29 novembre 2017

Giro d'Italia 2018, Nibali: "Non so se ci sarò. Froome? Il più temibile". Dumoulin: "Poche crono per me"

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La conferma della presenza di Chris Froome al Giro d'Italia 2018 ha tenuto banco alla presentazione di Milano, dove Nibali ha spiegato: "Potrei fare il Tour, non escludo entrambi". Il vincitore del 2017: "Percorso meno vantaggioso per me". E sull'arrivo a Roma la sindaca Raggi: "Insegniamo ai cittadini a usare la bici"

GIRO 2018, TUTTI CONTRO FROOME

IL PROFILO DI CHRIS FROOME

TUTTO SUL GIRO D'ITALIA 2018: PERCORSO E TAPPE

A metà della presentazione del Giro d'Italia 2018, il direttore Mauro Vegni annuncia “una chicca”. Sul megaschermo alle sue spalle compare la faccia sorridente di Chris Froome: “Non vedo l'ora di vedervi alla partenza del Giro”. Il britannico, trionfatore per 4 volte al Tour de France, manda un videomessaggio ai tre rivali seduti sul palco accanto a Contador, fresco di ritiro: lo “squalo” Vincenzo Nibali, il vincitore del 2017 Tom Dumoulin e “il cavaliere dei quattro mori” Fabio Aru. Tutti presenti alla cerimonia, tra qualche momento di commozione per Michele Scarponi (“Manca a tutti, giusto passare da Filottrano per lui” dice Nibali, “Riguardo i video ed è come fosse ancora con noi”, lo segue Aru) e i commenti alle tappe. Sarà un Giro con meno crono e più montagna dello scorso anno. I protagonisti annunciati sono lì, ma al contrario di Froome nessuno se la sente di confermare al 100%  la propria presenza (“E io non metto la mano sul fuoco per nessuno”, spiega un prudente Vegni) il 4 maggio a Gerusalemme, dove si partirà con una tappa crono da 10 km.

Giro 2018, tutti i video

Dumoulin felice a metà

Nemmeno Dumoulin, specialista nelle gare contro il cronometro: “Sono felice che si parta così”, dice sul palco. Poi nasconde con un sorriso un pizzico di delusione: “L'anno scorso c'erano più crono e quindi ero più felice ma è comunque un bel percorso. Ho già preso la mia decisione, ma non la dico adesso. La questione è: dove avrei più possibilità di vincere? Ho adorato il Giro lo scorso anno e so che lo amerei di nuovo. Andare al Tour non lo escluderebbe. Comunque, nessuna delle due corse è perfetta per me”. E poi ci sarà un avversario in più, bello tosto: “Froome? Al momento è il più grande corridore per questo tipo di corse, sarà bello averlo lì”.

Nibali: "Froome? Se al Giro farà freddo..."

Quando sul ledwall compare il faccione di Froome, Nibali sa che vincere il suo terzo Giro sarà ancora più complicato. “Forse è il più temibile di tutti a questo punto. Però non mi ha sorpreso più di tanto la sua scelta. E le salite di questo 101° Giro si adattano meglio a lui”. Lo squalo sta già studiando quella che potrebbe diventare una dura preda. C'è già della tattica nelle sue parole: “Froome predilige moltissimo il caldo, al Tour e alla Vuelta è stato così, lo ha detto lui stesso in molte interviste. Se il Giro sarà veramente freddo potrebbe essere un problema per lui e un vantaggio per gli altri. Ma verrà qui per dimostrare di essere un super campione”. Ma insomma, almeno Nibali ci sarà? “Devo valutare, quest'anno c'è una settimana in più tra Tour e Giro, per cui si potrebbero fare entrambi. Ma potrebbe rimetterci la Vuelta, mi spiacerebbe... Sceglieremo insieme al mio team”.

Aru: "Froome non è l'unico". Raggi: "Roma si farà bella"

Campione Froome lo è già stato ovunque in queste corse, meno che in maglia rosa. Quella che ha indossato Fabio Aru, ma non fino alla fine: “E la presenza di Froome non fa che rendere questo Giro ancora più importante, però ci sono sempre molti corridori forti e quindi lui è uno in più. Io?”, sorride, “vedremo con la mia squadra, ci sarà tempo per decidere”. Si parte il 4 maggio, si arriva 23 giorni dopo a Roma, scelta come tappa finale dopo un anno di lavoro "diplimatico". La sindaca Raggi esulta: “Noi e il Giro ci stiamo corteggiando da un po', spero sia l'inizio di una lunga storia d'amore. E sarà un'occasione per mostrare ai cittadini che ci si può spostare in maniera sostenibile”. Un messaggio politico a due ruote. E a chi le chiede se portare il Giro sotto il Colosseo sia un modo per ricucire con la città dopo il no alle Olimpiadi, risponde citando lo stadio della Roma: “Abbiamo lavorato da sempre per il sì e tutti i pareri sono positivi. Abbiamo portato in città la Formula E, stiamo cercando di fare un upgrade anche sugli Internazionali d'Italia: per noi il binomio con lo sport di livello internazionale è fondamentale. Però gli eventi devono essere sostenibili per la città e per l'amministrazione. Prometto che per il Giro Roma si farà bella”.

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