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05 luglio 2017

Da Morbidelli a Pasini, il bilancio degli italiani in Moto2 e Moto3

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A metà stagione, il bilancio dei piloti italiani delle due classi minori è positivo. Soprattutto in Moto2, dove Morbidelli comanda una classifica con tre italiani nei primi sei. Molto bene anche Bagnaia e Pasini. In Moto3, il migliore degli italiani è Fenati mentre dagli altri piloti ci si aspetta un cambio di passo. A partire da Brno

Franco Morbidelli domina, vince e soprattutto convince. Anche al Sachsenring, dove nessun pilota italiano in Moto2 ci era mai riuscito. Lui, invece, proprio in Sassonia ottiene la sesta vittoria nelle nove gare finora disputate. Altro dato senza precedenti in Moto2.
E allora, arrivati esattamente a metà stagione, è tempo di tracciare i primi bilanci. Per Morbido i 174 punti raccolti sono un tesoretto di 34 lunghezze su Thomas Luthi. Che poteva essere arricchito da un’altra manciata di punti, se non fosse per la squalifica comminata a Mattia Pasini che ha modificato la classifica.

Al Paso sono stati revocati lo splendido secondo posto sul podio di Barcellona e i conseguenti 20 punti, causa utilizzo di olio considerato irregolare. La sua prima metà di stagione, però, rimane nettamente positiva: sempre nei primi cinque nelle ultime sei gare e semplicemente fantastico nel GP di casa, al Mugello.
Positiva come la stagione di Francesco Bagnaia, che da rookie è già salito tre volte sul podio. Mentre ci si aspettava di più da Lorenzo Baldassarri, ma la botta incredibile subita ad Assen consiglia tempo e tranquillità per tornare in forma.

In Moto3, in forma è sicuramente Romano Fenati, l’unico in grado di insidiare lo strapotere di Joan Mir e degli atri spagnoli Aron Canet e Jorge Martin. Ma sono cinque gli italiani nei primi undici: oltre a Fenati, Fabio Di Giannantonio, Andrea Migno, Enea Bastianini e Nicolò Bulega. Da loro è lecito aspettarsi un cambio di passo nella seconda metà di stagione.
Come da Niccolò Antonelli, che fino ad ora – complice anche l’infortunio subito ad Assen – ha collezionato solo 16 punti. Serve continuità e lo insegna proprio Mir, l’unico pilota sempre a punti. Ma nel paddock è già tempo di saluti, si va vacanza. Appuntamento a Brno.

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