GP Qatar, Dovizioso-Marquez-Rossi: un podio, 3 generazioni racchiuse in 7 decimi

MotoGp

Guido Meda

31 anni Andrea Dovizioso, 25 Marc Marquez, quasi 40 Valentino Rossi. Rispettivamente primo, secondo e terzo nel GP d’esordio della stagione 2018. Il commento di Guido Meda

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C’era qualcuno con il dubbio. Il dubbio che la posizione di Dovi e Rossi in griglia fosse il segno di un declino. E c’era anche chi si chiedeva come mai la Yamaha avesse aspettato il rinnovo di Rossi invece che ingaggiare Zarco. Ciao! Almeno per il momento.

Ma c’è ancora adesso chi si chiede, a ragione, come mai Ducati e Dovizioso non abbiano nemmeno iniziato a trattare il rinnovo. Ecco, il consiglio più saggio da dare alla Ducati è quello di rinnovare alla svelta con Dovizioso perché di questo passo le pretese del pilota saranno sempre più alte e più legittime. Spannometricamente un milioncino a gran premio ci potrebbe stare. Al netto del fatto che si fa presto a dare addosso a Lorenzo in terra, non fosse che ci è finito per un guasto ai freni che lo ha tormentato dal secondo giro, rendendolo di fatto ingiudicabile.

Il podio del Qatar, gara in cui contava tanto l’intelligenza tattica, dopo aver perso Zarco che la tattica, invece, stavolta l’ha lasciata a casa passando da primo a ottavo, è una sfilata di tre generazioni in sette decimi. Il trentunenne Dovizioso, il venticinquenne Marquez e il quasi quarantenne Rossi. Tre talenti e tre intelligenze superiori. Due dei quali sono nostri e c’è da andar via col petto gonfio.

La stagione riparte da dove l’avevamo mollata, con la corsa che si decide per un incrocio di traiettorie all’ultima curva. Ancora millimetrico. Ancora buono per Dovizioso, ma non può andare avanti così in eterno. Uno dei due qualcosa avrà recepito.

Anche Rossi guardandoli da poco dietro ha recepito. Qualcosa che però già sapeva. In accelerazione Ducati e Honda vanno meglio, e i guai potrebbero essere anche più seri quando in Argentina e Texas la Honda troverà condizioni più favorevoli di questo Qatar che non le è mai andato giù del tutto. Il che rende Marquez ancora favorito per il titolo.