Meda: strategia assurda e vincente di Dovizioso, trionfa andando piano

MotoGp

Guido Meda

L'abbraccio tra Dovizioso e il team Ducati dopo la vittoria nel GP di Catalunya (foto getty)

Dovizioso completa una vittoria anomala e basata sulla strategia più assurda della terra: vincere andando piano. E' il trionfo della normalità, il successo di un ragazzo bravo e intelligente che sa alla perfezione quale sia il "non ritmo" da tenere al Montmeló

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La sera prima della gara. Dovizioso è a tavola con amici dopo aver passato il pomeriggio nel box. Ha la faccia furba e fresca. Tradizionalmente incapace come è di nascondersi mostra uno sguardo tanto convinto quanto inedito. Enrico Samperi, uno dei suoi meccanici, stessa pasta, sogghigna e strizza l’occhio. C’è aria di progetto. Su una pista calda e scivolosa come questa il warm-up della domenica conta poco e passa via. Troppo freddo in terra per raccogliere dati utili. Dovizioso ha già impostato tutto ed è arrivato alla conclusione più assurda della terra: vincerò andando piano. Sa alla perfezione quale sia il non ritmo da tenere. Sa di non dover cercare di scappare, di non doversi mettere davanti ad aprire la strada agli altri sfinendo le gomme.

In gara la sua Ducati è stabile e vellutata come una moto che va piano (si fa sempre per dire) e mentre intorno le Honda si scornano, le Yamaha naufragano e le gomme di chiunque, compreso Lorenzo che esagera nei primi giri, si sfaldano, Dovi aspetta il momento, poi scappa e vince. Tutto come previsto. Non ha segni di stanchezza fisica addosso, non festeggia come se fosse il Mugello. Non gli viene l’istinto di farlo perché è esattamente quello che aveva ideato. Era l’unica gara in cui si vinceva con l’intelligenza e senza strafare; guarda caso le specialità di Dovizioso spesso criticato per non essere uno che osa o uno che spegne il cervello.

Così Dovizioso raccoglie in due settimane due vittorie che sono una l’opposto dell’altra e che ci danno la misura netta di un pilota completo. Creativo e intelligente. Non sarà sempre così, la moto deve ancora maturare. Dovi forse ci è arrivato e la Ducati prepara il monumento al bravo ragazzo che costa poco, usa la testa e ne vince due di fila.