Merckx cuore matto: oggi non avrebbe la licenza per correre

Ciclismo
La copertina della biografia di Eddy Merckx, in uscita
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Lo sostiene una biografia del grande campione belga, anticipata dal quotidiano De Morgen: lo studio di un cardiologo italiano, Giancarlo Lavezzaro, ha scoperto una cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva nelle cartelle cliniche del campione

Più che Cannibale, Cuore Matto. Avesse gareggiato oggi, con le attuali norme mediche, Eddy Merckx non sarebbe mai potuto salire in sella. Colpa di una malformazione congenita per la quale ha corso per anni con una spada di Damocle sulla testa. Lo sostiene una biografia del grande campione belga, anticipata dal quotidiano De Morgen.

In Eddy Merckx, il Cannibale, Daniel Friebe riporta lo studio di un cardiologo italiano, Giancarlo Lavezzaro, che ha scoperto una cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva nelle cartelle cliniche del campione. "Con questa diagnosi, molti atleti al giorno d'oggi non ottengono l'idoneità - spiega Lavezzaro -. Esisteva un reale rischio di morte improvvisa".

Merckx, interpellato dal giornale, si è detto sorpreso: "Ho sempre saputo di avere un cuore particolare, e in famiglia ci sono stati diversi problemi cardiaci: per questo facevo un controllo ogni anno, ma non ho mai avuto problemi". "La prossima volta che lo sento gli dico 'ma allora eri un cuore matto anche tu' ". Franco Bitossi sorride al pensiero di Merckx alle prese con gravi problemi cardiaci. Sorride Bitossi, lui che quando pedalava proprio contro Merckx era soprannominato cuore matto, a causa delle improvvise tachicardie che lo costringevano a fermarsi in corsa. E che ora si scopre simile al campione belga, almeno per il cuore. Cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva è la diagnosi di cui si parla nel volume. "Merckx dice di non averlo mai saputo? Gli credo - chiosa Bitossi, con un filo di invidia -. Andava forte, troppo forte per accorgersi di avere un 'cuore matto' come il mio".

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