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14 febbraio 2019

Superbike, parte la sfida a Rea e alla Kawasaki

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Ducati, con la nuovissima Panigale V4, Yamaha con quattro R1, due in più rispetto al 2018, Honda e BMW con un impegno sempre più diretto nella categoria. Tutti hanno un solo obiettivo: spodestare Jonathan Rea e la Kawasaki, imbattibili nel mondiale Superbike da ben quattro anni

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LO SPECIALE SUPERBIKE

Dopo 4 titoli piloti consecutivi con il cannibale Rea (il MM93 delle derivate di serie) e altrettanti costruttori, Kawasaki non può non essere considerata la favorita per il mondiale. Il team ufficiale Kawasaki  Provec, con base in Spagna (Catalunya), si presenta sulla griglia 2019 con la nuova coppia Rea – Haslam. Al fenomeno nordirlandese quest’anno si affianca il campione BSB 2018 di rientro nel WSBK dopo tre anni. 
In casa Puccetti la “verdona” di Akashi sarà ancora nelle mani del giovane talento turco Razgatlioglu, confermatissimo dopo l’ottima stagione 2018.

La doppia sessione di test invernali Jerez-Portimao di gennaio ha visto il “cannibale” nord irlandese mettersi tutti alle spalle sia con gomme da qualifica sia nelle simulazioni gara. La ZX10 RR, fresca di omologazione, è stata ulteriormente sviluppata, con interventi significativi a livello di motore, cresciuto sia di giri che di cavalli. La nuova distribuzione, i cui studi iniziali risalgono al periodo MotoGP di Kawasaki, inoltre, rappresenta una vera e propria sfida a Ducati, che non sarà la sola a portare in pista soluzioni già utilizzate tra i prototipi.

Grande attesa per le Rosse

Ducati tenta l'assalto al trono di Kawasaki mettendo in campo il meglio possibile, “pescando” tecnologia e piloti dalla MotoGP. A Bologna hanno deciso di scendere in pista nel 2019 con le nuovissime Panigale V4R che segnano una svolta epocale: dopo oltre trent'anni, stop al glorioso bicilindrico per sfidare ad armi pari l'armata Kawasaki. Il propulsore V4 parte dagli studi fatti per la Desmosedici MotoGP del 2015 e a livello di ciclistica avrà funzione portante. 
Le quattro cilindri factory saranno portate in pista dal team Aruba e affidate a due top rider, il confermatissimo Chaz Davies e la new entry Alvaro Bautista, in arrivo dalla MotoGP, che pare aver digerito bene il passaggio alle derivate di serie, moto che si “muovono” molto di più rispetto ai prototipi a cui era abituato per la minor rigidità del telaio e delle carcasse degli pneumatici Pirelli.
Oltre al team Aruba nella stagione 2019 Ducati fornirà le V4R anche a due team indipendenti. Una terza Panigale verrà affidata al confermato Barni Racing per il giovane Rinaldi (farà tutto il mondiale e non solo le tappe Europee) e una quarta per la new entry Laverty, un top rider che, lasciata Aprilia, passa a Ducati grazie all'accordo con Go Eleven.

(foto: WSBK.com)

Honda adesso fa sul serio

La casa di Tokio ha deciso di cambiare tutto in SBK, facendo muovere HRC anche se indirettamente. Fine della gestione olandese Ten Kate e materiale "factory supported" affidato alla crew italiana Althea (ex BMW e già campione WSbk con Checa e Ducati) e all'engineering di fiducia Moriwaki. Piloti: Camier, uno che va forte, e il rientrante Kiyonari.
Il ritorno in forze di HRC nel mondiale Superbike è stato attentamente pianificato ed infatti l’idea di avvalersi del supporto del partner storico Moriwaki ha radici nel campionato All Japan SBK dove la crew giapponese dal 2017 porta in pista le Honda CBR1000 RR (con Kiyonari e Takahashi) equipaggiate con gomme Pirelli (e non Bridgestone)…non è un caso.

Yamaha, da due a quattro moto, tutte seguite dalla casa madre

In casa Yamaha. confermati Lowes Vd Mark, che nel 2018 hanno riportato Iwata sul primo gradino del podio, si è deciso di raddoppiare l’impegno. Altre due moto vengono assegnate all'esordiente team GRT che debutta in SBK portando l'esperienza e la velocità di Marco Melandri e Sandro Cortese campione del mondo supersport 600 oltre che 125 GP.
Le R1 per il campionato 2019 non sono state rivoluzionate, si è scelto infatti di procedere per affinamenti successivi sulla moto esistente. Melandri ritrova la moto che lo ha visto esordire nella categoria nel lontano 2011. Sarebbe stato veramente un peccato non poter contare nel 2019 sulla sua presenza, 36 anni, alla sua sesta stagione nel WorldSBK. Marco con 22 gare vinte, una in più di Max Biaggi, e 73 podi complessivi con 4 costruttori diversi (Yamaha, BMW, Aprilia, Ducati) è l’italiano più vincente di sempre nella categoria. La storia continua.

(foto: WSBK.com)

BMW, nuova moto e impegno rinnovato

La casa di Monaco di Baviera per il 2019 affida la gestione in pista delle due nuovissime S1000RR (presentate a Eicma 2018) al team inglese SMR (ex Aprilia) iscrivendole però al campionato come BMW Motorrad WorldSBK. Le garanzie di impegno da parte dei tecnici tedeschi nello sviluppo della moto (motore, elettronica, telaio e aerodinamica) sono confermate e la coppia di piloti è di quelle “toste”: Sykes Reiterberger. Il primo (34 vittorie e 104 podi in SBK) ha lasciato Kawasaki dopo nove anni e un mondiale (nel 2013), il secondo è senz'altro un talento e ha vinto l'ultimo titolo Superstock 1000.

(foto: WSBK.com)

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