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19 novembre 2018

Bagnaia: "Io, la vittoria e quella lavagna... Ora solo MotoGp"

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Francesco Bagnaia premiato come Campione del Mondo alla serata di gala a Valencia

Il Campione del Mondo di Moto2 ha scritto per noi, di suo pugno, attimo per attimo come ha vissuto quel weekend in Malesia che mai dimenticherà

SKY-VR46, IL TEAM DI PECCO

IL TALENTO DI MR.BAGNAIA

FOTO: LA CRESCITA DI PECCO

Tra la gara in Australia e la Malesia ho cercato di non pensare, di staccare la spina, di fare le cose normali di sempre. Così in quel weekend, fino al sabato, fino alla qualifica. Lì poi qualcosa è iniziato a cambiare, tutto ha iniziato a prendere la forma del reale. Ero teso, ma cercavo di non darlo a vedere. I miei meccanici, i miei tecnici, la mia famiglia e le persone che lavorano con me allo stesso modo. Poi la gara anticipata, la sveglia all’alba, per davvero! La strada verso il circuito al buio, la minaccia di pioggia.

La domenica è stato difficile perfino fare colazione. Lo stomaco chiuso, più del solito, e solo un pezzo di pane. E poi la gara e, poco prima del via, la pressione, la paura di sbagliare… Tutto improvvisamente va via. I primi 10 giri non ho nemmeno mai guardato la lavagna. È come se non volessi pensare a quel momento che si avvicinava sempre di più. Sapevo che per non fare calcoli mi bastava il podio. Poi mi sono sempre immaginato quel momento con l’arrivo al Parc fermé, l’abbraccio con tutto il Team. Non potevo non tenere i denti stretti su Pasini e cedere la terza piazza.

Ogni giro i numeri scalavano, meno 5 al traguardo, meno 4, meno 3, meno 2. Lì ho iniziato per la prima volta a pensare, poi ancora la paura di sbagliare. Poi mi sembrava di chiudere gli occhi e ripetere nel casco per favore non cadere. Non cadere adesso. Poi l’ultimo giro ho letto che Pasini era a 7 decimi. Ho respirato. Ho continuato a ripetere ad ogni curva per favore non cadere, non cadere adesso. Fino all’ultima curva. Lì ho iniziato a ridere, poi a piangere, poi a urlare fino a che non ho visto distintamente la bandiera a scacchi e tutti in piedi sul muretto. E ho letto un’altra volta la lavagna, per l’ultima volta: 2018 World Champion. La più bella cosa che mi sia mai sentito dire. Ora mi sto godendo ancora il successo, ma posso pensare alla MotoGp e dire che non vedo l'ora di salirci sopra. Eccomi ricomincerò da zero, ma con alle spalle una stagione indimenticabile. 

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