Formula 1, GP Singapore: l'analisi tecnica della gara a Marina Bay

Formula 1

Cristiano Sponton

Tre vittorie consecutive della Ferrari, prima di Vettel dopo un lungo digiuno. Torniamo sulla pista di Singapore per analizzare tutto quello che è accaduto durante la gara di Marina Bay

IL MEGLIO DELLA GARA A SINGAPORE

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E sono tre. Tre come le vittorie consecutive della Ferrari che dopo Spa e Monza si aggiudica anche il Gp di Singapore. Una vittoria molto pesante quella di domenica, molto di più rispetto alle precedenti due. In Belgio e in Italia, la SF90, partiva come la favorita perché le piste esaltavano le caratteristiche della SF90 e ne nascondevano i difetti. Singapore, invece, alla vigilia, era considerato come un tracciato molto ostico e la Rossa veniva vista da tutti come la terza forza in pista dietro a Mercedes e Red Bull.  Invece, grazie agli sviluppi aerodinamici e al grande lavoro di setup fatto dagli ingegneri tra il venerdì e il sabato, sono riusciti ad ottenere una doppietta con Vettel davanti a Leclerc. Anche Vettel, a fine gara, ha ammesso l’importanza del nuovo pacchetto aerodinamico portato in pista a Singapore che, secondo il pilota tedesco, è stato fondamentale per il risultato ottenuto dalla squadra:” Senza gli aggiornamenti qui non avremmo vinto. Penso che sarebbe andata così. Ieri è stata una bella sorpresa in qualifica. Purtroppo non ho fatto un bell'ultimo giro in Q3, non sono stato contento del tutto."

Una vittoria che ci voleva per il morale di Sebastian Vettel che è arrivato, qui a Singapore, con tanta pressione addosso visto che non vinceva da oltre 1 anno e a Monza, davanti al pubblico di casa, aveva commesso un grosso errore lasciando Leclerc solo a lottare contro le due Mercedes. Sebastian è stato autore di una gara perfetta e, aiutato dalla strategia, è riuscito ad aggiudicarsi, per la quinta volta in carriera, il GP di Singapore. Charles Leclerc, partito dalla pole, ha guidato la corsa fino al momento del pit stop e, successivamente, si è dovuto accontentare della seconda posizione. A fine gara il pilota monegasco era sicuramente piuttosto dispiaciuto per la scelta strategica del team che, però, così facendo è riuscito a massimizzare il risultato portando a Maranello una doppietta che mancava da tantissimo tempo (Ungheria 2017).

Al terzo posto si è classificato Verstappen con una Red Bull che, in tutto il fine settimana, non ha mai dimostrato di avere il passo per poter lottare per la vittoria. Il team di Milton Keynes ha sfruttato l’errore strategico della Mercedes che, per cercare di vincere la corsa, ha ritardato troppo il pit stop di Hamilton e così facendo si è dovuta accontentare della quarta e quinta posizione. Positiva la prestazione di Albon che, al debutto a Singapore, è riuscito a portare la sua Red Bull al sesto posto. Nella “gara degli altri” ha avuto la meglio la McLaren di Norris (settimo) che è riuscito a precedere la Toro Rosso di Gasly. Da segnalare anche il decimo posto di Giovinazzi che, nonostante una pessima strategia di gara, è riuscito a portare a casa un punticino molto prezioso per il team.

Perché il ritmo di gara, nel primo stint, è stato così lento?

