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21 maggio 2019

Formula 1, addio Niki Lauda: le origini e il rapporto con la sua Austria

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Cuore Ferrari, testa Mercedes, ma la storia di Lauda è fortemente legata alle sue origini austriache: dal rapporto difficile con la famiglia al Gran Premio di casa che riuscì a vincere con la McLaren nel 1984. Conquistò quel Mondiale con mezzo punto di vantaggio su Prost 

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Un pilota di Formula 1, più di chiunque altro, è un cittadino del mondo. In questo non ha certo fatto eccezione Niki Lauda, la cui incredibile storia lo ha consacrato per l'eternità tra gli dei della F1. Cuore Ferrari, testa Mercedes (ne è stato presidente non esecutivo): questa una delle definizioni che spesso gli sono state attribuite in un dualismo italo-tedesco che ne ha quasi offuscato le origini. L'Austria e la Vienna nobile e austera, dove nacque il 22 febbraio 1949, hanno però rappresentato un passaggio decisivo nella sua parabola sportiva. A partire dai rapporti con la famiglia, fatta di imprenditori e banchieri dell'alta società. Il giovane Niki chiuse presto i rapporti con loro per seguire la propria passione, un passaggio inevitabile dato che la professione di pilota automobilistico - secondo i suoi genitori - non rendeva onore al nome dei "Lauda". Lasciò la scuola, chiese alcuni prestiti in banca e riuscì a finanziare l'inizio della propria carriera fino a riuscire a partecipare al campionato di Formula Vee e, poi, a quello di Formula 3. Primi passi di un'avventura complicata, poiché per coronare il sogno da professionista fu necessario rischiare ancora con un altro prestito bancario, coperto da un'assicurazione sulla vita, che gli consentì di ottenere un posto presso il team March in Formula 2.  Prestiti e banche, cosa che ancora oggi suona come strano per uno che in quel contesto era nato. Ma cosa sia stata l'Austria nelle vicende sportive del tre volte campione del mondo lo racconta lui stesso nel 2015 (nella clip d'apertura), a partire dal Mondiale del 1971 con il Team March: "In qualifica partii dall'ultima posizione, mentre in gara si ruppe il motore e il cambio. Mi ritirai. Molto male. La gente voleva Lauda, e alla fine niente".

GP Austria 1974. Ottenne la pole position con la Ferrari, ma poi arrivò il ritiro anche stavolta: "Vincere il GP di casa di solito è molto difficile. L'Italia è vicina a noi e vincere con una Ferrari è una grande cosa per un austriaco".

Nel 1975 altra pole e sesto in gara; nel 1977 pole e secondo posto sempre con la Ferrari: "Non ricordo esattamente come andò in quelle occasioni, ma di sicuro ci furono problemi. Perché se fai la pole position di solito poi vinci". 

GP Austria 1984. Fu l'anno della vittoria dopo aver ottenuto il quarto posto in qualifica: "Vinsi perché Prost si è fermò dopo 10 giri. Problemi al cambio anche per me, ma alla fine andò bene perché Piquet dovette rallentare. Sul podio gli dissi 'grazie Nelson'. Erano tutti felici per la vittoria di un austriaco. Tutto perfetto, ma per me contavano i punti per il campionato. E lo vinsi con mezzo punto di vantaggio. Fu importante per l'Austria".

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