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11 marzo 2018

Tirreno-Adriatico, Yates vince la tappa dedicata a Scarponi. Kwiatkowski del Team Sky nuovo leader

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Il britannico della Mitchelton-Scott ha vinto la quinta tappa della corsa dei due mari, con arrivo a Filottrrano, città natale dello sfortunato ciclista italiano scomparso lo scorso 22 aprile. Kwiatkowski del Team Sky è invece il nuovo leader della corsa, il quinto in questa edizione

E’ importante capire cosa significhi un luogo. Bisogna afferrare quel che sta cercando di dirci. Non succede dappertutto. Serve che racchiuda un’aura speciale, un’atmosfera che vibra e che si capta con un radar interiore, con una sensibilità diversa. Si tratta di impossessarsi di quel linguaggio non detto. Un alfabeto che, man mano, assume chiarezza. Filottrano è stato, per un giorno, uno di questi luoghi speciali.

La “tappa dei muri” della Tirreno-Adriatico dedicata a Michele Scarponi è arrivata, infatti, nel suo paese. A poco meno di un anno dalla scomparsa del campione in un tragico incidente stradale avvenuto qua il 22 aprile 2017, alle 8 del mattino, a un incrocio disonesto con via dell’Industria. L’impatto violentissimo con un furgone che stava svoltando troncò di colpo la vita di Michele, che aveva 37 anni. Nelle stesse ore in cui il campionato di calcio si commuove per la scomparsa inaccettabile di un altro trentenne, Davide Astori, il ciclismo si emoziona al ricordo di quel momento crudele. Si tiene stretto il ricordo di un uomo semplice, un atleta forte. Non vuole scordare quel vecchio amico di tante battaglie che non c’è più.

Immenso Michele”, “Sempre con noi”: lungo la strada Scarponi è ricordato dai tifosi, striscioni, asfalto dipinto con scritte affettuose, lui vinse la Tirreno nel 2009 prima di centrare il trionfo al Giro nel 2012. La tappa di oggi non passava dall’angolo dello schianto, no, ma Scarponi era presente comunque e sempre. Nel gruppo e  tutto intorno. La corsa ha sfiorato Cantalupo, la frazione di Filottrano dove abitano i genitori di Scarponi. E si è anche alzato in volo Frankie, il pappagallo che amava accucciarsi sulla spalla del campione alla fine di ogni giornata d’allenamento. Ha battuto le ali a fine tappa sopra al gruppo, all’arrivo in piazza Mazzini, ed è stato un po’ come aspettare Scarponi, come star lì in attesa di vederlo sbucare. Perché l’aquila di Filottrano era il migliore amico di quel pennuto, e viceversa. Li fotografavano assieme, Frankie era un simbolo di Michele, del suo impennarsi in salita.

Adam Yates, inglese, ha tagliato il traguardo per primo, solitario, in questa quinta tappa da Castelraimondo a Filottrano. Decimo posto per Damiano Caruso, Kwiatkowski il nuovo leader della classifica. Ma i pensieri, durante e dopo, erano tutti e solo per un altro corridore, per il padrone di casa assente. Sui muri in pietra dei palazzi, appena oltre lo striscione d’arrivo, due gigantografie a colori lo ricordavano, lui in maglia azzurra, lui sorridente, lui in piedi sui pedali. E alla partenza da Castelraimondo l’abbraccio tra Anna Tommasi, la vedova, e un Vincenzo Nibali commosso finiva nelle foto ricordo e nei tweet degli spettatori. I figli di Michele, poi, sono saliti sul podio con la loro mamma a premiare Yates. Zero retorica, nessuna lacrima. Ma tutto un paese, tutta la carovana, pieni di un’emozione diversa. Che solo lì, soltanto oggi poteva esistere. Forse Michele ha visto tutto e ha sorriso da una nuvola. 

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