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03 luglio 2018

Formula 1, GP Silverstone. Sky Spy: "Per la Mercedes è allarme strategia?"

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Il team Campione del Mondo in sole nove gare ha commesso tre errori molto pesanti nella gestione di gara, incidendo negativamente sulla classifica di Hamilton. Il GP è in diretta esclusiva su SkySportF1 al canale 206

LA CRONACA DEL GP DI SILVERSTONE
LA GRIGLIA DI PARTENZA

Il Gran Premio d’Austria si è concluso da meno di un’ora quando Toto Wolff spiega cosa è accaduto nei sessanta secondi che nel box Mercedes hanno trasformato un weekend potenzialmente trionfale in una lunga lista di errori. “Quando Bottas si è fermato a bordo pista – ha spiegato il team principal austriaco – il Direttore di gara ha esposto la segnalazione di Virtual Safety Car. Lewis era agevolmente al comando della corsa, ed abbiamo avuto mezzo giro per reagire, ma non lo abbiamo richiamato ai box per il cambio gomme come invece hanno fatto con i loro piloti Ferrari e Red Bull. Ci siamo accorti dell’errore, ed a quel punto abbiamo sperato che il regime ad andatura ridotta si prolungasse ancora per un giro, in modo da poter rimediare, ma la corsa è ripresa subito”.

Quando è stato il turno di Hamilton di effettuare il suo pit-stop, il campione del mondo è tornato in pista in quarta posizione, e anche Lewis a quel punto ha capito che i suoi ingegneri avevano commesso un errore. “Ragazzi, ma sono quarto! Come è possibile?”. Il responsabile delle strategie Mercedes, James Vowles, si è scusato subito via-radio, ma ormai il danno era fatto. L’errore commesso dello trentanovenne ingegnere britannico non è il primo in questo Mondiale, e si tratta di sviste pesantissime, che sono costate finora a Lewis tre vittorie, considerando che se fosse rimasto in prima posizione Hamilton avrebbe avuto maggiori possibilità di non incappare nel problema legato alle alte temperature che ha messo fine alla sua gara.

Facciamo un passo indietro, alla prima gara della stagione. La Mercedes numero 44 era in seconda posizione, alle spalle della Ferrari di Vettel, leader della corsa con 12 secondi di vantaggio su Hamilton. Il tedesco della Ferrari doveva però ancora effettuare il suo pit-stop, quindi Hamilton girava in grande tranquillità, consapevole che quando Vettel si sarebbe fermato per il cambio gomme avrebbe ripreso la sua leadership.  Ma il Direttore di gara, a causa di una Haas ferma a bordo pista, ha congelato la corsa in regime di Virtual Safety Car, e la Ferrari ha reagito prontamente richiamando subito il tedesco ai box. Terminate le operazioni, Vettel è tornato in pista in una clamorosa prima posizione, tra gli sguardi attoniti degli strateghi della Mercedes.

“Pensavamo di avere un margine di tre secondi in caso di sosta di Vettel in regime di VSC – ha spiegato dopo la gara australiana Wolff - secondo il nostro software era necessario essere a 15 secondi da Vettel per mantenere la leadership in caso di VSC, e noi eravamo a 12, quindi ampiamente entro i margini”. I dati reali hanno invece detto che il margine per recuperare la leadership era di 10/11 secondi, visto che Vettel è riuscito a sfilare Hamilton.

Poco dopo Melbourne, nella terza tappa stagionale a Shanghai, dopo 35 giri di gara la direzione gara ha inviato in pista la Safety Car a causa dei detriti lasciati sull’asfalto da un contatto tra le due Toro Rosso. Quando è apparsa la segnalazione “SC” Bottas e Vettel, in testa alla gara, sono già transitati davanti all’ingresso della pit-lane. Verstappen, terzo, e Ricciardo, quinto, sono stati subito richiamati ai box per un cambio gomme si rivelerà fondamentale nell’ultimo terzo di gara. Tra i due della Red Bull c’era Hamilton, che però è stato lasciato in pista. La gara sarà poi vinta da Ricciardo, che al momento della VSC era proprio alle spalle del pilota della Mercedes.

“Abbiamo pensato che mantenere la nostra posizione in pista sarebbe stato più vantaggioso – ha spiegato Wolff in quell’occasione – nel primo stint di gara non c’erano stati sorpassi, e Lewis aveva montato le medie da dieci giri. Secondo i nostri calcoli con quelle gomme saremmo stati veloci fino alla fine della corsa, e le soft non sarebbero state così performanti. Adesso sappiamo che sarebbe stata la giusta strategia da seguire, fare un secondo pit-stop e montare le soft, ma nessuno nel team, me incluso, ha pensato che fosse la scelta giusta”.

In tre occasioni gli strateghi della Mercedes hanno commesso errori che hanno tolto a Hamilton la possibilità di cogliere altrettante vittorie (anche se in Austria Lewis è stato bloccato da problemi tecnici), ma resta un bilancio pesante, visto che il tutto è avvenuto in sole nove gare. Dopo il Gran Premio di domenica scorsa Wolff ha gettato acqua sul fuoco, confermando che James Vowles non è in discussione, ma in un Mondiale che sembra avviato a proseguire in un contesto di grande equilibrio, questi errori rischiano di avere un peso cruciale sulla classifica.

Tra gli addetti ai lavori si sussurra che per molti anni lo squadrone Mercedes sia stato abituato molto bene, grazie ad una superiorità tecnica che ha sempre garantito agli strateghi del team di operare in grande tranquillità. Ma nel 2018 la situazione è cambiata, e il fiato sul collo di Ferrari e Red Bull ha portato alla luce delle carenze che in passato sono state mascherate da una monoposto in grado di dominare la scena, facilitando il lavoro di tutti. Ma in un campionato così tirato, non sono solo i motori, le monoposto ed i piloti ad essere spremuti al massimo, anche gli strateghi sono costretti ad operare sotto un’enorme pressione. E finora gli uomini del muretto-box Ferrari (e Red Bull) hanno fatto la differenza. In casa Mercedes è suonato l’allarme: d’ora in poi, anche il team Campione del Mondo non potrà più permettersi passi falsi.

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