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09 agosto 2018

MotoGP, GP Austria. Red Bull Ring, pista da bollino rosso per i freni

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Il circuito austriaco è incandescente per i freni. Brembo, in una scala di difficoltà che va da 1 a 5, dà al tracciato della Stiria il voto massimo

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Torna subito in pista la MotoGP che passa da Brno al Red Bull Ring, senza pausa in quella che è l’unica back to back europea della stagione. Il tracciato austriaco è il più veloce del mondiale, con i suoi 4.3km percorsi ad oltre 186km/h di media in qualifica. Poche curve, 10 complessivamente, e 4 rettilinei permettono di sviluppare ai quattro cilindri MotoGP il massimo delle prestazioni in termini di velocità.

Secondo Brembo il Red Bull Ring è uno dei quattro circuiti (su 19) considerati altamente impegnativi per i freni (gli altri sono Barcellona, Motegi e Sepang). In una scala da 1 a 5 l’indice di difficoltà è il massimo, con una decelerazione media sul giro da record pari a 1.3 g, più di qualsiasi altro tracciato. A complicare la vita degli impianti frenanti anche l’altimetria della pista: dal punto più alto al più basso c’è infatti un dislivello di 65 metri e la discesa principale ha un’inclinazione del 9.3%.

Il Red Bull Ring è uno dei soli 3 circuiti del calendario 2018 dove corrono sia Formula 1 che MotoGP, il confronto è quindi inevitabile. Durante un giro i piloti del motomondiale frenano 7 volte per un totale di 25 secondi. In Formula 1, invece, le frenate sono sempre 7 ma per un tempo totale di appena 8.3 secondi.

Le prime 3 curve per gli “staccatori” veri

La curva 1 anche se leggermente in salita vede le MotoGP arrivare a 312 km/h, frenando per 4,1 secondi per raggiungere i 99 km/h. I piloti subiscono una decelerazione di 1.5 g ed esercitano un carico sulla leva di 6.4 kg. In questo punto le Formula 1 arrivano poco più veloci (317 km/h) ma hanno il vantaggio di poter entrare in curva a 144 km/h (grazie alle 4 ruote) e per la frenata bastano 1.6 secondi e 46 metri, un quarto dello spazio (216 metri) di cui hanno bisogno le MotoGP.

La curva 2, la più lenta in percorrenza con i suoi 64 km/h di velocità di ingresso, costringe i piloti a frenare per 5 secondi esercitando un carico di 5,8 kg sulla leva. La differenza rispetto alle F1 è meno significativa perché i freni delle monoposto sono usati per 2.1 secondi e la velocità finale è di 79 km/h.

Alla curva 3, dove si arriva in discesa, servono 251 metri e 5.2 secondi alla MotoGP per passare da 294 km/h a 79 km/h. Qui la decelerazione è 1.5 g mentre per i piloti di Formula 1 tocca addirittura i 5 g.

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