21 ottobre 2016

Suzuki S-Cross: un SUV con carattere da vendere

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Un SUV pensato per la città fino a dove si può spingere in offroad? Lo abbiamo scoperto sulla leggendaria Via del Sale, l'antico tracciato che porta dalle Alpi Marittime al Mar Ligure

SUV e crossover non sono veri fuoristrada. Niente di più vero - direte voi - e ci mancherebbe altro. Gli Sport Utility sono una cosa ben diversa rispetto ai veri off-roader, che possono vantare un “pedigree meccanico” completamente diverso e ben più robusto. Questo non significa però che anche con uno chiccosissimo SUV, tutto asfalto e città, non ci si possa togliere più di qualche soddisfazione tra la polvere. Per scoprire fino a che punto ci si possa spingere in fuoristrada con un normalissimo Sport Utility abbiamo deciso di partecipare al 5° Raduno nazionale Suzuki 4x4.

In fuoristrada... con il SUV! - Ma non al volante di un sempre validissimo e inossidabile Jimny. Al posto del re dei mini fuoristrada abbiamo scelto una più pacifica e insospettabile S-Cross, da poco rinnovata con un bel restyling di metà carriera. Nuovo frontale, nuove luci e interni più ricchi. Ma la sostanza rimane la stessa: un SUV o, se preferite, un crossover pensato per muoversi principalmente in ambiente urbano. Come sempre però Suzuki dimostra di avere un’attenzione particolare per le sue tradizioni. Anche una “cittadina” come la S-Cross quindi può essere scelta in abbinamento alla moderna trazione integrale AllGrip. E noi ovviamente optiamo per questa versione, visto che ci aspetta non la solita gita fuoriporta ma qualcosa di molto più serio. 

Con la nostra S-Cross 4x4 nuova di zecca infatti dovremo affrontare niente di meno che la Via del Sale, uno dei percorsi più suggestivi da percorrere in fuoristrada ma anche più amati da chi fa off-road per davvero, che porta dalle Alpi Marittime al Mar Ligure. Insomma niente da prendere sottogamba. È così che in men che non si dica ci ritroviamo immersi in un lungo serpentone colorato, pronto a fare sul serio. Intorno a noi veri fuoristrada, alcuni pronti a tutto grazie a preparazioni off-road molto tecniche. Per lo più Jimny, Samurai e Vitara di precedente generazione. Tra lo scetticismo generale prendiamo coraggio e ci buttiamo nella mischia.

Tra enduristi e MTB, sulla cresta delle Alpi - Dopo pochi chilometri l'asfalto è già un lontano ricordo. E qui scopriamo un altro volto della piccola S-Cross. Un volto molto più disinvolto e avventuroso. Portiamo la trazione Allgrip in modalità “Lock”. In questo moto abbiamo la trazione ripartita tra ruote anteriori e posteriori con rapporto 50:50. È vero, non abbiamo un vero e proprio differenziale autobloccante meccanico come su i veri fuoristrada, ma la S-Cross ne simula il comportamento agendo sui freni di una singola ruota nelle situazioni di stallo, attraverso l'ESP. Non abbiamo nemmeno le ridotte, quindi di sicuro non possiamo affrontare situazioni estreme come farebbe una Jimny è una Jeep Wrangler. Ma se non si deve esagerare il SUV Suzuki si dimsotra perfettamente a suo agio, anche attraversando qualcosa di più di una semplice strada bianca.

Non ci sembra vero ma siamo sulla leggendaria via del Sale, insieme a motociclisti armati fino ai denti che fanno enduro e ciclisti impegnati in mountain bike bardati come cavalieri medievali. Noi con la piccola S-Cross non ci perdiamo d'animo e anche se ogni tanto abbiamo qualche momento di difficoltà o di impaccio riusciamo ad arrampicarci come stambecchi fino oltre i 2.000 metri. Ora capisco perché i clienti Suzuki sono tra i pochissimi che continuano a scegliere ancora e nella maggior parte dei casi modelli con la trazione integrale.

Molta più avventura, ma senza esagerare - Anche un'auto come questa S-Cross, con la sua trazione integrale a controllo elettronico, riesce a portarci sulla cresta delle Alpi, immersi in paesaggi meravigliosi. Un'evasione totale dal grigiore della città, che rimane preclusa ad un'auto tradizionale o ad un semplice crossover "tutto fumo e niente arrosto", con la semplice trazione anteriore. La morale è che anche un SUV, se ben fatto e preparato dal punto di vista tecnico, anche senza ridotte e differenziali meccanici, permette di guidare in contesti di gran lunga più emozionanti rispetti a quelli offerti dalla quotidianità delle nostre città. Certo, niente di estremo, perché per i “passaggi” in stile Moab e le spedizioni nel deserto rimangono pane per i denti dei veri fuoristrada. Ma la S-Cross ha dimostrato di avere carattere da vendere tra sassi, fango e polvere. La Via del Sale è nostra!

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