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07 giugno 2018

Donatello Giovanotti: "Marini? Determinato e meticoloso"

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Donatello Giovanotti ha seguito Luca Marini anche in questo suo passaggio allo Sky Racing Team VR46

Donatello Giovanotti ha seguito Luca Marini anche in questo suo passaggio allo Sky Racing Team VR46

L'INTERVISTA. E' il suo capo-tecnico da tempo, conosce di Luca aspetti tecnici e privati e ce li racconta... E sul regolamento in vigore? "Eliminerei il regime di monogomma"  

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Lo Sky Racing Team VR46

Quest'anno sei entrato a far parte dello Sky Racing Team VR46: com'è stato l'ambientamento in squadra?

"Buono, anzi, direi ottimo. Al box si respira una bella atmosfera, ma soprattutto si nota una grande convinzione nel voler ottenere dei grandi risultati. Il team è di alto livello, molto professionale, questo è di grande aiuto nel lavoro di tutti i giorni, ancor più nei weekend di gara".

Un passaggio sempre al seguito di Luca Marini...

"Sì, sono diversi anni che lavoro con lui: direi che ci conosciamo bene".

Che tipo di pilota è Luca?

"Meticoloso, molto attento ai dettagli. Con Luca si riesce a lavorare su ogni singolo aspetto della messa a punto: si parte il venerdì con un'impostazione di partenza, via via andiamo a rastremare parte del lavoro con una continua crescita in termini di performance. È piacevole condividere questa esperienza insieme".

... e nel privato?

"Rispetto ad altri piloti è un ragioniere, anche nel senso letterale del termine. Oltre a correre, in questi ultimi anni ha proseguito con successo gli studi scolastici: un fatto non propriamente usuale nel nostro ambiente. Luca è un ragazzo molto, molto intelligente e questo fa la differenza in diversi ambiti, anche nel motociclismo. In lui mi sono reso conto di un aspetto in particolare: se inizia una cosa la porta sempre a termine".

Spesso nelle prove e nei test invernali Marini è stato molto veloce, ma non ha trovato conferma sulla distanza di gara. Cosa ancora gli manca per poter lottare costantemente per la zona podio?

"Al contrario di molti piloti della Moto2, Luca ha tutto sommato poca esperienza. Non ha fatto tutta la consueta trafila del Motomondiale: ha corso nel CEV tra Moto3 e Moto2, poi nel 2016 ha disputato la sua prima stagione completa nel Mondiale Moto2. Questa classe è molto complicata, l'esperienza serve e ti aiuta a capire i limiti della moto e soprattutto a rispettarli. A mio avviso gli manca ancora il fatto di poter essere più aggressivo in determinati frangenti, soprattutto all'inizio dei weekend ed in gara. Solitamente, lo abbiamo dimostrato già lo scorso anno, Luca è molto forte nella seconda parte di gara, pertanto le attenzioni saranno incentrate più su altri aspetti, in altre aree siamo già a buon punto".

Parlando della tua professione, considerato l'attuale regolamento del Mondiale Moto2 dove un tecnico riesce a far la differenza?

"Il segreto è di assecondare le richieste del pilota e riuscire a cucire la moto in base alle sue esigenze. In Moto2 diversi piloti guidano molto sull'avantreno, questo di conseguenza comporta una ricerca di grip al posteriore che è un aspetto cruciale per la ricerca della congeniale messa a punto. Di fatto le modifiche più importanti riguardano i settaggi delle sospensioni ed il bilanciamento della moto per trovare più trazione al posteriore".

Se potessi cambiare qualcosa all'attuale regolamento della Moto2 cosa cambieresti?

"So di essere per certi versi una voce fuori dal coro, ma eliminerei il regime di monogomma. Specifiche analoghe in materia di pneumatici di fatto, a mio avviso, rendono meno vivaci le gare. Negli ultimi anni in Moto2 si sono registrate molte evoluzioni sul piano tecnico, spesso vanificate dal fatto che con pneumatici ormai standardizzati non c'è un riscontro dei progressi compiuti sul piano cronometrico. Specifiche diverse, ne sono convinto, aiuterebbero e non poco lo spettacolo la domenica".

In ottica 2019 come vedi il passaggio ai motori Triumph ed alla centralina unica Magneti Marelli, anche in virtù della tua pregressa esperienza in MotoGP?

"I propulsori Triumph potrebbero rendere la situazione più avvincente. L'introduzione dell'elettronica Marelli presenta sulla carta fattori positivi. Se, come sembra, sarà ispirata alla regolamentazione vista in MotoGP nell'era CRT/Open, si potrà intervenire sul traction control, engine braking e antiwheelie, ma non solo. Questo potrebbe essere di aiuto nel lavoro di piloti e tecnici nel fine settimana, basti pensare che ora, parlando della gestione delle gomme, si lavora prevalentemente solo sulle sospensioni".
 

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