Il Gp di Singapore, nella prima parte di gara, è stato corso dai piloti di testa con un ritmo molto lento, addirittura Leclerc e company, giravano a 10 s dal tempo ottenuto durante le qualifiche. Questo ritmo di gara molto blando era stato già deciso già nel briefing per diversi motivi. Uno era quello di risparmiare, fin dai primi giri, carburante in modo da poter spingere successivamente in modalità “full gas” fino a fine gara. Con un ritmo lento si poteva ottenere anche un beneficio sugli pneumatici che così potevano durare per molti più giri in modo da ritardare la sosta ed arrivare , con relativa tranquillità, alla bandiera a scacchi con un solo pit. Ritmo lento che è stato deciso anche per mettere in difficoltà la Mercedes. Il team anglo-tedesco aveva già svelato nella giornata di sabato la sua strategia. Non avendo gomme medie nuove a disposizione era chiarissimo che Hamilton e Bottas avrebbero montato nella seconda parte di gara le hard. Questo permetteva loro di poter accorciare il primo stint per cercare un eventuale undercut sulla Rossa. Tenendo un ritmo lento, Leclerc, ha tenuto compatto il gruppone e così facendo, Mercedes, non aveva la “finestra” per fare il pit stop e tentare l’attacco nei confronti del pilota monegasco.  Strategia di gara che, vedendo il risultato finale, ha pagato più del dovuto visto che, Mercedes, è caduta nel tranello Ferrari e si è fatta scavalcare anche da Verstappen.

E’ stata giusta la strategia Ferrari?

Gli strateghi della Rossa, in questi ultimi anni, sono stati più volte bistrattati ma, nelle ultime corse, quando la SF90 si è dimostrata molto competitiva, hanno dimostrato tutto il loro valore. A Singapore hanno costruito, grazie alla strategia, una doppietta che sarebbe stata pressoché impossibile da prendere in pista. Per favorire il team hanno sacrificato la vittoria di Leclerc m, così facendo, hanno ottenuto la prima posizione con Vettel e la seconda con il monegasco.

Il giro 19 e 20 sono stati i momenti chiavi per il trionfo rosso. Fino a quel momento, Leclerc, comandava la gara con Hamilton ad 1 s e Vettel a 3,5 s. Mercedes, pur avendo una piccola finestra, non ha rischiato il pit stop con Hamilton e la Ferrari ne ha approfittato richiamando per il cambio gomme Vettel. Una scelta che, alla fine, è risultata vincente e che, Ferrari, è stata costretta a fare per proteggersi dall’eventuale undercut di Verstappen che, nel giro precedente, aveva montato le hard nuove. Gli uomini in Rosso, analizzando i dati, avevano capito che la posizione di Vettel era in pericolo vedendo i tempi del pilota olandese. La mossa non era solamente difensiva perché con la sosta c’era la possibilità di andare ad attaccare la seconda posizione di Hamilton. Per Vettel è andata molto meglio rispetto alle previsioni, infatti, in un sol colpo è riuscito a scavalcare il cinque volte campione del mondo e anche Leclerc. Charles è rimasto piuttosto deluso per la scelta strategica che gli ha impedito di raccogliere il terzo successo consecutivo: “Certo che dall'abitacolo è difficile accettare la decisione. Non so se fosse possibile farmi fermare prima e comunque cogliere una doppietta. Penso non fosse possibile farlo, altrimenti lo avrebbero fatto senza dubbio. Capisco sicuramente di più la situazione ora a mente fredda, però devo comunque avere delle spiegazioni per capire bene la decisione. In macchina è stato difficile farlo".

"Sono contento soprattutto per il team. Perché sono riusciti a migliorare tantissima la macchina e questo risultato è pienamente meritato. Siamo arrivati qua sperando che almeno una macchina andasse a podio e invece torniamo a casa con il miglior risultato della stagione, una bella doppietta. Se lo meritano tutti. Sono felice per loro e per Sebastian, perché dopo quello che è accaduto in Canada è buono per lui aver vinto. Speriamo che alla prossima gara vada bene a me".

Binotto e company, durante gli ultimi giri di gara, avevano anche pensato di invertire le posizioni con un team order ma, alla fine, hanno preferito congelare le posizioni.

Mercedes è caduta nella trappola di Ferrari e Red Bull?

