09 aprile 2017

Parigi-Roubaix, vince Van Avermaet. Moscon quinto

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Dopo il 4° posto del 2013 e il 3° del 2015, fialmente il belga corona il suo sogno giungendo per primo sul traguardo della Roubaix 2017. Regolati allo sprint il ceco Stybar e l'olandese Langeveld. Buon piazzamento per l'azzurro del Team Sky

Aggiungi un monumento e la vita ti cambia. Anche se hai vinto l’oro olimpico, corse di tutti i tipi, hai indossato la maglia gialla del Tour, sei un idolo in Belgio… Beh uno dei 5 monumenti del ciclismo ti fa entrare nella lista di quelli che non si dimenticano più, uno di quei nomi che una volta sarebbero pure entrati di diritto nelle biglie da spiaggia. Van Avermaet vince la Roubaix che, con Sanremo, Fiandre, Liegi e Lombardia appartiene alla "categoria", vince per la prima volta una corsa così "pesante", vince da campione, resistendo ai classici intralci, cadute e forature, con scelte tattiche corrette, senza esagerare a tirare, sfruttando il lavoro di un monumentale (vista la giornata e il tipo di corsa…) Daniel Oss, in fuga per più di cinquanta chilometri, prima in compagnia e poi da solo, gregario perfetto per lanciare il suo capitano, Van Avermaet, bravo a gestire la situazione a una ventina di chilometri dall’arrivo, con il "ceko" dal passato nel ciclocross Stybar e l’olandese Langeveld, bravo ad aspettare il momento giusto per partire in volata e battere Stybar.

Moscon è il presente

Oss, trentenne trentino della Valsugana, nelle pagelle azzurre non prende però il voto più alto che finisce a un altro trentino, più giovane di lui, 22 anni ancora, della Val di Non come Fondriest, capace di arrivare quinto, di correre da protagonista, persino esagerando nello spreco di qualche energia di troppo. Moscon non è più il possibile corridore del futuro, è il presente, quinto appiccicato a Van Avermaet, Moscon "trattore" ,come lo chiamano i suoi compagni del Team Sky, uno che spacca in due il gruppo con le sue tirate, forte di testa, uno che ci crede sempre e che nel velodromo è riuscito addirittura a riportarsi sui primi, in preda alla classica crisi tattica da rallentamento in vista dello sprint. 

Boonen e Sagan numeri 1 sfortunati

E Boonen all’ultima corsa della carriera? Bene, protagonista, quasi con le gambe dei giorni vincenti, e, soprattutto, col compagno Stybar davanti… Sagan? Il più forte della corsa, due volte all’attacco, anche prematuramente, subito dopo Arenberg, e due volte stoppato dalla sfortuna, con due forature nei momenti più sbagliati… Secondo a Sanremo, caduto al Fiandre, sfortunato a Roubaix, il campione del Mondo resta sempre il numero 1, classifiche a parte, l’uomo che fa più spettacolo anche s e non potrà mettere la pietra monumento nel suo salotto a Montecarlo. Almeno per il momento…

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