MotoGP, Miller: "La mia Ducati è come una pistola"

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Vera Spadini

Il pilota del Team Pramac racconta ai tifosi le sue sensazioni dopo il GP di Argentina chiuso al 4° posto: "Niente di peggio di uno '0' accanto al tuo nome, vuoi toglierti la scimmia dalle spalle e fare punti. Il podio? Solo questione di tempo"

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La penna non è quella di Arthur, ma di un altro Miller: Jack, che racconta nel suo 'diario di bordo' sul sito Red Bull la gara in Argentina: "Sicuramente è bello parlare dopo un weekend intenso dall'inizio alla fine. E quando puoi fare una gara senza che la tua sella si stacchi dopo due giri, è sempre una buona cosa...". Incipit niente male, e anche la metafora scelta per descrivere la sua GP19 è degna di uno scrittore vero: Mi sento come se mi stessi portando una pistola a una sparatoria". A dire il vero non una scelta azzeccatissima per uno che ha corso con una felce argentata sul cupolino in un omaggio alle vittime della strage in Nuova Zelanda… Comunque, Miller pensa di potersela finalmente giocare ad armi pari. "E’ più facile essere veloci quando non senti di essere al limite in ogni curva solo per fare il tempo. Non sono più obbligato a forzare la frenata e a distruggere la gomma davanti per stare con i migliori, posso gestire meglio la gomma perché siamo veloci, e questo è probabilmente il fattore più importante".

Team sulla strada giusta

Miller spiega, sempre nel suo stile, il 'peso' che si è tolto con il quarto posto in Argentina: "Abbiamo lavorato duramente come squadra, abbiamo fatto più giri di chiunque nelle libere e lavorato sul ritmo gara, e questo ha pagato. Poter pianificare è bello, vuoi toglierti la scimmia dalle spalle e fare punti, non c'è niente di peggio che lasciare la prima gara con '0' vicino al tuo nome. Arrivare così vicino al podio - ero solo 1,6 secondi dietro a Dovi - è un po' frustrante, ma siamo lì. È solo una questione di tempo, se continuiamo a lavorare come stiamo facendo".

Da Termas de Rio Hondo ad Austin

La prossima tappa è il GP delle Americhe il 14 aprile e Miller è già negli States, in California, a prepararsi. Così fece anche nella passata stagione, ma durante un allenamento si infortunò e dovette disputare la gara con una clavicola rotta. Ecco perché il finale contiene una promessa: "Cercherò di non farmi male come l'anno scorso... Farò del mio meglio per restare intero, questa volta".

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