Mercedes, fin da sabato, ha giocato una gara a carte scoperte e questo ha permesso ai rivali di potersi difendere giocando d’anticipo. Lo scopo degli anglo-tedeschi era quello di anticipare la prima sosta con Hamilton per andare ad attaccare con un undercut la prima posizione di Leclerc. Ma sono stati troppo lenti nel prendere la decisione e così sono stati beffati prima dalla Red Bull e successivamente dalla Ferrari. Il ritmo lento dei primi giri non ha permesso di avere una finestra ampia per anticipare la sosta ma lo spazio c’era visto che, Hamilton, aveva la possibilità di uscire dai box a 9 s da Stroll mettendo così molta pressione agli uomini in Rosso. Anche Hamilton, a fine gara, ha parlato della strategia che, secondo lui, non è andata come era stato deciso durante il briefing: “Sinceramente non mi ricordo il momento esatto della fermata ai box di Vettel, ma è evidente che siamo stati beffati dall'undercut. Ne avevamo già parlato stamattina nella riunione pre-gara, sapevamo che c'era il rischio e ci siamo cascati".

Cosi non hanno fatto decidendo di non andare nemmeno a proteggere la terza posizione ottenuta da Verstappen grazie alla sosta anticipata. Hanno preferito andare lunghissimi con Hamilton putando ad una Safety Car o nel traffico. Traffico che c’è stato ma, sia Vettel che Leclerc, non hanno perso tantissimo anche perché gli pneumatici di Hamilton non permettevano all’inglese di spingere al massimo. Anche Toto Wolff, a fine gara, ha ammesso che hanno provato a vincere la corsa e non si sono accontentati del terzo posto: “Abbiamo sacrificato il terzo posto per cercare di vincere. Abbiamo fatto una scommessa anche se, dai nostri calcoli, la vittoria era molto difficile”.

Hamilton è riuscito a concludere la gara al quarto posto grazie all’ordine dato dal team a Bottas che aveva effettuato il pit stop alcuni giri prima del compagno di squadra. Bottas, per uscire dietro ad Hamilton, ha rallentato di 3 s il suo ritmo. Questo rallentamento è stato decisivo nel risultato della Mercedes perché, se Bottas avesse spinto, Hamilton aveva grosse possibilità di uscire dai box, sia dietro a Bottas che dietro ad Albon che seguiva da molto vicino il pilota finlandese.

La Mercedes aveva il passo per vincere?

Gli ingegneri anglo-tedeschi sono convinti di sì e sono anche consapevoli di aver perso la vittoria della gara durante le qualifiche, quando, entrambi i piloti, non sono riusciti ad estrarre il massimo potenziale della vettura.  La W10, durante le qualifiche, ha avuto problemi nel riscaldare gli pneumatici anteriori e questo non ha permesso ad Hamilton e Bottas di essere particolarmente veloci specialmente nel primo settore. In gara, con gomme soft, il vero ritmo di Ferrari e Mercedes non si è praticamente visto, mentre, con le hard, la vettura anglo-tedesca ha faticato a portarle nella giusta finestra fi funzionamento. In questo, Ferrari, è sembrata essere superiore e questo si è rivelato determinante nei primi giri dopo le svariate ripartenze dal regime di Safety Car.

Dove è finita la Red Bull?

La vettura di Milton Keynes, alla vigilia, sembrava essere la vera rivale per la Mercedes. Invece, Verstappen, in tutto il fine settimana non è sembrato avere il ritmo dei migliori. Il team, guidato da Chris Horner, è convinto che la RB15 è arrivata in pista con dei dati provenienti dal simulatore che hanno mandato fuori strada gli ingegneri nella ricerca del giusto setup. La R15, così come la W10, ha sofferto molto l’asfalto sconnesso e i cordoli che, rispetto alla passata stagione, sono stati rialzati. In gara, la vettura, è sembrata essere leggermente più competitiva rispetto alla qualifica ma non era possibile ottenere più del terzo posto che è riuscito a raggiungere Verstappen grazie all’ottima strategia del muretto.

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