stesso anno ha alzato anche la Supercoppa Europa. Il francese è stato per tre volte giocatore dell’anno e per una volta giocatore europeo dell’anno.

3. La “Robbery

La sua storia da calciatore è inevitabilmente segnata dalla convivenza con il suo grande partner d’attacco: Arjen Robben. Tra i due, che hanno lasciato al termine dell’ultima stagione il Bayern Monaco (l’olandese si è ritirato, ndr), è nata una grande amicizia negli anni in Germania. Una coppia agli antipodi, anche in campo: uno (ambi)destro e uno mancino, uno a sinistra e uno a destra, ma perfetti insieme. Per il francese, 124 reti e 182 assist in 425 presenze con il Bayern Monaco; per l’olandese, invece, 144 reti e 101 assist in 309 partite. Un duo da urlo, che ha segnato la storia del calcio europeo.

4. Vecchio a chi?

36 anni, ma solo sulla carta d’identità. Franck Ribery, come dimostrato in molte occasioni nell’ultima stagione - complicata, va detto, da qualche infortunio di troppo - sa ancora essere decisivo: lo spezzone di gara (con gol) di addio giocato contro l’Eintracht Francoforte è un perfetto esempio per capire che cosa può dare il francese alla Fiorentina. Per dimostrare di essere ancora in grande forma, durante l’estate ha continuato a postare sui suoi social video che lo ritraevano durante gli allenamenti con i suoi preparatori atletici. Non è mai stato fermo, pronto a conoscere il nome della sua nuova squadra. E vietato definirlo “vecchio”. Lo scorso anno un tifoso del Bayern, stufo dei problemi fisici del francese, aveva annunciato su Twitter che si sarebbe mangiato una scopa nel caso in cui Ribery avesse segnato. Il risultato? Gol immediato al rientro e risposta pungente sui social: “Buon appetito”.

5. La vita privata e gli scherzi

Personaggio eccentrico ma discreto, Ribery è tutto il contrario di tutto. Un duro un campo, fuori il più tenero dei papà: ha ben 4 figli, di cui è follemente innamorato. Per loro farebbe di tutto: anche travestirsi da coniglio pasquale per fare la ricerca delle uova in giardino, come ha fatto lo scorso aprile. Dopo aver sposato Wahiba Belhami, si è convertito alla fede islamica, adottando il nome di Bilal Yusuf Mohammed. E nello spogliatoio? Strano ma vero, è il trascinatore in fatto di scherzi. Un vero e proprio re della festa, come raccontato anche da Thomas Muller: “A Franck piace molto scherzare, è sempre lui a tenere alto il morale della squadra”. Storico, in questo senso, il gavettone dalla finestra del centro sportivo di Sabener Strasse fatto a Oliver Kahn, non proprio uno qualunque. “Forse lì ho un po’ esagerato - ha detto ricordando quel momento - Il calcio è bellezza, divertimento ma anche tanto lavoro. Devi avere la mentalità giusta per vincere”.

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