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12 giugno 2018

Sky Spy: la Red Bull lascia a casa la 'corte' Verstappen

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Verstappen padre e figlio (foto: Sutton)

Per la prima volta in carriera Max Verstappen è stato obbligato ad arrivare in pista senza alcun accompagnatore. E il provvedimento, preso a Montreal, sembra aver funzionato

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Nell’affollato paddock di Montreal è più facile notare le presenze che le assenze. Così è passato inosservato un provvedimento che la Red Bull, nella persona di Helmut Marko, ha preso nei confronti di Max Verstappen dopo il disastroso errore di Monte Carlo. Al pilota olandese è stato proibito di arrivare in Canada con accompagnatori, ad esclusione del preparatore atletico. E Verstappen ha obbedito, presentandosi sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve senza manager, senza amici e senza familiari, incluso papà Jos, mamma Sophie e la sorella Victoria.

Una piccola punizione, ma allo stesso tempo un provvedimento non casuale quello preso da Marko. La piccola ‘corte’ al seguito di Verstappen, un tempo indispensabile quando il minorenne Max mosse i primi passi in Toro Rosso, è oggi ritenuta ingombrante dal consulente speciale della Red Bull, soprattutto quando le cose non vanno come dovrebbero. Non è la prima volta che il manager austriaco interviene facendo da scudo al suo pupillo. Un anno fa Marko accettò di incontrare nella sede della Red Bull il nonno di Max, Frans, per parlare dei frequenti contrasti (sfociati anche in una denuncia per percosse contro il figlio Jos) che minano la tranquillità di un giovane come Verstappen jr.

“L’ho fatto nell’interesse di Max – spiegò Marko – è con lui che la Red Bull ha un contratto, è uno dei nostri piloti e dobbiamo occuparci di lui. I problemi che ci sono all'interno della famiglia, tra Jos e suo padre Frans, non hanno niente a che fare con noi”. A distanza di dodici mesi la situazione è ovviamente differente, ma Marko vuole che il suo pilota sia il più tranquillo possibile, e che possa vivere la squadra senza interferenze esterne.

A dire il vero l’esordio di Verstappen nel weekend canadese non è stato dei più rassicuranti, a causa di una risposta sopra le righe nella conferenza di venerdì seguita ad una domanda sui fatti di Monte Carlo: “se continuate a farmi queste domande finirò col tirare una testata a qualcuno…”. Ma una volta indossati casco e tutta Verstappen è stato protagonista di un gran fine settimana, che lo ha visto terzo sia in qualifica che sul traguardo del Gran Premio, al termine di una gara molto intensa che lo ha confermato sul podio. Che abbia ragione Marko? “Max ha fatto un superlavoro questo weekend – ha spiegato il team principal Christian Horner – ma per ora non possiamo dire quanto abbia influito essere arrivato in pista per la prima volta da solo.  Era una possibilità che la squadra ha voluto provare, e Max dopo Monaco ha detto ‘okay’”.

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