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19 luglio 2019

Formula 1, Sky Spy: gli otto giorni di Vettel

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Tanti errori stanno segnando la stagione 2019 di Vettel, mentre assiste in prima persona all'ascesa del compagno, scomodo, Leclerc. Si aprono le scommesse per decretare quale sarà il futuro del tedesco che si trova a un bivio: dare certezze alla Ferrari oppure...

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Tra un weekend si correrà a Hockenheim il Gran Premio di Germania, la settimana dopo si farà tappa a Budapest prima della pausa estiva. Una settimana (e un giorno) che potrebbero essere un passaggio cruciale per il futuro dei Sebastian Vettel. Silverstone, domenica scorsa. Il Gran Premio è terminato, ma l’affluenza record sulle tribune dello storico tracciato britannico ha i suoi contro. Quattro ore dopo la bandiera a scacchi il serpentone di auto diretto all’uscita del circuito è immobile, e la voce si sparge molto velocemente. Risultato: tutti gli addetti ai lavori che non beneficiano di un passaggio in elicottero (e sono molti) decidono di cenare in pista, chiedendo un extra agli operatori delle hospitality. Per SkySpy l’occasione è ghiotta per catturare opinioni ed indiscrezioni sul Gran Premio appena concluso e non solo.

Senza bisogno di indirizzare il discorso, dopo pochi minuti l’argomento che tiene banco è quello di Sebastian Vettel e della sua striscia di errori che in un anno e mezzo è diventata a doppia cifra. Ma cosa succede a Seb? Ci sono due teorie tra i commensali seduti intorno ad tavolo dove in via eccezionale sbuca qualche birra: c’è chi sostiene che Vettel sia in quella fase di frustrazione che colpisce un pilota dopo anni trascorsi in attesa di un una monoposto da Mondiale, e chi invece è convinto che a non essere da Mondiale sia per primo proprio il pilota tedesco.

Avanti con le opinioni. "Cosa deve accadere di più per poter dire che oggi Vettel non è più ciò che può fare credere il suo palmares? - attacca con decisione un personaggio da anni presente in Formula 1 -stiamo rivedendo il film del 2014, ovvero in presenza di un compagno di squadra meno ‘comodo’ di Webber e Raikkonen i limiti di Seb sono sempre li. È accaduto cinque anni fa con il giovane Ricciardo, ed accade lo stesso oggi con il giovane Leclerc. Sono fatti. Credo che quello che ha combinato in pista nell’ultimo anno è mezzo non sia roba da un quattro volte campione del Mondo, spiace dirlo perché Vettel è una bellissima persona, ma cos’altro potremmo dire?".

Scusi, ma cinque anni fa a fine stagione Seb fece le valigie e salutò la Red Bull, dice che la storia potrebbe ripetersi? "Si, ma ci vuole l’alternativa. Una c’è sempre, ovvero fermarsi per un anno o per sempre, ma Vettel credo abbia ancora voglia di restare. Farlo in Ferrari vuol dire però prendersi il rischio di riservarsi un posto in prima fila da cui assistere all’ascesa di Leclerc, restano poi Mercedes o…Red Bull. La prima è impossibile, la seconda solo nel caso Verstappen andasse altrove. Dove? Non lo so, ma se partisse allora davvero Seb sarebbe tentato di tornare dove in fondo ha vinto tantissimo".

Quella che doveva essere la parte del tavolo a difesa di Vettel ha la testa bassa su un sandwich al tonno, e così il nostro interlocutore prosegue: "Se Seb non mette sul piatto qualcosa di significativo tra Germania e Ungheria, l’aria per lui si farà pesante, anche a Maranello: sono pronto a scommetterci, e la sua pausa estiva potrebbe diventare molto difficile. La vittoria è una medicina che guarisce tutti i mali che puoi contrarre in Formula 1, compresi quelli di Vettel, ma bisogna riuscire ad acciuffarla, anche di fortuna, o in alternativa fare un garone in cui si lascia il segno. A Vettel serve questo, se succede si sblocca".

Altrimenti? "Vede, Seb non è uno che sa mandare giù il rospo, perché nella sua carriera non si è mai trovato in queste situazioni. Ha vissuto una condizione simile cinque anni fa, e quando gli si è presentata la chance ha salutato tutti e cambiato aria. È coinciso tutto alla perfezione, la sua prima crisi in Red Bull e la chance in Ferrari, Vettel ha sempre avuto i timing perfetti in tutta la sua carriera. Ma finora, perché questa volta può essere diverso, molto diverso".

Ma la Ferrari in tutto questo che fa? "Non può fare nulla, ve lo dico per esperienza. La palla è in mano a Vettel: se risponderà in pista allora tutto si risolverà, altrimenti dovrà pur dire alla squadra quali sono le sue intenzioni. Sono certo che la Ferrari ha un suo piano ‘B’, sarebbe folle non averlo, ma è vincolata al contratto con Seb che scade al termine del 2020. Chiariamo: Vettel ha il sostegno totale della squadra, lo ha dichiarato più volte Mattia Binotto, ed è un appoggio confermato anche con decisioni concrete. Ma poi c’è la pista con i suoi verdetti, e la situazione rischia di diventare spiacevole se Seb non darà un segnale deciso nelle prossime due gare. Sapete che succede se non ci sarà il colpo di reni? Che nei box la fiducia nei suoi confronti potrebbe rischiare di calare, e Vettel, che è una persona molto intelligente, capirebbe subito che l’aria è cambiata, e la cosa lo getterebbe ancora più nello sconforto. Pensate che queste possano essere le premesse giuste per iniziare il 2020?".

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