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22 aprile 2019

Formula 1, GP di Baku: tutto quello che c'è da sapere sul circuito

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Andiamo alla scoperta di Baku, circuito che sarà il teatrpo del quarto Gran Premio della stagione di F1: lungo 6.003 metri, presenta 12 curve a sinistra e 8 a destra. Una caratteristica molto interessante è il rettilineo di partenza che misura ben 2,2 km che stresserà notevolmente sia la parte endotermica che quella ibrida delle Power Unit. GP in diretta esclusiva su Sky Sport F1 (canale 207) alle 14.10

GP BAKU, LA DIRETTA DELLA GARA

Dopo il GP di Cina il Circus della Formula 1 si sposterà in Azerbaijan dove si disputerà il GP di Baku che, idealmente, rappresenta la conclusione della prima parte della stagione visto che, a partire dal Gp di Spagna, le vetture introdurranno importanti sviluppi aerodinamici che potrebbero modificare le forze in gioco viste in queste prime gare stagionali. La Mercedes si presenta a questo appuntamento stagionale a punteggio pieno avendo ottenuto ben 3 doppiette. Se Mercedes ride la Ferrari piange avendo ottenuto dei risultati molto al di sotto delle attese per mancanza di prestazione (Australia, Cina) e per problemi di affidabilità (Bahrain). Il GP di Baku potrebbe essere l’occasione del riscatto per la Ferrari che si presenterà per questo appuntamento con alcuni sviluppi sulla vettura, inizialmente previsti per la Spagna, ma che si è deciso di anticipare per cercare di “raddrizzare” la stagione che è partita male ma che non è ancora compromessa visto che mancano ben 18 gare al termine del Mondiale.

Tante curve a 90° ed un rettilineo di 2,2 km

Il circuito dell’Azerbaijan, è lungo 6.003 metri ed è composto da 12 curve a sinistra e 8 a destra. Una caratteristica molto interessante di questo tracciato è il rettilineo di partenza che misura ben 2,2 km che stresserà notevolmente sia la parte endotermica che quella ibrida delle Power Unit.

Da un punto di vista tecnico la pista di Baku non è sicuramente un circuito entusiasmante anche se, nelle precedenti edizioni, ci ha sempre regalato gara molto interessanti. La parte migliore, soprattutto dal punto di vista fotografico, è la zona vicina alle fortificazioni della città vecchia, tra le curve 8 e 12, ma con una sede stradale fin troppo stretta viste anche le nuove larghezze delle vetture. Proprio per via di questa parte lenta e delle numerose curve a 90° non si può optare per una configurazione aerodinamica troppo scarica che vada a privilegiare il lungo rettilineo presente nel terzo settore

Il set-up

A livello aerodinamico i team dovranno trovare il giusto compromesso aerodinamico per essere veloci nel rettilineo principale e per avere la giusta downforce nei tratti guidati. Proprio per questo che sarà fondamentale avere una vettura con elevata efficienza aerodinamica che permetterà anche con "poca ala" di generare il corretto carico aerodinamico per mandare in temperatura correttamente gli pneumatici. Molto probabilmente vedremo su molte vetture delle ali posteriori più scariche rispetto a quelle utilizzate nelle prime gare. Ferrari ha provato in Cina un’ala con profilo principale a cucchiaio mentre, Mercedes, nei test post Gp del Bahrain ha verificato il funzionamento di un’ala posteriore molto scarica.

Il sistema ibrido farà la differenza

Il circuito di Baku è il tracciato ove la parte ibrida ha il maggior peso nell'arco di un giro in tutto il mondiale: più del 3%. A Baku sarà cruciale avere un efficiente recupero di energia elettrica da parte del motore elettrico MGU-H. Oltra alla parte ibrida sarà fondamentale avere una parte endotermica molto efficiente. Il motore endotermico dovrà, oltre che garantire un quantitativo importante di cavalli per oltre il 70% del giro ove la valvola a farfalla risulta essere completamente spalancata, avere una efficienza molto elevata poiché il consumo di carburante sul tracciato di Baku è forse il fattore tecnico più critico. Per percorrere i 51 giri da 6.001 chilometri serviranno tutti i chilogrammi di carburante permessi dal regolamento.

Pneumatici: Ferrari conservativa, Red Bull aggressiva

Molto importante, come sempre, sarà lo sfruttamento degli pneumatici che, anche in questa stagione, sta facendo soffrire alcuni team visto che le finestre di funzionamento delle gomme sono state ulteriormente ristrette rispetto alla passata stagione. Il gp inizia dopo le 16 e la temperatura asfalto si abbassa rapidamente con il tramonto e nessuna delle sessioni di prove libere si svolge alla stessa ora di partenza della gara.  Una gara, quella dell'Azerbaijan, che si annuncia interessante già a partire dalla scelta degli pneumatici con tante diverse filosofie in campo e solo la pista decreterà quale sarà il team ad aver fatto la scelta vincente.

Le scelte dei piloti

Se analizziamo le scelte fatte dai piloti possiamo notare che, i tre top team, hanno fatto scelte diverse a dimostrazione che l’approccio, anche in termini di scelta degli pneumatici, è piuttosto diverso. Ferrari è stata conservativa cercando di sfruttare la poca abrasione del tracciato cittadino portando un solo set di dure, ben 5 di medie e 7 di soft, la mescola più morbida a disposizione. Scelta differente per Mercedes che, con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, avrà dalla sua lo stesso numero di dure, ma uno in meno di soft a favore di un atteggiamento più aggressivo grazie agli 8 treni di soft a disposizione Quella che ha rischiato più di tutti, tra i top team, è la Red Bull che ha puntato forte sulle coperture soft. Per Verstappen e Gasly, infatti, ci saranno ben 9 set di gomme soft, 3 di medie e uno solo di hard. Le squadre più aggressive sono state Renault, Racing Point e McLaren che hanno scelto ben 10 treni di gomme soft.

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