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29 marzo 2018

SkySpy, dopo il GP di Melbourne Force India punta il dito contro la Haas

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Dopo le sorprendenti prestazioni nei test invernali e nel primo GP della stagione a Melbourne, in Australia, il team Haas è finito sotto i riflettori dei conorrenti diretti. In particolare Force India e McLaren, dietro le quinte, hanno sollevato più di un dubbio sull'effettiva paternità della monoposto 2018 portata in pista dal team americano che, ricordiamo, monta power-unit Ferrari 2018 e telaio sviluppato dalla factory italiana Dallara

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C’è la Haas nel mirino di McLaren, e soprattutto, di Force India. Il doppio ritiro di Albert Park non ha fatto passare in secondo piano le prestazioni di Romain Grosjean e di un sorprendente Kevin Magnussen, che sia in qualifica che in gara hanno confermato il team statunitense come quarta forza. Nel paddock di Formula 1 c’è una legge non scritta ma sempre in vigore: se gli avversari ti vogliono bene, vuol dire che vai piano. Il corollario è semplice: se vai forte, inizi a stare sulle scatole.

Ed è quello accaduto dopo il Gran Premio d’Australia, con Force India e McLaren (quest’ultima preannunciata dall’ambasciatore Fernando Alonso) che hanno lanciato delle illazioni nei confronti della Haas accusandola di essere una copia della Ferrari 2017. Otmar Szafnauer, direttore operativo della Force India è andato oltre, definendo la performance della Haas un miracolo da “bacchetta magica”, e di sognare egli stesso di avere a disposizione la stessa bacchetta magica.

L’accusa mossa alla Haas è quella di aver messo in pista una vettura che non è proprietà intellettuale del team, frutto di tecnologia acquistata dalla Ferrari. Il team principal della Haas, Gunther Steiner, ha replicato in modo secco: “C’è gente che vede i fantasmi. Se hanno dei problemi che presentino un regolare reclamo alla FIA”. Cosa che McLaren e Force India non hanno fatto e non faranno, sapendo in partenza di non avere chance.

Ma forse c’è dell’altro. L’impressione è che, soprattutto da parte di Force India, l’occasione venga sfruttata per lanciare qualche messaggio in più. La squadra che lo scorso anno ha conquistato la quarta posizione nel Mondiale Costruttori, non naviga in buone acque sul fronte economico, e quando è stato sondata sul mercato la possibilità di nuovi acquirenti, il riscontro non è stato quello atteso.

Il team sarebbe però molto più appetibile se godesse di una relazione più stretta con Mercedes, proprio come avviene tra Haas e Ferrari. Nel pieno rispetto del regolamento, ovviamente, ma comunque una partnership più stretta che consente di accedere a tecnologia di altissimo livello, senza gli ingenti costi di investimento, che sono poi quelli che scoraggiano potenziali investitori.

Non è da escludere che Force India ‘urli’ contro Haas nella speranza che Mercedes ascolti, perché il modello di business della Haas è una delle possibilità migliori da valutare per i team privati. E magari proprio la Force India che pubblicamente punta il dito contro la Haas, potrebbe aver fatto arrivare sulla scrivania di Toto Wolff un progetto simile a quello del team statunitense.

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